Servizi e accessori per il trasporto

PMI e sfide all'espansione internazionale in uno studio condotto per UPS

22 marzo 2011
In breve

  • Il 40% delle PMI italiane cita gli elevati costi associati all'espansione all'estero come la barriera principale all'internazionalizzazione.

  • La gestione delle spedizioni è percepita come una criticità. Tra i criteri che guidano la scelta del corriere espresso la garanzia che le merci siano trasportate in sicurezza, la tracciabilità delle spedizioni e un efficiente servizio di assistenza clienti.

  • Anche se un terzo delle PMI ha già aumentato le spedizioni nel corso dell'ultimo anno, rispetto al futuro prevale un atteggiamento di cauto ottimismo: oltre la metà delle aziende ritiene che la situazione economica nel 2011 rimarrà invariata, ma tra ottimisti e pessimisti vince chi si aspetta un miglioramento dell'economia italiana.

  • Dalla ricerca emerge che l'uso del corriere espresso può facilitare le PMI in termini di crescita del business, tuttavia il pieno potenziale dei servizi logistici avanzati risulta non essere ancora pienamente capito dagli utilizzatori

Premessa
Sono stati presentati alcuni giorni fa a Milano i risultati della ricerca "PMI e spedizioni, come i servizi di corriere espresso possono aiutare la piccola e media imprenditoria italiana ad essere più competitiva all'estero".

Lo studio è stato condotto da Demoskopea per conto di UPS, la principale società di spedizioni al mondo e leader globale nei servizi logistici fondata a Seattle più di cent'anni fa e presente in Italia dal 1987.

All'evento sono intervenuti il Dott. Marco Nardi, presidente di Unionmeccanica-Confapi, l'ingegner Giovanni Leonida, vice presidente di Assologistica, mentre il Dott. Maurizio Cittone, amministratore delegato del gruppo Comei & Co. - creatore delle linee di piumini e abbigliamento Add, Anno Zhero e 313 - ha portato una case study sulla sua azienda.

«Dopo gli anni della crisi economica, che hanno determinato una diminuzione delle esportazioni dai Paesi europei, avevamo l'esigenza di capire quale fosse il sentiment delle aziende italiane sulla situazione economica, eventuali ostacoli all'internazionalizzazione, e i loro bisogni in merito a servizi di trasporto e logistica», ha spiegato Frank Sportolari, amministratore delegato di UPS Italia.

«Abbiamo interrogato aziende che fossero significative per l'economia Italiana ma anche potenzialmente interessanti per il nostro business, ovvero piccole e medie imprese produttive con una propensione all'internazionalizzazione. Tali aziende sono il motore per lo sviluppo economico del paese».



Sfide all'internazionalizzazione
Dalla ricerca è emerso che la principale barriera all'espansione delle PMI italiane all'estero è rappresentata dai costi elevati correlati a tale espansione (40%), in particolare per i settori abbigliamento e automotive dove questa percentuale sale rispettivamente al 59% e 52%.

Altri forti ostacoli sono l'eccessiva burocrazia per l'avviamento delle attività (26%), in particolare per i settori chimico e dei componenti di costruzione, e la complicatezza delle regole doganali (18%), soprattutto per i settori IT ed elettrodomestici.



A livello regionale emergono alcune particolarità: al Sud risultano importanti le barriere culturali e linguistiche, mentre nel Nord Est sono le regole doganali complicate e la valuta sfavorevole ad essere considerate gli ostacoli maggiori.

«Le piccole e medie imprese hanno una forte vocazione internazionale, che va assolutamente incentivata.

In questo senso, poter contare su un'efficiente rete logistica, in grado di garantire un'ampia diffusione dell'eccellenza nostrana può fare davvero la differenza, soprattutto oggi, in una fase in cui non si può ancora parlare di ripresa, ma piuttosto di una 'ripresina' di sicuro trainata dall'export, come attestano anche gli ultimi dati Istat», ha affermato Marco Nardi, presidente di Unionmeccanica e componente della Giunta di Presidenza Confai.

«È grazie al successo della produzione italiana, della tradizione storica della nostra industria qualitativamente superiore a fare la differenza. A queste peculiarità tutte nostre, si aggiunge la costante vocazione all'innovazione, che si ritrova anche nelle aziende più piccole e che non è venuta meno nemmeno nella fase più acuta della crisi».



I vantaggi percepiti nell'utilizzo del corriere espresso
L'utilizzo di provider specializzati in servizi di spedizioni con l'estero può limitare le criticità.

I tre principali criteri che guidano la scelta di un corriere espresso sono la garanzia che le merci siano trasportate in sicurezza (53%), la possibilità di tracciare le spedizioni (48%) e un servizio di assistenza clienti efficiente (44%).



