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Gestione dei RAEE: il primo Rapporto di Sostenibilità Ecodom

18 giugno 2009
In breve
Il Consorzio Ecodom, costituito nel 2004 dai maggiori produttori di elettrodomestici bianchi, cappa e scalda acqua attivi sul mercato italiano allo scopo di gestire i Rifiuti derivanti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE), il 27 maggio ha presentato il suo primo Rapporto di Sostenibilità allo scopo di rendere conto in modo trasparente e sistematico delle scelte compiute e dei risultati ottenuti in termini di sostenibilità ambientale.
In questo articolo abbiamo riportato i dati ritenuti maggiormente significativi al fine di inquadrare in termini generali le questioni inerenti alla gestione dei RAEE e i risultati che se ne possono conseguire.

Premessa
Consorzio Ecodom, costituito nel 2004 dai maggiori produttori di elettrodomestici bianchi, cappa e scalda acqua attivi sul mercato italiano allo scopo di gestire i Rifiuti derivanti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE), il 27 maggio ha presentato il suo primo Rapporto di Sostenibilità allo scopo di rendere conto in modo trasparente e sistematico delle scelte compiute e dei risultati ottenuti in termini di sostenibilità ambientale.

Il Rapporto, redatto secondo le linee guida Sustainability Reporting Guidelines elaborate nel 2006 dal Global Reporting Initiative (GRI) di Amsterdam, mette particolarmente in risalto gli indicatori di performance ambientale, ovvero: recupero dei gas; quantità di materie prime e seconde recuperate; risparmio energetico, costituito dalla differenza tra l'energia impiegata per l'ottenimento di materie prime seconde riciclate e quella necessaria per la produzione di materie prime vergini.

Facciamo ora un passo indietro per un breve riepilogo sui RAEE, per poi scendere nel dettaglio del Rapporto Ecodom pubblicando i dati maggiormente significativi.

Cosa sono e come vanno gestiti i RAEE
I RAEE, come anticipato poc'anzi, sono i Rifiuti derivanti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche: visto che in molti casi contengono sostanze nocive per l'ambiente, devono essere conferiti ad appositi centri di raccolta e smaltiti presso impianti specializzati.

Il quadro normativo di riferimento è costituito dalle Direttive 2002/95/CE e 2002/96/CE, recepite in Italia dal Decreto Legislativo 151 del 25 luglio 2005 e dal Decreto Ministeriale attuativo 185/2007: aspetto fondamentale è l'obbligo per i produttori di apparecchiature elettriche ed elettroniche di organizzare, gestire e finanziare le attività di trattamento dei RAEE in maniera proporzionale alla propria quota di mercato e attraverso Sistemi Collettivi, in base al principio europeo del 'chi inquina paga'.



In base alle leggi vigenti, i RAEE vengono suddivisi in due grandi categorie: RAEE professionali e RAEE domestici; entrambe le categorie vengono poi suddivise in cinque raggruppamenti, per ciascuno dei quali sono previste procedure e tecnologie di trattamento differenti:
  • R1: freddo e clima (frigoriferi, condizionatori, scalda acqua);
  • R2: grandi bianchi (lavatrici, lavastoviglie, cappe, forni, ecc.);
  • R3: TV e monitor;
  • R4: piccoli elettrodomestici, elettronica di consumo, informatica, apparecchi di illuminazione;
  • R5: sorgenti luminose.
In Italia, i consumatori sono tenuti a consegnare le apparecchiature elettriche ed elettroniche giunte a fine vita ai centri di raccolta predisposti dal proprio Comune, oppure, con l'entrata in vigore dell'obbligo di ritiro 'uno contro uno' da parte dei distributori, potranno, all'acquisto di una nuova apparecchiatura, affidare la propria al punto vendita affiché si provveda a conferirla al centro di raccolta.

Presso le isole ecologiche i RAEE vengono suddivisi in base ai cinque raggruppamenti di cui sopra e raccolti in unità di carico messe a disposizione dai sistemi collettivi: quando un'unità di carico è completa, ciscun sistema collettivo provvede al ritiro presso i centri di raccolta di propria competenza e al trasporto agli impianti di trattamento adatti alla tipologia di rifiuti da smaltire.


