Fiere ed Eventi

Strategie commerciali e soluzioni logistiche nelle aziende del Food & Beverage

28 febbraio 2005
In breve
Questo il tema di uno dei convegni ospitati dal Food & Beverage Logistics Expo di Rimini.


Dal 5 all’8 febbraio, presso la Fiera di Rimini, si è svolta la prima edizione del Food & Beverage Logistics Expo, l´unico evento fieristico italiano interamente dedicato ai servizi, alle tecnologie e alle attrezzature per la gestione della supply chain nel settore Food & Beverage.
In contemporanea si sono tenute Mia (Mostra Internazionale dell´Alimentazione), Mse (Salone delle Tecnologie e dei Prodotti della Pesca per il Mediterraneo) e Pianeta Birra Beverage & Co. (Esposizione Internazionale di Birre, Bevande, Snack, Attrezzature e Arredamenti per Pub e Pizzerie), per un totale di 1.700 espositori su 95.000 mq.

Rimini Fiera si è avvalsa della collaborazione di Ailog (Associazione Italiana di Logistica e di Supply Chain Management) e Mark-up per l’organizzazione del Food & Beverage Logistics Expo, in particolare per i convegni del 7 e 8 febbraio.
Nel corso della prima giornata di convegni, si è tenuta una tavola rotonda dal titolo Strategie commerciali e soluzioni logistiche nelle aziende del settore del Food & Beverage . Nel pomeriggio, prestigiosi relatori hanno esposto le loro idee sul tema Scenari e strutture operative nella Supply Chain - confronto tra industria e distribuzione .
Il giorno seguente, i rappresentanti della più note imprese del settore ICT si sono confrontati, raccontando le loro case history, a proposito degli Scenari e strutture operative nella Supply Chain - confronto tra industria e distribuzione. Il programma convegni si è concluso con un workshop, a cura di Editoriale Largo Consumo, sull’evoluzione rapporti fra industria di marca e trade, nei processi di innovazione.

La tavola rotonda Strategie commerciali e soluzioni logistiche nelle aziende del settore del Food & Beverage, moderata da Massimo Merlino dell’Università di Bergamo, è stata caratterizzata dall’alternarsi di interventi improntati all’ottimismo e di contributi che esprimevano una certa preoccupazione per la situazione attuale. I partecipanti hanno comunque concordato sull’esistenza di grandi opportunità e potenzialità, nell’area logistica, per le aziende italiane del settore agroalimentare.

Massimo Visconti, Partner KMPG Business Advisory Service SpA, ha richiamato l’importanza della logistica come leva strategica e vero strumento per la creazione di valore aggiunto e per la riduzione dei costi gestionali.
In Italia, ha affermato, è cambiato ben poco nel corso degli 11 anni che sono passati dalla nascita di ECR: quello che manca è la capacità di “far sistema”. Per migliorare la competitività del “sistema Paese” ha suggerito tre vettori di sviluppo: un’accorta gestione dell’innovazione tecnologica (ovvero, imparare a sfruttare le grandi idee e potenzialità presenti in Italia); il giusto approccio organizzativo-culturale, per superare l’incapacità italiana di “fare squadra”; la capacità di instaurare rapporti di partnership, quale strumento per migliorare l’efficienza dell’intero sistema.
Visconti ha inoltre sottolineato come sussistano ancora grosse sacche di inefficienza logistica, in particolare nel segmento della fra CeDi e punto vendita (pensiamo alle rotture di stock). La sfida è dunque quella di far evolvere la logistica da fattore di costo a strumento di vantaggio competitivo, permetterle di appropriarsi di nuovi territori e di nuove competenze.

Giuseppe Cuffaro, Vice Presidente no food di Coop Italia, ha evidenziato come attualmente i consumatori si possano raggruppare in diverse categorie. Alcune sono caratterizzate da un potere d’acquisto molto basso; altre sono composte da individui con disponibilità maggiori ma che tentano di salvaguardare il loro capitale risparmiando o investendolo, soprattutto in immobili.
Cuffaro ha poi introdotto la tematica del cambiamento nella struttura dei consumi, che è stata ripresa da Roberto Consonni. Se un tempo i bisogni primari erano rappresentati da generi alimentari come pane e pasta, oggi sembrano essere sostituiti in questo ruolo da apparecchi elettronici come i telefoni cellulari.



