Consulenza e formazione

Pendolari: più treni in Emilia-Romagna

27 novembre 2009
Tra Bologna e Firenze e Bologna e Verona i treni passeranno ogni trenta minuti.
Intanto raddoppiano le corse che si fermano nelle piccole stazioni della via Emilia tra Bologna e Parma e verso Firenze, mentre un aumento del 20 per cento riguarda i treni nelle stazioncine verso Verona.

Da Parma, Reggio Emilia e Modena ci saranno sempre tre o quattro collegamenti all’ora per Bologna e uno o due verso Milano.

Queste alcune delle novità degli orari ferroviari del traffico regionale illustrati dall’assessore ai Trasporti, Alfredo Peri.

Una serie di scelte, alle quali si aggiungono nuovi investimenti della Regione per 13 milioni di euro (più i 90 stanziati nel 2008) per nuovi treni o per il restyling di quelli esistenti.
Decisioni che vogliono andare incontro alle esigenze dei pendolari.

Il confronto sugli orari tra Regione e Trenitalia non deve essere stato semplice nemmeno quest’anno, se stamane l’assessore, presentando le novità, ha parlato di un «risultato che non è stato raggiunto gratis», di «rigidità da ammorbidire» con Rfi e Trenitalia e di «dialettica» con le altre Regioni.

Il nuovo orario, infatti, doveva mettere insieme le esigenze del traffico regionale emiliano-romagnolo, con quello nazionale delle lunghe tratte e dei treni ad alta velocità, nonchè le volontà e i bisogni delle Regioni confinanti cioè Lombardia, Veneto e Toscana.

In Emilia-Romagna, ora, i servizi aumentano dell’8 per cento, con oltre un milione di chilometri in più percorsi dai treni e anche nuove carrozze e motrici.
«Stiamo spendendo circa 400 milioni di euro tra il 2007 e il 2013 - spiega Peri - la metà in opere e l’altra metà in acquisto nuovi treni e risistemazione di quelli che non sono troppo vecchi».

A queste cifre si aggiungono altri 100 milioni di Trenitalia per i treni pendolari.
Altra scelta della Regione che replica anche quest’anno è lo stanziamento di 1,5 milioni di euro per finanziare le integrazioni agli abbonamenti dei pendolari.

Spendendo 110 euro in più all’anno gli abbonati possono salire anche sui treni ad alta velocità senza pagare supplementi.
Per ogni 110 euro del pendolare, la Regione ne aggiunge tra i 200 e i 350 dalle sua tasche, a seconda della tratta percorsa.

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