Consulenza e formazione

Ikea: il successo viene dall’ottimizzazione

30 gennaio 2006
In breve
Dal 1943, anno di fondazione di IKEA, la ricerca dell’ottimizzazione è stata il filo conduttore che ha caratterizzato la crescita dell’azienda svedese.

Dal 1943, anno di fondazione di IKEA, la ricerca dell’ottimizzazione è stata il filo conduttore che ha caratterizzato la crescita dell’azienda svedese; da quando poi nel 1951 l’azienda si è concentrata esclusivamente sulla produzione e distribuzione di mobili è diventata parte integrante della filosofia aziendale.
In questo processo di sviluppo la filosofia svedese, basata su essenzialità e funzionalità, è ravvisabile in una moltitudine di scelte, soluzioni e innovazioni, packaging compreso, che ne hanno decretato il successo.
Fra queste probabilmente la più significativa risale al 1955 quando un dipendente IKEA ebbe l’intuizione di smontare le gambe ad un tavolo per riuscire a caricarlo sulla propria auto: dal quel giorno si iniziarono a progettare gli elementi di arrendo in modo che potessero essere contenuti in funzionali “pacchi piatti”.
Questo significò colli più semplici da maneggiare e trasportare, un utilizzo molto più efficiente dello spazio e dell’imballo, oltre che la significativa riduzione del rischio di danneggiamento durante il trasporto.
I costi subirono una netta diminuzione e nacque il concetto di “trasporto e montaggio fai-da-te”.

Oggi questi aspetti sono irrinunciabili tanto che ogni prodotto viene creato valutandone la funzionalità, l’efficienza distributiva e l’incidenza dei costi.
Non solo; la supply chain, dalla materia prima al componente finito, deve essere più corta possibile al fine di ridurre i costi, facilitare “le relazioni” tra le diverse fasi e quindi accorciare anche il lead time.
IKEA, infatti, classifica i propri fornitori in base alle performance prodotte, collaborando con loro per riuscire a ridurre i tempi e ottimizzando i processi.
Quando questi raggiungono livelli di risposta tali per cui la produzione “segue” gli ordini, viene presa in considerazione la possibilità di far dialogare il fornitore direttamente con i punti vendita, by-passando i centri distributivi.

Attualmente IKEA ne conta 28 in 16 diversi paesi, che gestiscono e coordinano i flussi delle oltre 10.000 referenze a catalogo, molte delle quali prodotte dall’altra parte del mondo.
Il 31% dei prodotti proviene, infatti, dall’Asia (il 18% dalla sola Cina) e nella quasi totalità dei casi utilizza il trasporto marittimo per raggiungere le diverse destinazioni.
Prodotti, scatole e cartoni, al motto di “air out, product in”, oltre ad essere disegnati per ottimizzare l’handling e lo stoccaggio, vengono ideati per sfruttare al meglio lo spazio dei container trasportati dalle navi.
Non è quindi così assurdo pensare che il design della cucina, dell’armadio o del divano appena acquistati è in qualche modo legato quello di un anonimo container.

Se solitamente i prodotti IKEA vengono trasportati prevalentemente via mare, una volta giunti ai centri distributivi sono poi destinati ad essere trasferiti su strada o ferrovia.
A tale proposito, in linea con gli obiettivi di ottimizzazione e risparmio dei costi (si parla di un differenziale di 10€ al m3 rispetto alla gomma) ma anche per il rispetto dell’ambiente che caratterizza il popolo scandinavo, IKEA ha costituito nel 2001 IKEA rail AB, operatore ferroviario che si occupa di trasportare i materiali e i prodotti dalle aree di produzione in Svezia, Belgio, Olanda e Germania verso i magazzini centrali.
Una volta raggiunti gli oltre 200 punti vendita i prodotti vengono stoccati in immensi ambienti-magazzini di cui una parte è accessibile ai clienti che provvedono autonomamente al picking degli oggetti di piccole dimensioni mentre la restante parte è riservata allo staff.
Qui i dipendenti IKEA individuano gli articoli più complessi ed ingombranti scelti dal cliente e li portano in un’apposita area di carico adiacente ai parcheggi dove non di rado vetture improvvisate furgoncini vengono stipate all’inverosimile.

Lo spreco – di spazio, di tempo, di materiali – non è concepito in IKEA e ogni fase aziendale, dalla pianificazione, alla progettazione, alla produzione e alla logistica è pensato in questi termini.
In effetti l’ottimizzazione delle unità di carico ha permesso significative e strategiche economie lungo la supply chain oltre alla possibilità di “coinvolgere” i clienti finali nell’ultima fase del trasporto.

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