Secondo Consonni, direttore generale operativo di Luigi Lavazza. la contrazione nei consumi di generi agroalimentari non è dovuta alla scarsa propensione all’acquisto, ma bensì ad una mancanza di disponibilità a pagare. Il calo ha infatti riguardato il valore della merce acquistata, più che i volumi. I prezzi medi sono diminuiti, grazie all’intensità delle offerte promozionali che si è spinta fino al 40%. In tema di promozioni, è interessante notare che oggi riscuotono un successo minore le offerte su grandi quantità .
“La logistica”, ha affermato,” deve sempre più essere cerniera tra quel complesso mondo dei consumatori e le logiche aziendali interne”.E’ fondamentale l’integrazione fra informazioni interne ed esterne. Accettato il fatto che non esiste un logistica perfetta, dato l’elevato numero e la complessità delle variabili in gioco, bisogna dare concretezza e solidità ai progetti. La logistica non può fermarsi sul piano strategico, è importante la capacità di agire, di eseguire il pensiero .

Luca Pellegrini, Presidente di Tradelab, ha affermato che per capire il futuro è necessario osservare ed interpretare il passato ed ha quindi fornito alcuni dati interessanti, provenienti da Prometeia.
Posto pari a 100 il reddito disponibile medio, per un individuo nel 1991, nel 2003 lo stesso indicatore valeva 103. C’è quindi stato un incremento del reddito reale di due punti percentuali in 12 anni. Se però prendiamo il rapporto fra reddito disponibile e numero di famiglie, ponendo pari a 100 il dato per il 1991, il rapporto vale 93 nel 2003. La ragione risiede nella diminuzione della dimensione media delle famiglie (aumento del numero di single), che le porta ad ottenere minori economie di scala e quindi una riduzione del potere d’acquisto.
Dato il quadro economico complessivo e i presupposti storici, secondo Pellegrini oggi le attese non possono essere particolarmente buone.

Secondo Pellegrini, viviamo in un momento di discontinuità e si pone la necessità di pensare a modelli di business innovativi: quello dell’ipermercato è un modello francese, che dopo aver riscosso un notevole successo per un periodo sembra essere entrato in crisi. In Francia si stanno iniziando a scoprire e a difendere modelli di distribuzione italiani: realtà associazionistiche, negozi di prossimità, che si accordano bene con gli originali esempi di city logistics che vediamo nascere nel nostro Paese.
Bisognerebbe che gli italiani fossero capaci di impiegare e valorizzare i propri modelli, senza aspettare che siano gli stranieri a muoversi al posto loro. Merlino ha concordato sull’esistenza di opportunità non sfruttate nel nostro Paese; ha inoltre segnalato le aree emergenti dell’Est Europa e dell’Africa come possibili destinatarie di esportazioni di modelli distributivi italiani.
Anche Emanuele Plata, A.D. di Crai, ha auspicato che l´Italia sappia sempre più esportare il suo format per la grande distribuzione e ha annunciato che tra gli obiettivi della sua azienda c´è quello di sbarcare, a breve, con nuovi punti vendita in Nord Africa.

Danilo Preto, Responsabile rapporti politico istituzionali di Sisa, ha ricordato che il 95% del mercato del food & beverage passa attraverso le cinque maggiori centrali d´acquisto e che ci troviamo in un momento di incertezza. Il consumatore non concentra più i suoi acquisti in una “spesona”quindicinale all’ipermercato ma tende ad approvvigionarsi 2-3 volte per settimana in negozi di prossimità. Per i punti vendita è necessario, secondo Preto, migliorare gli assortimenti e i rapporti con i clienti, associarsi, puntare sulle private label come elemento strategico e infine curare i rapporti politici con le istituzioni.

Di Dario, Consigliere d´Amministrazione di Arena Holding, ha auspicato che il settore agroalimentare riesca a seguire l’esempio di quello dell’elettronica, che è in una fase di espansione, Per questo, è necessario puntare sull’innovazione, sul servizio e sulla personalizzazione del prodotto.
Di Dario ha inoltre ricordato il peso del fattore psicologico sulla contrazione dei consumi e il fatto che il consumatore si orienta, nella scelta del punto vendita, secondo elementi di tipo qualitativo e di servizio. Questo ha portato ad un calo dei consumi per le grandi superfici, ma addirittura a guadagni nei negozi più piccoli.

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