Oltre a questi tre criteri le aziende del settore abbigliamento ricercano più di altri settori personale di vendita competente (32%) e specializzazione nei servizi internazionali (30%), mentre la flessibilità e la capacità di rispondere alle necessità specifiche di un settore risultano più importanti per i produttori di elettrodomestici e l'automotive (rispettivamente 44% e 38%).



I "desiderata"
Benché la ricezione di informazioni in tempo reale sullo status delle spedizioni sia indicato come il servizio più utilizzato dal campione (70%), è anche il servizio potenzialmente più interessante (54%) per le aziende che ancora non utilizzano questi strumenti.

Tra i servizi aggiuntivi che i corrieri espresso possono offrire vengono indicati come interessanti i software per la gestione delle spedizioni (53%) e l'assistenza nelle pratiche doganali (28%).
Quest'ultima risulta più utilizzata e soprattutto potenzialmente interessante per le aziende che lavorano con i paesi asiatici e con l'America.

Sono inoltre indicati come "desiderata" la gestione dei resi (18%), la possibilità di processare le spedizioni cargo attraverso lo stesso network (18%) e il ritiro dopo le 7 di sera (17%).



L'integrazione con la logistica di magazzino, probabilmente per mancanza di conoscenza, è invece vista come poco interessante: meno di 1 intervistato su 10 cita il servizio come un desiderata.

«La logistica è legata strettamente al tessuto produttivo del territorio ed Assologistica lavora da anni per l'accoglimento da parte dei decisori di alcune questioni vitali per la competitività e la crescita delle nostre imprese sui mercati internazionali.

Un risultato positivo è l'attivazione concreta dell'Agenzia delle Dogane per la realizzazione dello Sportello Unico.
Come Assologistica, abbiamo anche apprezzato l'accoglimento nel Piano della Logistica Nazionale del nostro input ad incentivare il franco fabbrica per l'import ed il franco destino per l'Export, lo Sportello Doganale Unico e l'introduzione del perito in logistica per la formazione di quadri tecnici», ha commentato Giovanni Leonida, vice presidente di Assologistica.

«Siamo un paese fortemente manifatturiero, posizionato al secondo posto mondiale per produzione pro capite ed una forte esternalizzazione logistica è vitale per la competitività, sia per raggiungere i mercati esteri che per ottimizzare le scorte che oggi sono il punto nevralgico dei costi delle imprese private e pubbliche come quelle sanitarie.

L'esternalizzazione logistica è la sfida vincente che mette a disposizione delle PMI strumenti che diversamente sarebbero irraggiungibili per gli alti investimenti che comportano».



I trend
Il settore dei trasporti è tra i primi a dare segnali di uscita dalla crisi.
E infatti il 30% delle aziende intervistate dichiara di aver incrementato, nell'ultimo anno, l'utilizzo dei corrieri espresso, mentre il 24% ritiene che nei prossimi 2-3 anni ne incrementerà ulteriormente l'uso.



In entrambi i casi le motivazioni risiedono nell'incremento del numero di clienti nei paesi in cui sono già presenti. E' più contenuta invece l'espansione verso nuovi mercati.

Riguardo alle aspettative sull'evoluzione della situazione economica nel 2011, prevale un atteggiamento di prudenza.
Circa la metà degli intervistati ritiene che rimarrà invariata, ma tra pessimisti e ottimisti vince quest'ultimo fronte: il 35% ritiene che ci sarà una ripresa mentre il 9% pensa che la situazione peggiorerà ulteriormente.



Per uscire dall'impasse in cui si trovano, le PMI italiane auspicano da parte dei politici maggiori incentivazioni alle imprese (36%), semplificazione della burocrazia (19%) e riduzione della tassazione (12%).

La principale preoccupazione risulta in assoluto la capacità di mantenere la qualità del prodotto offerto (47%), seguono la solidità finanziaria della propria azienda (19%) e di nuovo l'eccessiva burocrazia (12%).



Per concludere, dalla ricerca è emerso che l'uso del corriere espresso facilita le spedizioni delle PMI sotto diversi aspetti.
Innanzitutto, dà migliore visibilità sullo stato delle spedizioni (67%) e riduce i tempi di consegna (62%).

L'importanza di questo aspetto è sottolineata dal fatto che oltre la metà del campione dichiara di utilizzare il corriere espresso per avere la certezza della consegna il giorno successivo.

L'uso del corriere espresso semplifica, inoltre, la preparazione delle spedizioni (60%), migliora la gestione delle pratiche doganali (36%) e semplifica la fatturazione con conseguente miglior controllo dei costi (30%).

«I risultati di questa dettagliata analisi vanno a rinforzare la nostra convinzione che UPS, con il suo portafoglio diversificato di prodotti, la riconosciuta velocità e affidabilità, la tecnologia più avanzata del suo settore e i più elevati livelli di assistenza clienti, è posizionata in maniera unica per aiutare le piccole e medie imprese italiane a trarre completo vantaggio da una economia mondiale in ripresa e un mercato globale in espansione», ha concluso Frank Sportolari.

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