Outsourcing

CePIM. Inserire la TI-BRE tra i progetti prioritari in UE

26 luglio 2010
Riconoscere la strategicità dell'asse Tirreno-Brennero per inserirlo tra i progetti ritenuti prioritari in sede europea.

È questo l'obiettivo al quale mira CePIM spa per ottenere l'implementazione di nuove infrastrutture di supporto alla propria operatività ed è uno dei punti sui quali verte la strategia di potenziamento dell'Interporto di Parma.

Per parlarne è arrivata oggi all'interporto Debora Serracchiani, deputato europeo e membro della Commissione Trasporti UE, che promuove e finanzia le reti infrastrutturali transeuropee di trasporto delle merci.

Si tratta di un approfondimento, da parte della Serracchiani, della realtà interportuale italiana nell'ottica di favorirne l'attività intermodale e la capacità di trasferimento delle merci dalla strada alla ferrovia.

La visita all'Interporto di Parma, infatti, si inserisce in un'agenda che prevede la visita di altri importanti centri intermodali del Nord Italia.

«Il nostro intento è promuovere l'asse Ti-Bre come strategico al trasporto delle merci tra il Mediterraneo e l'Europa - chiarisce Johann Marzani, presidente di CePIM spa -.

Questa è la ragione per cui stiamo incontrando i parlamentari europei del nostro distretto per chiedere l'inserimento del progetto Ti-Bre tra quelli prioritari dell'Unione Europea.

Tutta la nostra strategia in questi ultimi cinque anni ha poggiato sul potenziamento di un asse di trasporto ferroviario e stradale che doterà l'Interporto di quelle infrastrutture di raccordo che gli permetteranno di esprimere appieno le proprie potenzialità».

«È importante per il nostro Paese investire sul sistema ferroviario e stradale - commenta la Serracchiani -.

Ma non va dimenticato che per avere una rete di trasporto efficiente occorre puntare anche sul potenziamento del collegamento con i porti.
L'interporto di Parma si trova, sotto questo punto di vista, in una condizione logistica favorevole: sarebbe un peccato non svilupparne tutte le potenzialità».

Tra queste va annoverato il piano di sviluppo del nuovo terminal intermodale dell'interporto.
«Certamente importante è potenziare il terminal intermodale dell'interporto - aggiunge la Serracchiani - e il raccordo ferroviario che lo collegherebbe con il sistema portuale dell'Alto Tirreno e con il cuore dell'Europa». Durante l'incontro si è parlato di reti internazionali, di condivisione delle idee e di necessità di una programmazione sul medio e lungo periodo, che superi i particolarismi e le operazioni di corto respiro per dare spazio ad una pianificazione che sappia immaginare la nostra Penisola tra 20 o 30 anni e dotarla delle infrastrutture necessarie.

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