Consulenza e formazione

Una Logistica con le "Ali ai piedi"

10 ottobre 2005
In breve
Gli effetti di una guerra non cessano con la conclusione delle ostilità. Questo è ben noto a Gino Strada, fondatore di Emergency, un’organizzazione no profit che presta soccorso alle vittime civili dei conflitti. Ma quanto è importante la logistica in una situazione, è proprio il caso di dire, di emergenza?

Premessa
Sebbene possa sembrare apparentemente incomprensibile, da sempre, se penso ad Emergency, mi viene stranamente naturale associare questa organizzazione ad una perfetta “macchina da guerra”.

Ovviamente se per perfetta “macchina da guerra” si intende uno strumento bellico costruito per distruggere tutto quello che incontra sul suo cammino, esseri umani compresi, allora di certo Emergency nulla ha a che fare con quella definizione, ma se, invece, si intende un’organizzazione che, una volta fissato un obiettivo, impegna tutte le sue energie e risorse nel superamento degli ostacoli che le impediscono di raggiungerlo, in questo caso non ci sono dubbi: Emergency è un esempio lampante di perfetta ed efficiente “macchina da guerra”.

Un’efficienza raggiunta anche e soprattutto grazie ad una logistica ben fatta: quando le difficoltà da superare infatti sono tante e di ogni tipo ed, al contrario, il tempo a disposizione per intervenire è limitato, una buona logistica diventa un elemento fondamentale senza il quale è impossibile conseguire con successo gli obiettivi prefissati.

L’operato di Emergency
Emergency è oggi una delle organizzazioni italiane non governative (Ong) più note e stimate in tutto il mondo. Nasce a Milano nel 1994 per volere di Gino Strada, un chirurgo già al servizio della Croce Rossa Internazionale di Ginevra che in quell’anno decise di avventurarsi in un’iniziativa decisamente azzardata: fondare un’associazione umanitaria privata, apolitica e senza scopo di lucro in grado di prestare cure ed assistenza alle vittime civili dei conflitti (nelle guerre di oggi,circa il 90% delle vittime sono civili e di queste il 30% sono bambini).

Gli obiettivi specifici di Emergency, raggiunti per lo più grazie ai piccoli contributi offerti dai cittadini, sono tre:
  1. prestare soccorsi di emergenza ai feriti organizzando ospedali e centri di riabilitazione;
  2. garantire assistenza sanitaria di base nelle zone distrutte dalle guerre, con particolare attenzione alle vittime delle mini antiuomo;
  3. addestrare personale locale alla medicina d’urgenza.
Per i propri progetti umanitari l’associazione collabora con medici, infermieri e tecnici esperti delle zone di guerra, usa protocolli terapeutici e metodi di lavoro standardizzati e, per rendere più facile l’addestramento del personale locale, utilizza, ove possibile, tecnologie poco sofisticate e materiali non costosi e facilmente reperibili.

Ad oggi Emergency ha portato soccorso alle popolazioni di diversi paesi tra cui il Kurdistan, la Cambogia, l’Afghanistan e la Sierra Leone.

La logistica di Emergency

Che la logistica ricopra un ruolo importante nei conflitti è cosa risaputa.
Come potrebbero altrimenti sopravvivere gli eserciti sui luoghi di combattimento se non venissero continuamente riforniti di tutto ciò di cui necessitano
 E chi si occupa di organizzare tali rifornimenti se non la logistica?

Fortunatamente però la Logistica Militare non è la sola logistica che si incontra “in guerra”: esiste infatti anche una logistica che, come nel caso di Emergency, entra in azione durante i conflitti o nell’immediato periodo post bellico per affiancare l’operato di chi presta soccorso alle vittime civili.

Una logistica complessa, quella di Emergency, che interviene sia nell’aspetto operativo sia in quello progettuale delle missioni umanitarie.

Le strutture sanitarie dell’Ong sono infatti ubicate in costruzioni create appositamente o completamente ristrutturate: occorre dunque, in primis, provvedere alla loro progettazione esterna e a quella interna suddividendo gli spazi tra sale operatorie, pronto soccorso, stanze per il ricovero dei malati e tra alcuni servizi collaterali indispensabili quali cucina, mensa e lavanderia.

Successivamente occorre organizzare la costruzione delle strutture ed il reperimento del materiale necessario per il loro normale funzionamento come le ambulanze, le attrezzature elettromedicali, le protesi, i medicinali e i materiali di medicazione.

Le attrezzature ed i farmaci, solo dopo essere stati verificati, imballati, messi sui pallet o nei container, vengono spediti via mare, via terra o via aerea talvolta noleggiando voli cargo speciali molto costosi ma che garantiscono l’arrivo in sicurezza dei carichi urgenti.

Dei rifornimenti di medicinali si occupa per Emergency un Ong olandese specializzata in questo tipo di consegne mentre le attrezzature mediche vengono spedite, per lo più, da due depositi italiani situati uno a Milano ed uno, per i materiali più ingombranti, a Peschiera Borromeo.

A tutto ciò bisogna poi aggiungere le difficoltà legate al trasferimento e alle residenze per il personale, all’organizzazione dei turni di lavoro e al reperimento delle derrate alimentari.

Una logistica dunque, quella di Emergency, al servizio di un lavoro da inventare giorno per giorno, le cui uniche parole d’ordine non possono che essere “rapidità, flessibilità e buon senso”.

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