Servizi e accessori per il trasporto

Le infrastrutture e i trasporti: c’è tanto da fare…

14 luglio 2006
In breve
Nella società contemporanea i sistemi di trasporto e di telecomunicazione sono tra i principali motori di un processo dinamico di globalizzazione in cui le relazioni economiche, politiche e sociali si estendono in un ambito geografico sempre più vasto.
Il grado di interdipendenza tra le aree geografiche è stato rafforzato ed incrementato dallo sviluppo delle reti di comunicazione e dal progresso tecnologico, ed è così aumentata la tendenza al decentramento della produzione, favorendo la nascita di insediamenti produttivi anche a grande distanza dalle case-madri.

Premessa
Nella società contemporanea i sistemi di trasporto e di telecomunicazione sono tra i principali motori di un processo dinamico di globalizzazione in cui le relazioni economiche, politiche e sociali si estendono in un ambito geografico sempre più vasto.
Il grado di interdipendenza tra le aree geografiche è stato rafforzato ed incrementato dallo sviluppo delle reti di comunicazione e dal progresso tecnologico, ed è così aumentata la tendenza al decentramento della produzione, favorendo la nascita di insediamenti produttivi anche a grande distanza dalle case-madri.
L’Italia, grazie alla sua posizione geografica privilegiata, si pone come naturale piattaforma nel Mediterraneo attraversata da tre grandi direttrici di collegamento mondiale:

  • due direttrici est-ovest, la prima che va dai Balcani e dall’Europa orientale verso l’Europa occidentale e la penisola iberica, la seconda che va dall’Estremo Oriente all’Europa occidentale attraverso il canale di Suez ed il Mediterraneo
  • la direttrice nord-sud che va dal nord Africa e dai Paesi del vicino e Medio Oriente verso l’Europa meridionale e centrale.
Le potenzialità sono tante: occorre però lo sviluppo sinergico del trasporto e delle infrastrutture finalizzato a soddisfare le esigenze operative senza esimersi da un’ottica globale di riorganizzazione del sistema in relazione a problematiche ambientali e di mobilità. 

Il primato italiano
Secondo una ricerca svolta da osservatori specializzati, realizzata sulla base di dati ufficiali di Aci e di Istat, l’Italia primeggia per presenza di numero di veicoli adibiti al trasporto merci in relazione alla superficie stradale presente. Infatti, per ogni chilometro di strada circolano 26 veicoli per il trasporto merci distribuiti tra veicoli speciali, industriali, camion, tir, ecc.
Si tratta di una delle concentrazioni più alte del mondo: la situazione è poi enfatizzata dalla notevole carenza della rete stradale nazionale rispetto al quantitativo di mezzi circolanti.
L’evidenza emerge da una elaborazione svolta da osservatori specializzati, realizzata sulla base di dati ufficiali di Aci e di Istat. 
Come si evince dalla tabella seguente il panorama italiano è particolarmente variegato al suo interno ed in particolare:
  • al vertice della graduatoria nazionale vi è la Lombardia con 60 veicoli per il trasporto merci per ogni chilometro di strade
  • seguono il Lazio (40), il Veneto (38), l’Emilia-Romagna (36)
  • la Campania, con 32 mezzi per il trasporto merci per ogni chilometro di strade, chiude la graduatoria delle prime cinque regioni italiane.
Naturalmente la diversa consistenza del parco circolante nelle regioni è correlata ai differenti gradi di sviluppo e di interscambio commerciale delle economie locali, ma dal rapporto si evince soprattutto che la prima ragione dell’eccessiva densità di veicoli per il trasporto merci è l’inadeguatezza della rete stradale.
Nel nostro Paese vi sono infatti mediamente solo 57 km di strade per ogni 100 chilometri quadrati e le carenze di infrastrutturazione viaria, unite alle condizioni di scarsa manutenzione delle nostre strade, comportano le perduranti inefficienze del sistema dei trasporti con gravi ripercussioni sulla sicurezza stradale.
Inoltre a fronte di una generalizzata crescita nazionale della domanda di mobilità di persone e merci, si registrano ritardi sia nell’adeguamento delle infrastrutture stradali, sia nel miglioramento e potenziamento dei trasporti ferroviari.
Le conseguenze si ripercuotono quotidianamente sulla sicurezza stradale, sull’efficienza dell’attività lavorativa degli operatori logistici e sulle condizioni dell’ambiente .

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