Hardware e Software per il magazzino

Publix sperimenta l’RFID nell’ortofrutta

27 febbraio 2006
In breve
Negli Stati Uniti la sperimentazione di etichette RFID è stata estesa anche ai prodotti ortofrutticoli al fine di ottenere il track & trace di ogni passaggio della filiera e di registrare eventuali traumi subiti dal prodotto durante le fasi della supply chain

Negli Stati Uniti la sperimentazione di etichette RFID è stata estesa anche ai prodotti ortofrutticoli al fine di ottenere il track & trace di ogni passaggio della filiera e di registrare le temperature, gli shock ed altri eventuali traumi subiti dal prodotto durante le fasi della supply chain.
Dopo un primo parziale test ad opera di Wal Mart – che tra i primi 100 fornitori ai quali nel 2003 ha chiesto l’adozione dei tag ha incluso anche Tanimura & Antle, azienda californiana leader nella produzione di ortaggi e insalate in busta - nei mesi scorsi ha infatti preso avvio un nuovo progetto che coinvolge diversi produttori di ortofrutta e il retailer statunitense Public.
Quest’ultimo ha un fatturato 2004 pari a 18.6 miliardi di dollari ed è uno dei primi dieci distributori degli Stati Uniti con oltre 800 supermercati tra la Florida, la Georgia, il Sud Carolina, l’Alabama ed il Tennessee.
In particolare, il progetto pilota chiamato Visibility Validated (V2) è stato ideato al fine di dimostrare come la tecnologia RFID basata su Epc-Global possa essere applicata con successo anche alla filiera dei prodotti ortofrutticoli, apportando efficienza alla supply chain, assicurandone la completa tracciabilità e permettendo agli operatori di conoscere nel dettaglio ogni singolo passaggio della filiera.

Avviata lo scorso agosto e destinata a durare 6 mesi, la sperimentazione è guidata dal CFDR, Centre for Food Distribution and Retail dell’Università della Florida, ente istituito a Gainesville nel 2003 per approfondire lo studio dell’applicazione di sistemi RFID alla distribuzione di ortofrutta.
Frutta e verdura, a causa degli alti costi di distribuzione, di commercializzazione e dell’elevata percentuale di scarti, vengono infatti venduti a prezzi molto più alti rispetto a quanto pagato ai produttori; secondo recenti stime solo il 19% del prezzo finale rappresenterebbe quanto effettivamente corrisposto ai coltivatori.
In un simile contesto l’applicazione di sistemi RFID rappresenta una concreta opportunità per il miglioramento dei processi distributivi e la conseguente possibile riduzione dei prezzi al consumo.
Più in dettaglio, il CFDR ha fissato gli obiettivi di performance attesi durante la sperimentazione, ed ora si sta occupando dell’analisi dei dati e delle informazioni raccolte, ponendo particolare attenzione alle incongruenze che si riscontrano tra quanto spedito dai fornitori e quanto letto presso il centro distributivo di Publix.

Per lo sviluppo del pilota V2 il distributore con base in Florida ha messo a disposizione il suo centro distributivo a Lakeland, ad un centinaio di chilometri da Orlando: qui sono state installate 4 porte attraverso le quali vengono “letti” gli arrivi di ortofrutta provenienti dai fornitori coinvolti.
A monte, i produttori che partecipano al progetto pilota sono Del Monte Fresh Produce - che aderisce sperimentando i tag sugli imballaggi usati per il trasporto di ananas - A. Duda & Sons - che intende tracciare in tal modo le spedizioni di sedano - e Tanimura & Antle che doterà di etichette intelligenti le forniture di cavolfiori.
Nello specifico i produttori hanno provveduto all’inserimento di tag su pallet e casse, oltre a dotarsi della necessaria strumentazione di lettura per la registrazione delle spedizioni in partenza dai propri magazzini e dirette al centro distributivo di Public.

I fornitori di tag coinvolti nel progetto sono Alien Technology e Symbol Technologies, che insieme forniranno circa 15.000 etichette UHF EPC.
Franwell, GlobeRanger, RedTail Solutions e VeriSign sono i fornitori ufficiali dei software RFID e dei servizi di rete necessari allo scambio dei dati raccolti sia presso i magazzini dei fornitori che nel cedi Public.
Il ruolo della Ingersoll-Rand Climate Control Technologies è invece quello di offrire supporto tecnico nel caso si verificassero interferenze tra la radio frequenza ed il sistema di controllo della temperatura.
Infine, Franwell funge anche da coordinatore del progetto, a cui spetta il compito di integrare i diversi sistemi RFID messi in campo sia presso le strutture dei fornitori sia presso il cedi del retailer.

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