Crescita e prospettive favorevoli: l’interporto di Padova si qualifica sempre più come piattaforma central per il Triveneto.




Outsourcing

Sulla rotta di Padova.

20 Settembre 2012

Se l’export è il principale fattore trainante della possibile ripresa economica, l’interporto di Padova ne è certamente un grande sostenitore.

La struttura intermodale, infatti, quest’anno dovrebbe chiudere l’esercizio con una crescita della movimentazione container stimabile in un 15-20% in più rispetto al 2011.

Un incremento che consentirebbe alla piattaforma logistica veneta, se la tendenza fosse confermata nell’ultimo trimestre, di sfiorare i 300 mila container caricati su convogli ferroviari.

E’ l’export a trainare questa favorevole congiuntura dell’Interporto: il 60% dei container, manipolati nello spazio padovano, si avviano verso i mercati internazionali, in particolare verso quelli dell’Est europeo e nel prossimo decennio il potenziale movimentabile dovrebbe raggiungere gli 850 mila teu.

Per quanto riguarda le destinazioni portuali più battute dai treni in partenza da Padova ci sono La Spezia, che assorbe quasi un terzo del totale, Genova con il 15% e Livorno con il 13%: quindi il “range” portuale alto-tirrenico muove circa il 60% di un interporto che drena la produzione dell’area triveneta, e che, dal punto di vista geografico, dovrebbe essere naturale pertinenza nord-adriatica.

L’Interporto ha chiuso il bilancio consolidato 2011 con un utile ante-imposte di 1,39 milioni, con un fatturato di 36,2 milioni e comprendendo anche il terminal di Fs Logistica tocca il milione di container all’anno, qualificandosi così a diventare il naturale hub di smistamento dei porti del nord Adriatico.





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