Consulenza e formazione

Delocalizzazione: una ricerca di SDA Bocconi per CEVA Logistics

06 ottobre 2008
SDA Bocconi ha svolto per conto di CEVA Logistics una ricerca sul processo di delocalizzazione produttiva nelle imprese italiane presso un panel di 73 imprese industriali operanti prevalentemente nei settori della meccanica, chimica ed elettronica.

Lo studio ha messo in luce un importante ricorso alla globalizzazione delle attività produttive e logistiche nel 71% delle aziende campionate, mentre il 29% non ha ancora attuato alcuna forma di internazionalizzazione.

Le modalità sono costituite principalmente da investimenti green-field (31%), joint-venture con aziende locali (28%), acquisizioni di aziende (22%), mentre a livello di scelta geografica le imprese tendono prevalentemente a delocalizzare nell’Europa dell’Est (36%) e in Estremo Oriente (35%), con una percentuale di aziende con attività produttive nei Paesi dell’Europa Occidentale pari al 32%.

I motivi principali sono la vicinanza al mercato di sbocco (69%), la possibilità di accedere a fattori di produzione a basso costo (33%) e, questo è il dato più significativo, nel 29% dei casi possibilità di sfruttare tecnologie e know-how specifici di alcune aree geografiche.

Per quanto concerne i vantaggi della delocalizzazione, l’indagine ha evidenziato come alcune performance dei plant situati all’estero possano essere migliorate qualora rappresentanti della Produzione e della logistica siano coinvolti nel processo di sviluppo del nuovo prodotto.

Secondo le aziende intervistate, il coinvolgimento della logistica può produrre significativi miglioramenti, per ordine di importanza, nelle prestazioni qualitative del prodotto, nel costo di produzione e nel costo complessivo del prodotto.

Infine, per le imprese che operano su scala internazionale e dotate di una molteplicità di siti produttivi, è emerso come sia rilevante il ruolo dell’operatore logistico al di là del mero trasporto di merci.

Ad esso si richiede soprattutto di supportare l’azienda nell’attività di pianificazione delle spedizioni (valutazione media 3,4 del grado di rilevanza, in scala 1-5).
Significative, inoltre, sono le valutazioni che riguardano il ruolo del logistic provider nella gestione dei flussi informativi e nella gestione delle scorte, il cui valore medio (3,1) è sostanzialmente allineato al grado di importanza mediamente attribuito al ruolo di tale operatore nel trasporto merci in entrata e in uscita (rispettivamente 3,1 e 3,2).

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