Servizi e accessori per il trasporto

Nota congiunturale Confetra trasporto merci primo semestre 2010

23 agosto 2010
In breve
In questo articolo presentiamo un'ampia sintesi della nota congiunturale elaborata dal Centro Studi Confetra sul traffico merci del primo semestre 2010, riguardante il mercato del trasporto merci italiano e ne indica le variazioni rispetto all'anno precedente. Dopo un biennio di dati negativi, i dati evidenziano finalmente un consolidamento della ripresa economica mondiale, con l'Europa come fanalino di coda. Per la versione integrale della nota, si veda il sito internet http://www.confetra.it

Premessa
La nota congiunturale Confetra sul trasporto merci presenta i risultati di un'indagine sull'andamento del mercato del trasporto merci italiano, indicandone le variazioni rispetto all'anno precedente in riferimento alle tre attività fondamentali:
  1. Autotrasporto a carico completo (nazionale ed internazionale)
  2. Trasporto di collettame (corrieri nazionali)
  3. Spedizione internazionale (modalità e relazioni di traffico)
I valori possono essere discordanti per effetto sia di un eventuale sfasamento temporale delle rilevazioni, sia per la differenza degli elementi rilevati (ad esempio, nel trasporto ferroviario le statistiche nazionali rilevano le t-km, mentre Confetra rileva il numero di spedizioni).

Riportiamo in questo articolo un'ampia sintesi del documento, rimandando per ulteriori informazioni all'indirizzo http://www.confetra.it


I dati in sintesi

Dopo quasi un biennio di indicatori negativi, i dati del traffico merci del primo semestre 2010 evidenziano un consolidamento della ripresa economica mondiale, ma con l'Europa come fanalino di coda: gli indicatori infatti migliorano mano a mano che ci si allontana.


ANDAMENTO TRASPORTO MERCI GENNAIO/GIUGNO 2010
RISPETTO ALLO STESSO PERIODO 2009
Rilevamento a cura del Centro Studi Confetra


Riparte lentamente il trasporto su gomma (più spedito l'internazionale e il collettame), migliora quello su ferro, in lenta ripresa il trasporto marittimo, vola quello aereo.

I transiti di mezzi pesanti lungo i principali valichi alpini segnano significativi valori positivi, tranne il Gran San Bernardo interessato da frequenti lavori di manutenzione, ma recuperano per meno di un terzo il crollo del 20% registrato nei primi mesi del 2009.

I dati del fatturato mostrano un andamento più elastico di quelli del traffico: il fatturato unitario continua a calare nel trasporto su strada, resta sostanzialmente stazionario in quello su ferro, cresce in quello marittimo, lievita sensibilmente nel traffico aereo.

Anche la suddivisione per aree geografiche conferma, tanto in numero di spedizioni, quanto in fatturato, la vitalità delle nuove economie leader o emergenti (Centro e sud America, Cina, India e Africa), mentre ripartono più lentamente le economie mature (USA e Giappone) e stentano quelle del vecchio continente.

In particolare mentre il trasporto internazionale su strada (prevalentemente europeo) a carico completo segna un significativo +7% in termini di viaggi (anche se il fatturato aumenta solo del +2%), le spedizioni groupage su strada rimangono ferme ai volumi depressi del 2009.

Il raffronto tra i risultati dei rilevamenti Confetra e quelli delle altre fonti necessita di alcune informazioni:
  • Traffico stradale: il dato Aiscat esprime i veicoli-km, mentre quello Confetra è riferito al numero di viaggi effettuati.
  • Traffico aereo e traffico contenitori: il dato Assaeroporti è espresso in tonnellate, quello relativo ai contenitori, di fonte Assoporti e Autorità Portuali, in TEU, mentre quello Confetra è misurato in entrambi i casi in numero di spedizioni.
  • Traffico ferroviario: Trenitalia ha comunicato di non essere più disponibile a fornire dati sul trasporto merci "per ragioni di sensibilità aziendali".
Il quadro internazionale nel 2010
I primi mesi del 2010 sono stati caratterizzati dalla ripresa dell'economia mondiale, iniziata nell'ultima parte del 2009, seppure a ritmi discontinui e diseguali tra paesi e aree del mondo.

In tutte le principali economie avanzate l'attività è stata sostenuta da politiche monetarie e fiscali espansive, ma l'elevato livello di disoccupazione da una parte, e gli ampi margini di capacità produttiva inutilizzata dall'altra, hanno frenato rispettivamente consumi e investimenti.

Più vivace è la panoramica delle economie emergenti, in cui la crescita è stata sorretta da una robusta dinamica della domanda interna.

Secondo gli aggiornamenti di luglio dell'ultimo World Economic Outlook del FMI, il prodotto interno lordo mondiale dovrebbe subire nel corso 2010 un incremento del 4,6% rispetto al 2009, mentre gli scambi internazionali dovrebbero aumentare globalmente del 9%.

L'incremento del PIL dovrebbe variare dal 2,6% per le principali economie avanzate (con una variazione rispetto al 2009 dell' 1% per i Paesi dell'Euro zona, del 3,3% per gli Stati Uniti e dell' 2,4% per il Giappone), al 6,8% per le economie emergenti (tra cui spiccano la Cina con un incremento del 10,5%, l'India del 9,4% e il Brasile del 7,1%).


Le stime sul PIL italiano

In base alle proiezioni macroeconomiche Eurostat, il PIL italiano dovrebbe registrare variazioni positive su base annua a partire dal 2010, assestandosi sui livelli dell'Unione Europea dopo circa un decennio di valori marcatamente inferiori.

Sulla base delle informazioni disponibili, l'Istat ha stimato, in Italia, un incremento del PIL dello 0,4% per il primo trimestre 2010 rispetto al trimestre precedente e dello 0,5% rispetto al primo trimestre del 2009.

Sull'intensità e sui tempi di ripresa continuano a pesare la debolezza dei consumi delle famiglie e l'incertezza sulla capacità dell'economia italiana di recuperare gli scambi internazionali causata dalla perdita di competitività accumulata negli anni, dall'eccessiva specializzazione in settori esposti alla concorrenza di prezzo da parte dei Paesi emergenti e dalla minore penetrazione dei prodotti italiani nelle regioni asiatiche in cui la domanda si è rapidamente rafforzata.

A questo si aggiungono la flessione del reddito disponibile di oltre due punti percentuali in termini reali rispetto alla media dell'anno scorso e la preoccupazione sulle prospettive occupazionali: il tasso di disoccupazione si è collocato a maggio all'8,7%, livello massimo dal marzo 2003.

Al netto delle componenti più volatili (beni energetici e alimentari) la dinamica dei prezzi al consumo si è mantenuta moderata, intorno all'1,5% nei primi tre mesi del 2010 rispetto al primo trimestre 2009, mentre, nel confronto tra i periodi giugno 09-maggio 10 e giugno 08-maggio 09 l'indice dei prezzi al consumo per l'intera collettività è aumentato globalmente dello 0,8%.

Per quanto riguarda i costi del trasporto stradale, da una parte il prezzo del gasolio per autotrazione, dopo un netto calo registrato a partire dalla seconda metà del 2008, ha cominciato a risalire, pur non raggiungendo i livelli massimi toccati nella prima metà del 2008; dall'altra, si è registrato, al partire dal mese di luglio, un aumento dei pedaggi di circa due euro in cifra fissa su autostrade e raccordi autostradali in gestione diretta di ANAS S.p.A. L'aumento si aggiunge ai significativi incrementi delle tariffe dei pedaggi delle società concessionarie, applicati dal primo gennaio 2010.

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