Credito d’imposta
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Credito d’imposta o super ammortamento e iper-ammortamento, cosa scegliere e perché?

22 settembre 2020
Prima di addentrarci in questa guida è importante avere bene a mente che tutte le imprese possono continuare ad usare il vecchio sistema senza incorrere in nessun problema.
Le aziende possono infatti scegliere se utilizzare lo strumento del credito d’imposta o continuare ad usare il vecchio meccanismo dell’iper e super ammortamento.
Ma cosa scegliere?

Innanzitutto, è necessario tener presente che tutte le agevolazioni presenti all’interno del piano "Transizione 4.0" sono volte a favorire le attività di remanufacturing e gli investimenti green, un piano davvero interessante per molte imprese prima escluse da questo tipo di agevolazioni.
Grazie a "Transizione 4.0" la platea di aziende che ne possono usufruire è aumentata.

Bisogna aver chiaro che il Transizione 4.0 ha sboccato un finanziamento pari a sette miliardi per favorire gli investimenti delle imprese su digitalizzazione, investimenti green, R&S (ricerca e sviluppo) e formazione 4.0 oltre a attività di de-assemblaggio e re-manufacturing.

La novità più interessante è che il credito di imposta su innovazione e R&S (ricerca e sviluppo) potrebbe diventare strutturale, o comunque almeno triennale.
Un punto davvero importante che permette alle aziende di pianificare con più serenità gli investimenti senza il timore che gli incentivi subiscano modifiche dopo un anno.

Ecco nel dettaglio il piano Transizione 4.0, ovvero gli articoli da 1 a 6 della legge di bilancio 2020, 160/2019:
  • Articolo 2 – si chiarisce quali sono le attività di R&S (ricerca e sviluppo) incentivabili con il credito d’imposta al 12% delle spese nel limite massimo di tre milioni di euro;

  • Articolo 3 – viene spiegato quali sono le azioni di innovazione tecnologica per cui spetta il credito d’imposta al 6% per spese fino a un massimo di 1,5 milioni di euro;

  • Articolo 4 – viene chiarito cosa si configura come design e ideazione estetica per ottenere il credito d’imposta al 6% (con il limite massimo di 1,5 milioni di euro);

  • Articolo 5 – vengono esposti gli obiettivi di transizione ecologica e digitale (parte dell’innovazione tecnologia) per cui il credito di imposta sale dal 6% al 10%;

  • Articolo 6 – vengono elencate le spese ammissibili e la documentazione necessaria per beneficiare del credito di imposta.

Credito d’imposta o sistema di superammortamento o iperammortamento?


Il credito d’imposta presenta diversi vantaggi.
Il primo è quello di essere fruibile da un numero maggiore di imprese essendo stato ideato come uno strumento utilizzabile in compensazione per il versamento di debiti tributari.
In questo senso questo strumento può essere utilizzato da azienda che presentano bilanci in perdita, come ad esempio le start-up.
Questo tipo di imprese infatti presentano un modello di business caratterizzato da un largo utilizzo di cassa prima di arrivare a break-even.

Qui entra in gioco il secondo vantaggio, in business caratterizzati dal tipo di modello appena descritto, il credito d’imposta permette di utilizzare il credito d’imposta per avere un immediato vantaggio in termini di cassa, un modo per sostenere i nuovi investimenti. 

Il credito d’imposta inoltre ha tempi di fruizione più rapidi essendo utilizzabile imposta già dall’anno successivo a quello in cui viene effettuato l’investimento e per i quattro successivi (o due per i beni immateriali).

Un altro elemento a favore del credito d’imposta è la capacità di semplificare alcune procedure. Con questo strumento vengono aboliti i vincoli tra investimenti in beni materiali e immateriali, questo si traduce nel non dover più, come fino al 2019, che la società avesse effettuato investimenti iperammortizzabili per accedere ai benefici sul software.

Per le aziende che chiudono i bilanci in utile ricorrere al vecchio superammortamento o iperammortamento è una scelta ottimale dato che questo tipo di sistema consente una deduzione extra contabile dalla base imponibile.

Quale futuro per questo tipo di incentivi?


Con il piano Transizione 4.0 gli incentivi sembrano essere pensati come qualcosa di durevole nel tempo, un nuovo approccio che tiene conto anche delle tempistiche degli investimenti delle aziende, che guardano sempre sul lungo periodo.

Una nuova visione delle politiche degli incentivi che potrebbe supportare le imprese nella programmazione degli investimenti eliminando le incertezze circa la possibile proroga degli incentivi nei successivi periodi di imposta.

Un cambiamento radicale che potrebbe anche attrarre in Italia investitori stranieri. Il primo passo è stato fatto, anche se il sistema si presenta più complesso che mai.

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