Il Rapporto di Sostenibilità Ecodom

Ecodom garantisce ai consorziati la gestione di tutte le fasi del trattamento dei RAEE dei raggruppamenti R1, R2 e R4.

Essendo però la quota nel raggruppamento R4 piuttosto modesta, Ecodom ha instaurato un rapporto di collaborazione con Remedia, sistema collettivo leader nel trattamento di RAEE R4: in sostanza Ecodom gestisce i raggruppamenti R1 e R2 affidati a Remedia, mentre quest'ultimo gestisce gli R4 affidati ad Ecodom.

Tutti i dati riportati nel Rapporto si riferiscono all'operatività diretta di Ecodom, mentre vengono trascurati i dati relativi al raggruppamento R4.

In conseguenza della quota di mercato dei consorziati (67% nei raggruppamenti R1 e R2) e di quella proveniente da Remedia (8% in R1 e 2% in R2), nel 2008 a Ecodom sono stati affidati 3.832 punti di prelievo distribuiti su tutto il territorio nazionale come descritto nella tabella qui di seguito:

Volumi e ambito territoriale della raccolta nel 2008


Nel 2008 Ecodom ha trattato complessivamente 30.573 tonnellate di rifiuti, pari al 46,5% di tutti i RAEE trattati in Italia:

RAEE trattati da Ecodom rispetto al totale dei RAEE trattati (2008)


Nella tabella seguente si mostra come le quantità trattate da Ecodom siano 20.008 (pari all'83,2% del totale trattato in Italia) per il raggruppamento R1 e 10.565 tonnellate per il raggruppamento R2 (78,1% sul totale).

R1 e R2 trattati da Ecodom rispetto a R1 e R2 trattati da altri sistemi collettivi (2008)


Un trattamento non corretto dei RAEE, oltre al mancato riciclo delle materie prime, causa la dispersione di sostanze a forte impatto ambientale, come ad esempio i clorofluorocarburi (CFC) e gli idroclorofluorocarburi (HCFC), gas dannosi per l'ozono presenti nei circuiti refrigeranti e nelle schiume isolanti dei frigoriferi, oltre che nei congelatori e condizionatori di vecchia generazione.

Le fasi di trattamento e recupero dei RAEE sono:
  • Stoccaggio
  • Messa in sicurezza
  • Smontaggio
  • Triturazione
  • Separazione dei materiali riciclabili
Nelle tabelle che seguono mostriamo alcuni dati relativi al recupero di gas ozono lesivi e mancate emissioni di CO2, e alla quantità di materiali riciclati dal processo di trattamento.

Bilancio ambientale in termini di emissioni di CO2


Materiali riciclati dal processo di trattamento degli R1 e degli R2 nel 2008


Il bilancio energetico considera i flussi di energia necessari per il compimento di tutte le attività di recupero, dalla raccolta urbana al riciclo industriale, in particolare:

  • Trasporto dei rifiuti e dei sottoprodotti;
  • Disassemblaggio;
  • Frantumazione, recupero sostanze e materiali;
  • Smaltimento finale dei rifiuti.
Inoltre, viene calcolata la differenza tra i consumi energetici necessari per la produzione di una quantità equivalente di materia prima vergine o materia prima seconda.

I consumi medi specifici sono:
  • 160,9 kWh/tonnellata per l'energia elettrica;
  • 0,004 TEP/tonnellata per il gas;
  • 0,0065 TEP/tonnellata per il gasolio.
L'attività di riciclo industriale viene considerata per il beneficio energetico che comporta: questo beneficio è dato dalla differenza tra l'energia impiegata per la produzione di nuovo materiale a partire dalle materie prime seconde e l'energia che sarebbe necessaria per la creazione del materiale ex novo.

Il beneficio stimato per l'attività di recupero dei materiali si attesta attorno al valore di 0,5 TEP/tonnellata.

Bilancio energetico per tutte le attività di trattamento


In questo articolo abbiamo riportato i dati ritenuti maggiormente significativi al fine di inquadrare in termini generali le questioni inerenti alla gestione dei RAEE e i risultati che se ne possono conseguire: per chi fosse interessato al Rapporto di Sostenibilità Ecodom completo, si chiedano informazioni a: http://www.ecodom.it

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