Consulenza e formazione

Italia in ritardo sulla classificazione del rischio per il trasporto

03 ottobre 2011

Bruxelles intima all'Italia il rispetto della direttiva europea 2006/22/CE che prevede l'attivazione del sistema di classificazione del rischio per le imprese di trasporto stradale.
Il termine ultimo per attivare il provvedimento era il 1° aprile 2007 e ora la Commissione Europea dà all'Italia altri due mesi di tempo prima di far partire il deferimento alla Corte di Giustizia.

La direttiva in esame contiene gli obblighi relativi al rispetto dei periodi di guida, delle interruzioni di lavoro e dei periodi di riposo dei conducenti professionisti, nonché le disposizioni sull'apparecchio di controllo (cronotachigrafo).
La classificazione del rischio ha lo scopo d'incentivare i controlli mirati delle imprese che più frequentemente non si conformano agli obblighi imposti e avviene sulla base del numero relativo e della gravità delle infrazioni commesse dalle singole imprese di trasporti in relazione alle disposizioni in materia di normativa sociale e di uso del cronotachigrafo.

Con il D.Lgs. n° 144/2008 del 4 agosto 2008 le autorità italiane si erano impegnate (ancora senza esito) nell'arco di dodici mesi ad adottare un decreto che definisca i criteri e le procedure inerenti al sistema di classificazione del rischio in materia d'imprese di trasporti, oltre all'attribuzione di un indicatore della classe di rischio a tutte le imprese di trasporti.

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