Trasporti nazionali e internazionali

La più sofisticata truffa dell’autotrasporto italiano.

23 maggio 2012
L’indagine fiscale sembra essere la tendenza di questi ultimi periodi, ma certo è che risulta essere un ottimo strumento per combattere le problematiche economiche che investono il nostro Paese.

L’ultima indagine arriva dal territorio palermitano, dove la Guardia di Finanza sta conducendo un’inchiesta, avviata dal Dipartimento Mafia Economia della Procura di Palermo su sei cooperative di trasporto che fanno capo ad un professionista palermitano.

L’indagine prende il nome di Dark Truck e ha svelato un meccanismo che ha consentito a numerosi autotrasportatori non iscritti all'Albo di operare come falsi dipendenti e di frodare il fisco con finte fatture.

L’inchiesta porta alla luce l’evasione totale di oltre 180 imprese di autotrasporto, un numero davvero considerevole che incide non poco sui conti finali del mercato italiano.

Ad operare all’inchiesta per mesi su tutto il territorio nazionale il Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Palermo, sotto il coordinamento della DDA.

La dimensione della truffa è impressionante: si contano sei cooperative indagate e oltre 180 autotrasportatori coinvolte.

Un sequestro di 99 autoveicoli per il trasporto di merci, di 17 immobili e 60 rapporti bancari per un valore di 400mila euro.

Un totale di 120 milioni di euro fatturati per operazioni realmente inesistenti, che incide sull'Erario di 62,7 milioni.

L’incredibile truffa coinvolgeva imprese che fornivano supermercati, negozi ed importanti corrieri italiani e, si legge nell’indagine, sarebbe iniziata nel 2005.

Non solo la Sicilia, però, è coinvolta, ma la frode sarebbe estesa anche in Calabria, Toscana (nel porto di Livorno), Abruzzo e Puglia.

Quella che sembra essere una delle più sofisticate truffe attuate nel campo dell'autotrasporto conta, a conclusione dell’indagine, sette persone denunciate per omessa o fraudolenta dichiarazione dei redditi, emissione di fatture per operazioni inesistenti, omesso versamento d'Iva e di ritenute certificate, indebita compensazione di debiti tributari ed illecita somministrazione di personale.

Le cooperative, infine, sono state già sottoposte sotto il controllo di un amministratore giudiziario, che verificherà se potranno proseguire l'attività in modo legale.

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