Flexible Packaging lancia l’allarme: gli imballaggi flessibili continuano a risentire della carenza di materie prime e dell’aumento dei prezzi




Packaging

Imballaggi flessibili: continua la carenza delle materie prime

29 Giugno 2021

Continuano a farsi sentire gli effetti della pandemia sugli approvvigionamenti delle materie prime: FPE (Flexible Packaging Europe), l’associazione dei produttori europei di imballaggi flessibili, durante la presentazione del resoconto trimestrale Wood Mackenzie, ha sottolineato come continui a perdurare la carenza di materie prime e l’aumento dei prezzi.

Nel dettaglio il prezzo del polietilene è aumentato del 130%, quello del film BOPP del 70%, mentre i fogli di alluminio del 18%.
Una situazione vissuta con preoccupazione dagli associati della FPE che hanno espresso in un recente incontro associativo preoccupazione sulla disponibilità delle materie prime.

In tal senso Rob Gilfillan, Head of Applications di Wood Mackenzie, ha dichiarato che la situazione attuale è molto precaria e che un qualsiasi contrattempo esterno, come una nuova interruzione della Supply Chain legata agli approvvigionamenti, potrebbe far rapidamente precipitare la situazione.

Guido Aufdemkamp, direttore esecutivo di FPE, ha sottolineato come, nonostante l’impegno delle aziende del settore per servire i loro clienti, nel prossimo futuro potrebbero ulteriormente allungarsi i tempi di consegna e anche i costi, con notevoli ripercussioni sui consumatori finali.

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