Hardware e Software per il magazzino

Esperti di tracciabilità raccontano le loro soluzioni

20 dicembre 2004
In breve
Siamo andati a trovare degli esperti di tracciabilità e abbiamo parlato del supporto che l’informatica può fornire alle aziende

Tra pochi giorni entrerà in vigore l’obbligo della tracciabilità per i prodotti agroalimentari. La normativa in materia indica quali sono gli obiettivi finali, ma non specifica i mezzi e le modalità con cui raggiungerli e siccome molte aziende non hanno ancora scelto quale strada intraprendere per risolvere il problema, ci pare opportuno ascoltare il parere di esperti in materia che negli ultimi tempi hanno lavorato per mettere a punto una soluzione efficace.
Ecco di seguito il resoconto della chiaccherata che abbiamo fatto con l’ing. Luigi Capuzzello e l’Ing. Artemio Bisaschi rispettivamente Responsabile Sviluppo Software e Amministratore Delegato di Sygest S.R.L. (una società attiva nell’I.T. con una consolidata esperienza europea nel settore agroalimentare che ha realizzato uno specifico software per la tracciabilità e rintracciabilità).

Ing. Capuzzello, com’è nata l’idea di elaborare un software per la tracciabilità/rintracciabilità?
Da diversi anni Sygest si occupa di tracciabilità e di supervisione di linee produttive. Fino a poco tempo fa le soluzioni proposte ai nostri clienti consistevano in applicazioni mirate, studiate ad hoc: per ogni caso si effettuava l’analisi del problema sia a livello concettuale sia controllando sul campo la situazione e si passava alla progettazione e realizzazione di una soluzione specifica difficilmente applicabile altrove.

Quindi cucivate su misura l’abito del cliente!
Esatto, però per noi era impossibile adattare questa soluzione anche ad altre realtà simili. L’aver maturato numerose esperienze in settori diversi (tonno, latte e prodotti caseari, imbottigliamento) e la diffusione del problema della tracciabilità a causa dei vincoli legislativi, ci ha indotti a ricercare una soluzione unica che potesse essere adattabile alle esigenze diverse dei clienti: E2KTrack.
E2KTRack viene parametrizzato in base al flusso produttivo del cliente rendendo minima la parte di personalizzazione. Questo consente di avere costi e tempi di implementazione inferiori.

Quali sono i primi problemi che avete dovuto affrontare?
Il problema principale di un sistema di tracciabilità scaturisce dalla complessità della natura dei flussi produttivi: i lotti subiscono una serie di lavorazioni, pseudolavorazioni, stoccaggi intermedi, unioni, che danno vita a lotti nuovi. Si viene così a creare una ragnatela di informazioni difficile da tracciare.

Come avete risolto questi problemi?
Abbiamo adottato una tecnologia basata sulla programmazione ad oggetti: si scompone il problema in sotto problemi!
Nel caso della rintracciabilità, un lotto di produzione può essere scomposto in diversi sotto lotti collegati fra di loro in base al processo produttivo.
I sotto lotti sono diventati il “mattoncino” (l’unità di base) fondamentale con il quale è stato ricostruito il processo produttivo.
In E2K Track i tre “mattoncini”, che consentono di descrivere la linea di produzione sono: il lotto semplice, il lotto silos e il buffer. I lotti silos rappresentano le aree nelle quali diversi lotti semplici si mescolano per dare origine a nuovi lotti (per esempio cisterne nelle quali vengono miscelati gli ingredienti di una preparazione); i buffer sono magazzini, aree di stoccaggio che raccolgono diversi lotti semplici, i quali però restano distinguibili.
La parametrizzazione di E2KTrack parte dalla costruzione del diagramma di flusso del processo produttivo dell’azienda che viene codificato attraverso i tre “mattoncini” in modo che ogni singolo elemento trovi la propria collocazione all’interno dei lotti del sistema.
Naturalmente per ogni mattoncino vengono registrate e memorizzate tutte le informazioni necessarie a descriverne le caratteristiche.
Una volta riportato il diagramma di flusso nel programma, è possibile acquisire i dati in base al modello rappresentato e ricostruire il percorso produttivo dei lotti.

Da dove provengono gli input informativi? Sono necessari strumenti appositi, oppure l’inserimento è manuale?
Il software permette un perfetta automatizzazione e integrazione con le soluzioni già presenti in azienda, infatti è in grado di reperire sia i dati provenienti da PLC o SCADA (se il processo è automatizzato) sia i dati rilevati tramite lettori barcode, tag rfid o immessi da operatore su PC o terminali portatili, in caso di manualità. Esiste poi un modello di scambio dati con il gestionale presente in azienda.
E2KTrack è un prodotto scalabile e dà la possibilità di scegliere una versione light, più semplice ed economica, o versioni più complete.
In questo modo il software si adatta perfettamente alle esigenze specifiche dell’azienda, sia essa grande o piccola, in qualsiasi settore.

