Consulenza e formazione

Al via il sistema di gestione dei RAEE

09 luglio 2009
Dopo quattro anni dalla sua istituzione, il sistema di gestione dei RAEE (Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche) presenta ancora qualche lacuna, soprattutto nella semplificazione burocratica per la raccolta dei RAEE presso i rivenditori di apparecchiature elettriche ed elettroniche (al momento all'esame del Consiglio di Stato).

Le Direttive Europee sui RAEE hanno indotto l'Italia, attraverso il D.Lgs 151/2005, all'adozione di una propria normativa che permetta di gestire le apparecchiature elettriche ed elettroniche a fine vita.
Il decreto di cui sopra renderà i distributori soggetti all'obbligo di ritiro "uno contro uno", ovvero il ritiro del RAEE all'acquisto di un'apparecchiatura equivalente da parte dei consumatori (cosa per cui, al momento, non sono autorizzati e autorizzabili a gestire), evitando, così, che un flusso considerevole di rifiuti non riesca a essere intercettato dal sistema.

Entro breve tempo (ci si augura già il prossimo autunno), il Regolamento sulle semplificazioni sarà vigente e con l’entrata in vigore del Decreto il coinvolgimento dei punti vendita e dei rivenditori di AEE nel sistema di gestione dei RAEE produrrà effetti decisamente positivi: i distributori ritireranno i RAEE dai propri clienti fungendo da centri di raggruppamento, con vantaggi di tipo economico e ambientale per il sistema di logistica inversa.
Nel frattempo, mentre in Italia si lavora per approvare i Regolamenti attuativi del D.Lgs 151, l’Europa sta abbozzando le prime sostanziali modifiche alla Direttiva che ha messo in moto la macchina e ha portato il “vecchio continente” a occuparsi in maniera non occasionale dei RAEE.

L'importanza di questo procedimento è sottolineata dal fatto che, secondo gli obiettivi stabiliti dalla Legge vigente il recupero e il riciclo di materie prime-seconde, l'Europa risparmierà 120 milioni di gigajoule, corrispondenti a 2,8 milioni di tonnellate di petrolio ogni anno, con un risparmio energetico pari al 60-80% rispetto all’utilizzo di materie prime vergini.
Ma non meno significativi sono i vantaggi per l'ambiente e la salute.

Diverse sostanze come piombo, cromo, cadmio, etc. sono contenute nei più banali elettrodomestici, e, se disperse nell’ambiente, hanno effetti irritanti, cancerogeni, teratogeni, mutageni o dannosi per il sistema nervoso e riproduttivo delle persone e degli altri esseri viventi.
Per non parlare dei gas a effetto serra, come CFC o HCFC, contenuti nelle serpentine di refrigerazione e nelle schiume isolanti dei frigoriferi di vecchia generazione, dannosissimi per lo strato di ozono e per la qualità dell'aria che respiriamo.
Raccogliere e gestire con criterio e cautela i rifiuti elettronici non è dunque solo un obbligo di Legge, ma anche un dovere etico e ambientale, non più "prorogabile".

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