Trasporti nazionali e internazionali

Ddl su infrastrutture, trasporti e territorio.

10 novembre 2012
In breve
Dal decreto di legge importanti misure per semplificare ed accelerare le infrastrutture.
Dall'introduzione della consultazione pubblica, sul modello francese, alla nuova procedura di approvazione unica del Cipe, alle norme per l'edilizia, fino alle proposte di legge di delega in materia di contratti pubblici, edilizia e governo del territorio e trasporto mediante autobus.
In attesa dell'approvazione dal Parlamento, ecco l'indirizzo di governo per questi settori.
Premessa
Il Consiglio dei Ministri ha approvato il 30 ottobre a Palazzo Chigi il disegno di legge "Norme e deleghe in materia di infrastrutture, trasporti e territorio", su proposta del Ministero dello sviluppo economico, delle Infrastrutture e dei Trasporti, di concerto con gli altri Ministri competenti.

Il Ddl, che "introduce novità e semplificazioni rilevanti in settori produttivi nevralgici per lo sviluppo del Paese, quali infrastrutture, trasporti, edilizia e territorio", come si legge nella nota del Consiglio, contiene le deleghe del Governo per l'emanazione di decreti legislativi di riordino delle normative sui contratti pubblici, in particolare contratti di lavoro, di servizi e di forniture, sull'attività edilizia privata e sul governo del territorio, e sul trasporto di persone mediante autobus.

Inoltre viene trattata la bancabilità dei project financing, l'introduzione, sul modello del debàt public francese, dell'istituto della consultazione pubblica per la realizzazione delle opere di interesse strategico, e modifiche alle norme delle Ati nelle gare.


Il Disegno di legge
Il testo contiene 14 articoli ed è suddiviso in quattro capi. Il Capo I tratta delle misure per l'attrazione di capitali privati.
In particolare, in riferimento alla finanziabilità di progetti e bandi, "per assicurare che i progetti da realizzare con contratti di partenariato pubblico-privato siano idonei ad assicurare adeguati livelli di 'bancabilità' fin dalla gara per l'affidamento", come afferma la nota ministeriale, "le amministrazioni aggiudicatrici potranno chiedere che l'offerta presentata sia corredata da una manifestazione di interesse da parte di una banca a finanziare l'operazione".

Sostanzialmente l'amministrazione aggiudicatrice può indire una consultazione preliminare, per esaminare che ci siano gli elementi idonei ai fini della bancabilità del progetto.
In questo modo emergerebbero già in fase iniziale le eventuali criticità del progetto sotto il profilo della finanziabilità da parte del settore bancario.

Viene stabilito inoltre il subentro di un nuovo concessionario designato dagli enti finanziatori del progetto.
Tale istituto consentirebbe di "assicurare la continuità la continuità del rapporto concessorio in caso di risoluzione del rapporto stesso per motivi addebitabili al concessionario".

Con l'introduzione del termine minimo per legge di 120 giorni, prorogabile di oltre 60 giorni su richiesta motivata, per la designazione del nuovo concessionario da parte degli enti finanziatori, tali enti hanno più tempo per effettuare le proprie scelte.
Con la garanzia di lasciare alla volontà negoziale delle parti la determinazione dei criteri e delle modalità di attuazione del diritto di subentro, il finanziamento dell'opera risulta maggiormente attrattivo per il sistema bancario.

Inoltre viene stabilita l'introduzione della centrale di committenza per l'affidamento delle concessioni, in modo da favorire le concessioni anche da parte delle amministrazioni di medie e piccole dimensioni.

Si tratta di un'amministrazione aggiudicatrice che acquista forniture o servizi destinati ad amministrazioni aggiudicatrici o altri enti aggiudicatori, oppure aggiudica appalti pubblici.
Con questo strumento le stazioni appaltanti sarebbero facilitate nel loro lavoro, con la possibilità di associarsi o consorziarsi.

Il Capo II riguarda le disposizioni di semplificazione e accelerazione delle infrastrutture.
In merito alla consultazione pubblica, viene introdotta la procedura di "consultazione pubblica", per promuovere un più alto livello di partecipazione delle popolazioni e dei territori per la realizzazione di opere strategiche.

Tale consultazione, ispirata al modello del debàt public francese, permetterà di verificare preliminarmente la percorribilità di un progetto e consentirà alle popolazioni di conoscere in dettaglio le scelte che riguardano la realizzazione e la localizzazione delle grandi opere infrastrutturali.

Viene inoltre stabilita la semplificazione della procedura di valutazione di impatto ambientale e quella di approvazione unica del Cipe.
In particolare la procedura del Cipe viene perfezionata con l'inserimento di una tempistica precisa per il pronunciamento delle singole amministrazioni ed azioni conseguenti al mancato rispetto dei termini.
Viene fissato il termine di 30 giorni per la presentazione di eventuali osservazioni al Ministero dell'ambiente da parte dei soggetti pubblici e privati interessati.
Viene inoltre introdotta maggiore flessibilità delle regole riguardanti la ripartizione dell'esecuzione dei lavori tra le imprese che hanno partecipato a una gara di affidame
nto associandosi.

Per ridurre il fenomeno dell'overdesign, viene previsto l'allineamento delle regole minime di sicurezza alle norme europee, limitando l'introduzione di ulteriori norme nazionali.
In riferimento all'esecuzione delle opere, viene ridotta dal 25% al 20% la percentuale relativa all'ammontare residuo dell'importo garantito non svincolabile fino al collaudo, in modo da garantire maggiore liquidità alle imprese.

Per i settori speciali, ovvero quello dell'energia, dell'acqua, dei trasporti e delle poste, si introduce lo svincolo automatico delle garanzie di buona esecuzione, nel caso che la messa in esercizio delle opere prima del loro collaudo sia protratta per oltre 12 mesi.

Per quanto riguarda il settore edilizio, affrontato nel Capo III, viene incentivato il recupero del patrimonio edilizio esistente, attraverso una politica di riduzione degli oneri di costruzione.
Per la ristrutturazione ed il recupero edilizio, vengono infatti differenziati i contributi rispetto alle nuove opere.

Infine nel Capo IV vengono descritte le deleghe per l'ammodernamento delle norme su infrastrutture, edilizia e trasporti.
Tali disposizioni riguardano i contratti pubblici, l'edilizia e il governo del territorio, ed il trasporto persone mediante autobus.
Vengono fornite una serie di proposte di legge di delega per riordinare e consolidare le normative.
Obiettivo di tali deleghe è l'attuazione di quadri normativi più organici, snelli e fruibili dagli operatori.


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