Che problemi possono sorgere in fase di installazione?
Il problema maggiore è far ragionare il cliente in termini di “lotto” e non di “articolo” e spiegargli come rapportare il diagramma di flusso alla realtà. Infatti è sulla base delle analisi svolte presso cliente che avviene la messa a punto finale del software. La flessibilità di E2KTrack consente però di ridisegnare facilmente il modulo dell’azienda (flusso), fino a quando non rappresenta esattamente le esigenze del cliente.

Ing. Bisaschi, oltre alla tracciabilità/rintracciabilità quali sono i vantaggi del Vostro prodotto?
E’ importante sottolineare che il software permette di gestire non solo la tracciabilità esterna, imposta per legge, che prevede la conoscenza degli operatori che hanno fornito le materie prime e di quelli ai quali è stato inviato il prodotto, ma anche la tracciabilità interna. Da ciò discendono una serie di vantaggi per le aziende, prospettabili sin da ora: - la conoscenza della resa delle singole fasi del processo produttivo, ovvero della quantità di materiale che entra e che esce da ogni fase;
- i vantaggi nel caso di ritiri/richiami di prodotto, che grazie alla tracciabilità interna sono più mirati (e quindi economici) e rapidi;
- la gestione documentale su formato elettronico anziché cartaceo, che richiede una mole di lavoro inferiore;
- la possibilità di rendere disponibili, su Internet, dati (più o meno sensibili a seconda del profilo dell’utente che accede) relativi alla storia del prodotto, che può essere utilizzata anche come leva di marketing;
- la riduzione del carico di lavoro per il personale, una volta superata la fase di addestramento;
- in molti casi, l’introduzione di un sistema di tracciabilità implica la riorganizzazione dell’azienda, che ne migliora l’efficienza.

Ma il rapporto costi/benefici, qual è?
Crediamo che se l’azienda non vede il sistema solo come esigenza di legge ma lo utilizza per migliorare l’organizzazione aziendale, nell’arco di circa due anni l’azienda recupererà i costi sostenuti. Certamente ci sono delle operazioni aggiuntive (per esempio l’etichettatura dei lotti) che a prima vista sembrano implicare un aumento di lavoro, ma nel complesso si tende ad una razionalizzazione dei processi, proporzionale rispetto al numero di fasi “tracciate”.
Vorremmo citare un esempio: si tratta di un’azienda nella quale in un primo momento si era optato per l’introduzione della tracciabilità solo nella parte finale del processo di produzione, per assolvere appunto alle esigenze di legge. In seguito, analizzando meglio il processo, i responsabili decisero di estendere a monte la tracciabilità perché si accorsero che in quel modo avrebbero recuperato tempo in altre operazioni, visto che il sistema trasferisce direttamente dati che altrimenti sarebbero da tracciare manualmente.

Abbiamo parlato di riorganizzazione aziendale, ma vediamo più nel dettaglio quali aree sono maggiormente toccate dai cambiamenti…
Sicuramente:
- L’ amministrazione: il sistema di tracciabilità deve dialogare in modo molto stretto con il gestionale, perché si interessa di informazioni sul ricevimento della merce, carico/scarico del magazzino, trasferimenti, creazione e chiusura di liste di spedizione; permette di conoscere rese produttive, giacenze, quantità messe in produzione…
- La produzione: da questa funzione proviene l’80% delle informazioni, che vengono ordinate e maggiormente controllate grazie al sistema di tracciabilità.
- Il magazzino: il sistema di tracciabilità permette di localizzare i lotti o anche gli articoli, di gestire il picking e l’evasione con lettori barcode e di svolgere altre funzioni, variabili secondo la versione di software acquistata. Nel futuro di E2KTrack è previsto l’inserimento di un modulo finale di logistica. Già oggi è presente un modulo per la semplice gestione dei magazzini e siamo interessati ad approfondire ulteriormente la funzione logistica.

Quali vantaggi può offrire un software nato per la tracciabilità rispetto ad un gestionale qualsiasi?
Innanzitutto è più specifico, studiato appositamente per risolvere quel tipo di problemi. Nel caso si verifichino dei problemi, un gestionale permette di riconoscere quali possono essere i lotti interessati, mentre E2KTrack consente di ricostruire la storia del prodotto (immagazzinando informazioni riguardanti condizioni ambientali, temperature alle quali è stato sottoposto e in generale dati del processo) e di capire quindi la causa del problema. In secondo luogo, E2KTrack può acquisire le informazioni di cui ha bisogno direttamente dal campo (qualsiasi tipo di PLC), cosa difficile per un ERP.
Infine il sistema fornisce tutta la tracciabilità interna all’azienda, attività che diventerà requisito di legge dal 2006.

Qualcuno sostiene che per adempiere agli obblighi di legge sono sufficienti una penna un foglio, ma noi Vi abbiamo proposto questa soluzione perché pensiamo che le aziende non debbano fermarsi alla forma, ma dovrebbero cogliere questo nuovo stimolo come una sfida per ampliare i propri orizzonti.
Chi ha già provato, si è reso conto che sistemi come E2K Track, progettati per la soluzione di un problema, in realtà offrono molto più di quello che propongono, perché permettono di risolvere anche delle inefficienze che l’azienda spesso ignora.

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