Hardware e Software per il magazzino

Il caso Navigare: supply chain integrata, bella e impossibile?

25 giugno 2010
In breve
Manifattura Riese, società emiliana conosciuta per il brand Navigare, ha dovuto integrare la propria supply chain costituita sia da un tessuto di subfornitura, costituito da piccole imprese con un minimo grado di informatizzazione, sia dalle aziende fornitrici di materie prime, che spesso sono organizzazioni internazionali. In questo articolo vediamo quale soluzione è stata adottata per risolvere le criticità della logistica fashion.

Premessa
Il mondo che ruota intorno al brand Navigare è complesso, indice della tradizionale qualità degli articoli proposti. Nato dall'iniziativa imprenditoriale di Manifattura Riese, società con sede a Rio Saliceto (Reggio Emilia) che fa capo al gruppo Navy Group, il marchio negli anni si è affermato come sinonimo di abbigliamento sportivo e casual.

In Italia la collezione uomo è ideata, progettata, commercializzata sul mercato nazionale e seguita dal punto di vista della logistica e della pianificazione della produzione.
Sedi europee seguono la commercializzazione sul mercato internazionale e la produzione; oltre 15 sono i licenziatari per accessori, abbigliamento donna, underwear, calzature.

Elemento fondamentale per lo sviluppo del business è stata l'attenzione da sempre riposta a tutti i processi aziendali, in particolare a quello produttivo che richiede a priori un rapporto con i fornitori snello e chiaro.


Supply chain integrata: bella e impossibile?

La supply chain legata al settore fashion è peculiare: da un lato un tessuto di subfornitura caratterizzato da piccole imprese talvolta con un minimo livello di informatizzazione, poi le aziende che forniscono le materie prime (tessuti, filati e accessori) che sono spesso strutture altamente organizzate e dalle dimensioni internazionali.

L'integrazione di questa complessa rete si rende d'altra parte necessaria, per far fronte a diverse criticità: dead line di consegna dei prodotti rigide e in costante contrazione, gestione del confezionamento in tempi rapidi e con variazioni in itinere, articoli acquistati declinati per colori, taglie ecc.

«Abbiamo cercato uno strumento che potesse aiutarci a far fronte a questo contesto, raggiungendo l'obiettivo di un dialogo continuo con i nostri fornitori.

L'integrazione della supply chain non è impossibile soprattutto se si fa appello alla tecnologia, ma rappresenta un problema complesso da approcciare per l'azienda, specialmente dal punto di vista del giusto rapporto costi/benefici rispetto al progetto che viene portato avanti, e occorre dunque una piattaforma informativa con caratteristiche particolari.

Iungo ci è sembrato la soluzione software ideale», dichiara Andrea Corradini, Responsabile Sistemi Informativi di Manifattura Riese.


La scelta del software

Il primo "incontro" di Manifattura Riese con Iungo, il software per la gestione della supply chain di Smarten, risale al 2006.

«Durante una convention dedicata alla logistica ci fu la presentazione di Iungo e ciò che mi colpì fu l'immediatezza dello strumento, questo 'uovo di Colombo' di utilizzare l'e-mail come supporto fondamentale della comunicazione tra azienda e fornitore», racconta Corradini.


In particolare, i fattori che hanno determinato l'adozione di Iungo sono i seguenti: la piattaforma è snella, flessibile e stabile, è un potente "framework", un grande contenitore che può gestire diverse tipologie di documenti, ha un impatto pressoché nullo sul fornitore in termini di integrazione con diversi sistemi, tratta in maniera nativa il formato XML per l'interscambio di dati con l'EDP del fornitore, il TCO (Total Cost of Ownership) è congruo.


Il progetto

L'obiettivo iniziale del progetto è stato quello di gestire attraverso Iungo l'acquisto di merce caratteristica per la produzione (filati, tessuti, accessori per confezione, accessori di packaging).

Ad aprile 2008 sono iniziate le attività, con l'analisi dei documenti da implementare, la definizione del flusso di processo dei dati tra il sistema ERP e Iungo, l'installazione e la prototipazione.

Nei mesi successivi sono stati individuati i fornitori "pilota" con i quali testare la soluzione (2 o 3 per tipologia di fornitura e diversi per struttura aziendale) ed è stata effettuata un'esperienza di integrazione XML con il principale fornitore di filati per volume di righe di ordini di acquisto al giorno.
Da settembre 2008 è "a regime" l'80% dei fornitori di merce caratteristica.

Gli step del sistema sono molto semplici: viene inserito nel gestionale ERP l'ordine generato dalla pianificazione acquisti; una volta verificato e completato dal buyer in automatico l'ordine viene trasmesso a Iungo che si presenta sotto forma di portale; dall'altra parte il fornitore riceve un'e-mail generata da Iungo con l'ordine di acquisto e risponde con relativa modifica o conferma.

Il buyer, attraverso il portale Iungo, visualizza la risposta del fornitore e ha in dettaglio lo stato dell'avanzamento dell'ordine, mentre in automatico vengono aggiornati l'ERP e il sistema di pianificazione della produzione.


«Il plus dell'e-mail generata da Iungo è quello di essere interattiva.
Da parte nostra è possibile abilitare tutta una serie di campi che rispondano alle nostre esigenze.

Ad esempio una riga di acquisto può contenere parametri come quantità di materiale, data di consegna, prezzo d'acquisto, lotto ecc. Si va al di là della classica riga d'ordine», puntualizza Corradini.


Vantaggi e prospettive

Tutte le informazioni relative agli ordini vengono dunque aggiornate in automatico e in real time.

«In precedenza le attività di aggiornamento erano demandate al buyer che perdeva molto tempo nell'inserimento dei dati.
Ora il buyer può dedicarsi all'interpretazione delle statistiche e ad attività più decisionali», commenta Corradini.

Un processo pensato in base a specifiche esigenze, che serve all'azienda per andare a determinare i lotti produttivi di lancio, è diventato rigoroso e permette una pianificazione della produzione coerente e precisa.

In generale c'è un controllo completo dell'evoluzione dell'ordine di acquisto che viene gestito in modo "buyer-indipendent".

«Quando il buyer era assente il sistema andava in crisi, ora i colleghi sono in grado di gestire il tutto, senza alcuna difficoltà.

Proprio questa facilità apre a nuovi progetti che vedono Iungo coinvolto nella gestione dell'ordine d'acquisto di merce non caratteristica e nella gestione degli ordini di produzione.

Altre idee in cantiere sono l'invio della fattura elettronica ai clienti e la condivisione e approvazione del budget con i nostri agenti tramite Iungo», conclude Corradini.

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