Trasporti nazionali e internazionali

Presente e futuro delle spedizioni internazionali: il pensiero di Enrico Francesco Crasta

19 ottobre 2021
Il mondo della logistica è profondamente cambiato negli ultimi anni.
L’avanzata della tecnologia, le nuove esigenze del mercato e gli effetti della pandemia sui traffici globali hanno profondamente segnato il settore della logistica e dei trasporti internazionali portando a un profondo ripensamento dell’intero settore.

Per saperne di più, Paolo Azzali, responsabile editoriale di Logisticamente.it, ha intervistato Enrico Francesco Crasta (in foto) di Crasta & C. Srl e Mattia Magugliani, Amministratore Delegato di We Are HeadHunter.

Di cosa si occupa Crasta & C. Srl e quando è nata?


La storia di Crasta & C. Srl inizia nei primi anni ’50 ad opera di Corrado Crasta, mio padre, che fin da subito ha sviluppato quelle che poi sarebbero diventate le aree di azione principali dell’azienda:
  • Spedizioni internazionali;
  • Assistenza doganale e consulenza fiscale in ambito accise.

Per quanto riguarda il servizio di assistenza doganale e consulenza fiscale in ambito accise per molte realtà siamo oggi il punto di riferimento nel settore, questo perché negli anni siamo riusciti a sintetizzare due normative, quella doganale da una parte e quella delle accise dall’altra che tra loro comunicano poco.
Anche grazie a questo punto vantiamo trai nostri clienti alcuni tra i principali players del settore petrolifero nazionale ed internazionale.

Nel corso degli anni l’azienda è cresciuta e, con l'ingresso in azienda mio e di mio fratello Walter, ha allargato i suoi orizzonti strutturando una rete di corrispondenti in tutto il mondo e acquisendo clienti anche in altri settori, oltre che a quello petrolifero.

In Crasta & C. Srl ci avvaliamo di una rete di oltre 9.000 corrispondenti presenti in 193 Paesi nel mondo, arrivando a coprire 850 città e porti, questo per garantire ai nostri partener un’assistenza puntuale e attenta in ogni parte del globo.

In quali settore operate? Il Covid-19 quale impatto ha avuto?


Il 90% del nostro fatturato si genera dal settore dei petroli e delle accise, settore in cui il Covid-19 ha avuto un impatto relativo rispetto ad altri, eppure, prestando assistenza doganale alle operazioni di rifornimento degli aeromobili in 28 aeroporti in Italia, durante il lockdown abbiamo assistito al fermo pressoché totale dei voli con gravi conseguenze per alcuni vettori aerei.

In questo periodo di emergenza il nostro servizio di assistenza è stato particolarmente apprezzato dai nostri clienti, realtà che si erano rivolte alla concorrenza per un mero risparmio economico hanno deciso di ritornare con noi dato il grande valore aggiunto che offriamo con un’assistenza tailor made, pensata sulle esigenze del cliente in modo da rendere il suo lavoro più semplice.

Proprio per questo motivo abbiamo deciso ampliare il personale e con il supporto di We Are HeadHunter stiamo cercando figure preparate che condividano il nostro modo di lavorare fatto di attenzioni verso le necessità del cliente.

Per dare questo tipo di servizio, molto particolare e accurato, come siete organizzati?


Non c’è nessuna formula magica, semplicemente c’è tanta dedizione.
Noi siamo un’azienda a carattere familiare, ed in quanto tale abbiamo sempre cercato di infondere nella nostra organizzazione valori quali tolleranza, responsabilità e rispetto, elementi che, insieme al grande impegno profuso ed all’aggiornamento costante, i nostri clienti hanno dimostrato di apprezzare preferendoci alla concorrenza.

Nel tempo abbiamo formato dei collaboratori i quali hanno condiviso questo nostro approccio e adesso uno dei mandati che abbiamo dato a We are HeadHunter è proprio quello di trovare qualcuno che condividesse almeno in parte i nostri valori e che potesse abbracciare questo tipo di lavoro.

Che tipo di figura stata cercando per potenziare il vostro organico?


Stiamo cercando una persona di talento da inserire nel nostro reparto commerciale che sia in grado di occuparsi anche di customer service e del rapporto con il cliente.
Una figura che, una volta in contatto con un cliente, sia in grado di seguire materialmente le prime pratiche, prima di affidarlo a uno dei collaboratori.

Magugliani, come li state aiutando in questa ricerca?


Il nostro focus in questo momento è la ricerca di personale qualificato che possa supportarli nei servizi a valore aggiunto per le dogane e le accise.

Loro come azienda hanno un grandissimo know-how, una grandissima credibilità e conoscenza in diversi settori.
Ad esempio, nel settore dei trasporti navali hanno una lunga storia, una conoscenza puntuale e approfondita del settore e anche esperienze lavorative, questo è un ambito che potrebbe essere molto sviluppato e infatti ci stiamo confrontando per trovare dei professionisti.

Questo è un settore nel quale un’azienda come Crasta potrebbe svilupparsi molto e sulla quale è importante una collaborazione con noi per andare a individuare dei bravi professionisti che abbiano le conoscenze nel settore marittimo e che abbiano conoscenza del territorio per andare a sviluppare le vendite.

Questo discorso di cui tutti parlano, della difficoltà di approvvigionamento delle materie prime, dal Far East, ecc, ci può dire qualcosa di particolare?


Per i noli nel 2019, ormai un’era geologica fa, noi discutevamo di 1.600/1.800 dollari dal Far East, adesso siamo a 13.500-14.000 dollari.
Ma il vero problema è che a livelli di nolo così alti non si accompagnano servizi affidabili, anzi, viviamo il paradosso di dover spiegare a clienti obbligati a pagare questi noli che i loro booking sono comunque soggetti a disponibilità di equipment e spazi nave e questo non è sostenibile per un’economia che tanto dipende per materie prime e prodotti finiti dai Paesi esteri.

Non so dire se la situazione che si è creata dipenda dal fatto che le compagnie scelgano di avere navi ferme da qualche parte per diminuire stiva e aumentare così il prezzo degli spazi disponibili, o se esistano effettivamente dei cartelli, ma il dato certo è che le politiche acquisitive dei vettori marittimi hanno determinato che oggi circa il 90% della capacità di carico delle navi portacontainer sia gestito dalle prime 10 compagnie di navigazione al mondo, dato che 10 anni fa si attestava attorno al 65%.

Quali sono i vostri piani per il futuro?


Noi abbiamo un progetto a lungo termine, stiamo facendo tanti investimenti e ci aspettiamo di vederne i risultati: non risultati economici immediati, ma di posizionamento sul mercato e di visibilità dell’azienda.

In Crasta & C. Srl non ci misuriamo solo con il fatturato ma anche con altri parametri che per noi sono altrettanto importanti.
Dal punto di vista tecnologico stiamo implementando alcuni servizi di tracking per le merci che ci vengono affidate, tecnologie che permettono al cliente di ricevere aggiornamenti costanti circa lo status della sua spedizione.

Abbiamo avviato una partnership con software house che abbiamo individuato in un Paese europeo con la quale stiamo lavorando per creare una tecnologia ancora più completa che operi in tal senso.
Inoltre, nella ristrutturazione della nostra sede abbiamo fatto in modo che buona parte dei servizi siano in domotica, in questo modo i nostri collaboratori riescono ad ottimizzare il tempo dedicato ai vari device e ad essere più presenti con i clienti.

Mi aspetto una crescita graduale ma più rapida di quella avuta negli ultimi 20 anni; il mercato oggi si evolve in fretta e bisogna tenere la sua velocità!

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