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Outsourcing

Tamponi e indagini nei centri logistici: intervengono Cgil, Cils e Uil

30 luglio 2020
Con l’emergenza sanitaria dovuta alla pandemia Coronavirus, le misure di sicurezza all’interno delle aziende sono aumentate sempre di più.
Eppure il distanziamento sociale, l’obbligo della mascherina negli ambienti chiusi, la giusta prevenzione e le norme applicate del Governo, non sono bastate a fermare l’ondata di contagi tra gli operatori logistici.

Negli ultimi mesi sono aumentati i casi di contagi tra i lavoratori di diverse aziende del settore logistica e trasporti.
Anche i lavoratori che operano nelle attività di magazzino e smistamento pacchi non sono stati risparmiati.
Dopo i casi affermati da Bartolini e Tnt, negli ultimi giorni i sindacati di base hanno denunciato un caso di Covid alla Mmp dell'Interporto, confermato poi dall'azienda.

È per questo motivo che è stato introdotto l’obbligo di effettuare i tamponi per fermare i focolai e trasferire i positivi in strutture specializzate in modo tale da limitare eventuali rischi e tutelare tutti gli operatori.

I sindacati confederali, Cgil, Cils e Uil, hanno infatti appoggiato le misure di prevenzione e hanno chiesto di intervenire in tutti quei settori che presentano condizioni di lavoro non ottimali. Garantire la sicurezza sia dal punto di vista lavorativo che da quello sociale è essenziale.
Dunque indagare e approfondire sulle condizioni di vita dei lavoratori è importante, hanno dichiarato alcuni confederali.

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