Consulenza e formazione

UP: sì a riduzioni co2, ma valutare costi biocarburanti

19 novembre 2009
Le aziende petrolifere sono disponibili «ad impegnarsi» nel settore dei biocarburanti «in sostituzione parziale di carburanti fossili» ma «la riduzione delle emissioni di Co2 deve essere valutata anche alla luce dei costi connessi all'uso dei biocarburanti».

Lo ha detto Pasquale De Vita, presidente dell'Unione Petrolifera, alla Commissione Territorio e Ambiente del Senato che sta svolgendo un'indagine conoscitiva sulle problematiche relative alle fonti di energia alternative e rinnovabili con particolare riferimento alla riduzione delle emissioni in atmosfera e ai mutamenti climatici.

«E' necessario considerare - ha sottolineato - che ad oggi i risultati attesi dallo sviluppo dei biocarburanti sono stati scarsamente positivi e gli obiettivi comunitari sul loro impiego al 2020 nel settore trasporti impongono una seria riflessione sullo sviluppo di questo mercato sia sotto il profilo economico che in termini di sostenibilità ambientale e sociale». Secondo il presidente dell'Up «è opportuno predisporre un piano di sviluppo a medio termine certo e condiviso, anche alla luce della recente direttiva» sulla promozione delle fonti rinnovabili.

De Vita ha sostenuto anche che «gli interventi di riduzione della Co2 attraverso i biocarburanti appaiono assolutamente non competitivi con altre forme di riduzione della Co2, con costi largamente superiori alle attuali quotazioni del mercato della stessa Co2».

Occorre poi tenere «in debito conto gli effetti sulla biodiversità, sul notevole consumo d'acqua necessario per la coltivazione delle colture energetiche e sulla necessità di preservare la fertilità del suolo ove tale culture crescono». Allontanarsi dalla dipendenza delle fonti fossili non sarà facile.
«Va ricordato - ha aggiunto - come nella migliore delle ipotesi, in base alle stime dell'Aie, il contributo dei biofuel al soddisfacimento della domanda di energia mondiale al 2030 non andrà oltre il 6%» e che sempre fino a quella data «circa l'80% della domanda di energia sarà soddisfatta dalle fonti fossili e ciò vale in particolare per il settore dei trasporti».

E' in base a questi ragionamenti che «si giustifica il forte impegno dell'industria petrolifera anche sui carburanti tradizionali - ha poi detto -, impegno diretto a garantire un trend di riduzione delle emissioni veicolari verso obiettivi ambientali sempre più ambiziosi e tali da traguardare la massima sostenibilità del settore trasporti e il continuo miglioramento della qualità dell'aria».

Un trend che si è consolidato negli ultimi anni, ha spiegato De Vita, «attraverso l'effetto combinato del miglioramento della qualità dei carburanti e lo sviluppo di tecnologie motoristiche particolarmente sofisticate».

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