Il gruppo distributivo olandese Ahold ha intrapreso la strada della razionalizzazione e ottimizzazione dei dati e delle informazioni relative ai prodotti commercializzati




Hardware e Software per il Magazzino

Ahold accelera sulla condivisione e sincronizzazione delle informazioni

13 Dicembre 2010


La crescente importanza che negli anni hanno assunto l’informazione e l’informatizzazione, unita all’esigenza di ottenere risparmi di costi sempre maggiori, ha spinto il gruppo distributivo olandese Ahold a intraprendere con decisione la strada della razionalizzazione e ottimizzazione dei dati e delle informazioni relative ai prodotti commercializzati al fine di raggiungere, in tempi brevi, una completa sincronizzazione.
In particolare l’obiettivo è far sì che entro i prossimi 18 mesi tutti i fornitori di Albert Heijn – insegna olandese di proprietà di Ahold – siano in grado di mettere a disposizione i cosiddetti “master data”, relativi alle proprie referenze, ad un data pool certificato EAN.UCC.

Il progetto, la cui implementazione è appena cominciata, prevede che entro i prossimi due mesi Albert Heijn sia nelle condizioni di poter scambiare informazioni e dati via GDSN (Global Data Synchronisation Network) con i 90 maggiori fornitori che al momento rappresentano il 20% delle referenze della catena.
In sostanza, invece di connettersi direttamente con i singoli partner/fornitori per accedere alle informazioni sui prodotti di competenza, si utilizza un data pool ricevente come gate per tutti i dati messi a disposizione dai fornitori in un’unica directory chiamata Global Registry.


L’iniziativa di Ahold è tutt’altro che isolata: molti tra i principali retailer al mondo – fra cui Wal Mart, Metro, Tesco, Albertson’s e Delhaize – si sono mossi nella stessa direzione avviando un percorso di armonizzazione dei master data sul prodotto secondo i dettami di Global Commerce Inititative e GS1 International.

L’intero gruppo Ahold, e quindi anche Albert Heijn, ha annunciato di aver scelto WorldWide Retail Exchange (WWRE) come data pool in-house, in accordo con gli standard internazionali sviluppati da GS1. In dettaglio, il WWRE è nato nel 2000 su iniziativa di 17 retailer a livello internazionale al fine di semplificare, razionalizzare ed automatizzare la supply chain tra fornitori e distributori.
E’ attualmente il maggiore strumento di interscambio B2B su internet del settore retail, seguito per importanza da GlobalNetXchange (GNX).

Recentemente le due realtà hanno annunciato di aver raggiunto un accordo per la fusione in un’unica piattaforma che si concretizzerà nel prossimo giugno. Nel febbraio del 2005 il WWRE è entrato prepotentemente anche nel mercato italiano dei data pool attraverso un accordo con Etnotean, il maggiore provider nazionale di servizi e-business.
Attraverso il WWRE i diversi format dell’insegna posso attingere master data da tutti i data pool connessi a GDSN.

La catena olandese non richiede l’utilizzo di uno specifico data pool ma lascia completa libertà di scelta ai propri fornitori, ai quali è demandato di trovare la migliore soluzione per la propria realtà, garantendo la messa a disposizione delle informazioni sulla rete attraverso sistemi compatibili. Ad esempio i dati dei fornitori olandesi di Albert Heijn utilizzano il data pool GS1 DAS e quindi il WWRE per raggiungere il retailer.
I fornitori di merce devono quindi “semplicemente” mettere le informazioni e il “monte dati” richiesto sulla rete GDSN una sola volta senza dover fare differenziazioni per ogni catena distributiva.

A conclusione di un test pilota che ha coinvolto 4 fornitori di prodotti di igiene intima, Albert Heijn ha iniziato l’implementazione del progetto con i maggiori fornitori nazionali e internazionali, con l’obiettivo di coinvolgere tutti i rimanenti nell’arco del prossimo anno e mezzo, ad un ritmo di 50 nuovi supplier al mese. La decisione di rompere gli indugi e forzare i tempi è conseguenza dei crescenti costi attribuibili a dati e informazioni errate o incomplete che, per Albert Heijn, hanno raggiunto livelli non più sostenibili.

Secondo uno studio realizzato da Ahold USA in collaborazione con Global Commerce Inititative, risulta infatti che in Europa anche le semplici dimensioni delle referenze nel 40% dei casi si discostano da quelle specificate dai fornitori, ragion per cui, al momento, per tutti i prodotti di nuova introduzione è necessaria una ulteriore verifica. Inoltre, il 20% degli ordini presenti mediamente nel carico di un camion riporta errori nelle dimensioni del packaging o dei pallet trasportati.
Grazie a questa iniziativa si prevede di ottenere considerevoli benefici sia economici che gestionali, inizialmente limitati al data management e successivamente estesi a tutta la supply chain. Albert Heijn considera una razionalizzazione di questo tipo come imprescindibile condizione per la successiva implementazione su larga scala di nuove tecnologie, prima fra tutte l’Rfid.





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