Outsourcing

66a assemblea annuale Confetra: "La logistica italiana"

03 febbraio 2011

Fausto Forti: "Dotare l'Italia di una forte industria logistica per sostenere la competitività dell'economia nazionale e contribuire ad allargare la base produttiva del Paese" Semplificazione ed efficientamento dei processi normativi e amministrativi, qualificazione dell'offerta nella catena del valore lungo tutta la filiera logistica, focalizzazione degli investimenti su alcune prioritarie infrastrutture di rete.

Questi i pochi ma chiari obiettivi per il settore dei trasporti e della logistica indicati il 1° febbraio a Roma dal Presidente della Confetra, Fausto Forti, alla presenza del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli, del Presidente del CNEL, Antonio Marzano e con la partecipazione del Vice Presidente A.T.Kearney, Marco Santino.

Il Centro Studi Confetra - Confederazione Generale Italiana dei Trasporti e della Logistica ha condotto con il supporto di A.T.Kearney una ricerca sullo stato attuale e sugli scenari evolutivi del trasporto merci e della logistica nel nostro Paese.

L'obiettivo è stato quello di fornire un quadro chiaro del mercato di riferimento, delle dinamiche competitive, delle evoluzioni attese e delle implicazioni per i principali settori industriali presenti nella filiera, anche rispetto agli altri Paesi europei.

«Dotare l'Italia di una forte industria logistica - dice Fausto Forti, Presidente della Confetra - significa non soltanto sostenere la competitività dell'economia nazionale ma anche contribuire ad allargare la base produttiva del Paese».

Forti sottolinea inoltre il sostegno della Confetra al Nuovo Piano della Logistica approvato dal Governo a Natale,«un Piano apprezzabile per il suo approccio pragmatico con poche e chiare linee strategiche, ciascuna in grado di dare un contributo allo sviluppo del sistema logistico nazionale».

«A livello mondiale la produzione di ricchezza sta crescendo oggi del 5% - spiega Forti - ma mentre le economie emergenti stanno rapidamente tornando ai valori ante crisi, per la maggior parte delle economie europee la ripresa è ancora debole.

In questo scenario la logistica italiana costituisce ancora una componente importante del sistema economico, con un'incidenza sul PIL del 7%, pari a oltre 100 miliardi di euro; un valore di poco superiore alla media UE che si attesta al 6,8%».

L'incidenza della logistica sul PIL ha registrato un trend crescente negli ultimi anni che, si stima, nel 2013 dovrebbe portare il settore a quota 7,4%.

I dati confermano inoltre una tendenza del mercato, già osservata una decina di anni fa, verso una richiesta sempre minore da parte della committenza industriale e commerciale per attività di pura vezione.

Secondo la Nota Congiunturale della Confetra, riferita ai valori del 2010 rispetto al 2009, dopo quasi un biennio di indicatori negativi i dati del traffico merci dello scorso anno confermano la ripresa economica mondiale, già registrata nel primo semestre 2010 anche se con ritmi più contenuti.

Riparte lentamente il trasporto su gomma: +2% a livello nazionale, +8% l'internazionale a carico completo e + 6% il collettame (corrieri). Significativa ripresa per il trasporto marittimo + 9% e crescita decisamente sostenuta per il comparto aereo +18%. Continua a calare il trasporto su ferro (-8%) evidentemente per motivi non più legati alla crisi economica.

In questo quadro, diventano fondamentali le potenzialità di recupero del settore. La ricerca del Centro Studi Confetra - A.T.Kearney evidenzia come il costo della logistica tradizionale sia oggi maggiore dell'11% rispetto alla media europea, con un gap di competitività del Sistema Italia stimabile in circa 12 miliardi di euro.

Ci sono però sensibili margini di miglioramento: i dati mostrano, infatti, un potenziale di recupero che può superare gli 8 miliardi di euro.

Da un lato una ripresa di efficienza (stimabile in oltre oltre 3 miliardi di euro), con un conseguente valore generato che potrà essere distribuito lungo la catena in termini di riduzione dei costi per il cliente finale e di miglioramento dei margini del settore. Dall'altro la potenzialità di recuperare la domanda italiana, attualmente non soddisfatta, e di intercettare nuova domanda (valutabile in oltre 5 miliardi di euro).

Sul fronte degli investimenti infrastrutturali, Forti osserva come «l'Europa ci crede più di quanto non ci crediamo noi, tanto che il nostro Paese è coinvolto nei grandi progetti di Reti TEN T: il Corridoio 5 Lione-Kiev, attraverso la pianura padana da Torino a Trieste, il Corridoio 24 Rotterdam-Genova attraverso le Alpi e gli Appennini e il Corridoio 1 Berlino-Palermo che innerverebbe tutta la penisola.

Non si può però ignorare che le tratte non italiane sono in fase avanzata di realizzazione e nel caso del Loetschberg e del Gottardo entreranno in attività già nei prossimi anni.

L'Italia deve trovare oggi le risorse, non tanto finanziarie, quanto politiche e intellettuali per cogliere questa grande occasione e connettersi in maniera moderna, veloce ed affidabile con il tessuto produttivo europeo.

La Confetra, che rappresenta una grande forza di imprese private che investono ogni anno nella logistica miliardi di euro e danno lavoro a centinaia di migliaia di addetti - conclude Forti - impegnerà tutta la propria energia e le proprie capacità per aiutare l'Italia in questo sforzo».

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