Consulenza e formazione

Euromobility: Bologna prima in Italia per ecomobilità

22 dicembre 2009
E' da poco uscito il terzo rapporto di Euromobility sulla mobilità sostenibile nelle città italiane, "Mobilità sostenibile in Italia: indagine sulle principali 50 città", elaborato grazie anche al contributo di Assogasliquidi e Consorzio Ecogas con il patrocinio del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.

Le 50 città monitorate sono tutti i capoluoghi di Regione, i due capoluoghi delle Province autonome e le città con una popolazione superiore ai 100.000 abitanti.

Gli indicatori di cui si è tenuto conto hanno riguardato le innovazioni introdotte per la gestione della mobilità e la loro efficacia (car e bike sharing, piattaforme per le merci, mobility management ecc.), lo stato dell'aria in relazione alle auto di nuova generazione o alimentate con combustibili alternativi (GPL, metano), l'offerta di trasporto pubblico, le piste ciclabili, gli strumenti per la gestione e la pianificazione del traffico.

In prima posizione è Bologna, che aveva ottenuto il premio anche nel 2007, scalzando Parma dal primo posto dello scorso anno: questo grazie a un trasporto pubblico che funziona, a importanti innovazioni nella gestione della mobilità, ad una quota significativa di auto a basso impatto ambientale, allo smog sotto controllo.

Nella top ten, che vede sul podio tutte le città del centro nord, tranne Bari al nono posto (lo scorso anno era settima), ci sono Firenze al secondo posto, seguita da Parma, Trento e Milano, che guadagna ben nove posizioni rispetto al 2008.
Seguono Venezia, Reggio Emilia, Padova, Bari e Modena.
In coda abbiamo Taranto, Sassari e Catania.
«Questo terzo rapporto - ha detto Lorenzo Bertuccio direttore scientifico di Euromobility - ha registrato qualche passo in avanti sulla strada dell'ecomobilità.
In un anno si è assistito infatti ad una grande diffusione del bike sharing e ad un boom delle auto a gas e metano.

E' importante che si continui a spingere il pedale dell'innovazione per avviare una nuova cultura della mobilità che renda più vivibili le nostre città.
Purtroppo la fotografia dell'Italia che emerge dal rapporto è quella di un Paese a due velocità: un centro nord che segue l'innovazione e un sud, tranne rare eccezioni, che arranca».

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