Outsourcing

Europlatforms. Costruire una rete integrata di flussi

29 marzo 2011

I corridoi di trasporto europei e la loro integrazione con i reticoli nazionali e gli snodi di traffico saranno il tema portante della prossima Assemblea di Europlatforms, in programma per il 31 marzo a Parigi.

Nell'Agenda della giornata che riunirà gli oltre sessanta tra interporti e centri logistici d'Europa aderenti al Gruppo di interesse economico vi sono, infatti, argomenti di prima grandezza, come per esempio la revisione della Rete Ten-T (Trans-European Transport Network), che proprio in queste settimane la Commissione Europea ha posto sotto esame per rimodulare la metodologia di pianificazione e di attuazione.

«Di recente la Commissione europea ha rivolto un apprezzamento agli interporti UE - commenta Johann Marzani, presidente di CePIM Interporto di Parma e vicepresidente di Europlatforms - proprio per il lavoro che abbiamo svolto nella definizione del core-network della rete globale Ten-T.

Adesso stiamo lavorando alla definizione di proposte valide che puntino alla costruzione di un sistema di reti secondarie da innervare sui corridoi europei principali».

Lo studio si propone di disegnare un sistema complesso e organizzato in modo da comprendere tutte quelle realtà già produttive nel settore del trasporto multimodale e della regolazione dei flussi, che si collocano in un'area ad elevato indice di sviluppo.

L'obiettivo è creare una concreta integrazione dei mercati interni agli assi intereuropei; in questo quadro Europlatforms propone di riservare una maggiore attenzione ai nodi della rete tra cui sono porti, interporti e centri urbani.

Dall'Assemblea del 31 marzo l'Associazione uscirà con un apparato riorganizzato: l'obiettivo è infatti quello di dotarsi di una struttura più articolata per garantire la continuità delle attività di Europlatforms e il consolidamento dei rapporti con le strutture burocratiche dell'UE, presso le quali Europlatforms punta ad evidenziare il ruolo strategico, nel quadro economico europeo, delle strutture logistico-intermodali che rappresenta.

La classifica stilata nel 2010 dall'Istituto di ricerca tedesco DGG - che ha peraltro posto ben cinque interporti italiani tra i primi otto in graduatoria e l'Interporto di Parma tra questi - ha evidenziato infatti la funzione importante che gli interporti hanno all'interno dei sistemi economici nazionali.

Da ciò trae origine lo studio, che sarà esaminato nel corso dell'Assemblea, che è stato condotto sugli interporti europei come elementi di sviluppo economico e realtà dalle forte ricaduta sociale, sia sotto il profilo occupazionale sia sotto quello di qualità della vita e ambientale.

Tra i punti all'ordine del giorno sono anche proposte che riguardano la decarbonizzazione del trasporto e il dialogo Est-Ovest tra vecchi e nuovi Paesi UE, e progetti come l'I-Cargo e Citylog, strumento - quest'ultimo - elaborato con l'obiettivo di incrementare l'efficienza della distribuzione urbana delle merci, attraverso la gestione integrale del servizio e l'utilizzo di veicoli innovativi per tecnologia ed ecosostenibilità.

«CityLog - spiega Marzani - si fonda su un approccio di efficienza ed efficacia coordinate, che prevede una diminuzione del numero di veicoli circolanti l'ottimizzazione delle consegne nelle aree urbane, con ricadute positive sulla qualità del servizio».

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