Outsourcing

Interporti italiani: Italia chiama Cina!

10 aprile 2007
In breve
In un precedente articolo ci siamo soffermati sulla definizione e sul possibile futuro degli interporti. Ora, nelle righe che seguono, parleremo brevemente di due importanti iniziative che li vedono coinvolti direttamente: il progetto UirNet e la piattaforma logistica di Tianjin.

Via libera al progetto UirNet

Presentato per la prima volta nel maggio 2005, il progetto UirNet prevede la creazione di una piattaforma hardware e software che sarà in grado, una volta completata, di mettere in comunicazione tra loro tutte le strutture interportuali italiane.
Struttura portualeMa non solo: UirNet infatti, consentendo ai nostri interporti di dialogare anche con sistemi telematici esterni (centri merci ferroviari, strutture portuali, piattaforme logistiche, ecc.), è destinato a diventare il “cuore pulsante” di un moderno ed avanzato sistema logistico. Questo progetto, per la cui realizzazione occorreranno complessivamente 45 milioni di €, sarà finanziato per 22 milioni di € dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e cofinanziato, per altri 11 milioni di €, in parte dagli Interporti con mezzi propri ed in parte dalle Regioni. I fondi così ottenuti verranno impiegati, oltre che per creare il cuore del sistema multimediale, anche per dotare gli utenti della rete degli strumenti necessari per dialogare quali i palmari e i trasponder.

In definitiva, quali servizi a valore aggiunto potrà assicurare questo network virtuale? UirNet garantirà alle imprese localizzate negli interporti almeno 4 servizi essenziali: il monitoraggio delle merci, la tracciabilità delle stesse, la sicurezza ed il bestrouting dei trasporti.
Un progetto molto ambizioso dunque, ma quanto tempo occorrerà per passare dalla teoria alla pratica? Se il governo manterrà fede al piano degli stanziamenti previsti, molto probabilmente le prime sperimentazioni di questo sistema logistico avanzato verranno effettuate nei primi mesi del 2008. 

Italia chiama, Tianjin risponde

La creazione di una base logistica in Cina: è questo l’importante progetto che sei interporti italiani hanno elaborato nei mesi scorsi. Ma come è nata questa iniziativa? Il mercato cinese, è ormai noto ai più, rappresenta una realtà in rapidissima crescita e, per questo, un’opportunità economica da non sottovalutare. Ma, si sa, cincischiare troppo può essere pericoloso e, forti del detto “chi prima arriva meglio alloggia”, gli interporti di Bologna, Jesi, Padova, Parma, Rivalta Scrivia e Verona hanno deciso di agire aggregandosi e fondando, in collaborazione con il Ministero del Commercio Internazionale, l’Istituto per il Commercio Estero e UIR, la società Inlog Spa (industrial logistics park development) con l’obiettivo di realizzare, per primi, un distretto industriale/logistico italiano a Tianjin.

TianjinTianjin, terza città della Cina con 10 milioni di abitanti, costituisce il principale porto del nord del paese con un traffico, destinato per la maggior parte ai mercati europei, che si aggira sui 5 milioni di teu e che, secondo le previsioni, nel 2010 raggiungerà i 10 milioni. Questo terminal portuale ha collegamenti con 300 porti in 160 nazioni nel mondo e rappresenta l’hub ferroviario più importante del nord del paese. Inoltre l’aeroporto di Tianjin, distante circa 180 chilometri da quello di Pechino, è destinato a trasformarsi nella principale base aeroportuale per il traffico merci della Cina. 
Una posizione dunque strategicamente perfetta per la piattaforma logistica in progetto che verrà collocata vicino all’aeroporto internazionale, su una superficie iniziale di 500.000 metri quadrati, nella Tianjin Airport Industrial Park, una delle tre zone che, insieme all’area adiacente al porto e alla Tianjin Airport International Logistics Zone, fanno capo alla Tianjin Free Trade Zone (FTZ). Quest’ultima comprende 5 milioni di metri quadrati ed ospita attualmente oltre 4.000 imprese cinesi ed internazionali.
Ma in che modo questo polo logistico, costituito da insediamenti produttivi e magazzini, apporterà vantaggi al nostro sistema economico? Tre sono gli obiettivi fondamentali che Inlog persegue:
Le idee e le buone intenzioni ci sono dunque, ma con le firme a che punto siamo? L’accordo tra Italia e Cina è stato siglato il 17 settembre 2006 e la prima fase del progetto, con un investimento di circa 3 milioni di €, verrà realizzata entro 3/5 anni.

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