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Logistica 4.0: il futuro è nell’automazione dei trasporti e dei magazzini

21 aprile 2020
La logistica è un settore in continua crescita. Lo studio dell’Osservatorio Contract Logistics “Gino Marchet” del Politecnico di Milano ha rilevato come nel 2019 in Italia, per il quinto anno di fila, il fatturato della logistica conto terzi (contact logistics) sia aumentato dello 0,7%, raggiungendo la cifra di ottantaquattro miliardi di euro di valore.

La ricerca ha anche dimostrato che questa crescita si deve soprattutto ai grandi operatori logistici, nel solo periodo 2016-2017 l’incremento è stato del 6,3%.

Un altro elemento di crescita è costituito dalla logistica in outsourcing che vale quasi quarantotto miliardi di euro, segnando un + 2,2 miliardi rispetto al 2016. L’outsourcing è uno dei settori che è cresciuto maggiormente segnando un +12,9% rispetto a dieci anni fa e rappresentando quasi il 42% di tutte le attività del settore logistico.

Questo trend di crescita non si arresterà, anzi continuerà la sua ascesa e renderà la competizione nel settore logistico ancora più intensa. Come evidenzia Marco Melacini, Responsabile scientifico dell’Osservatorio Contract Logistics “Gino Marchet” del Politecnico di Milano, riusciranno a cogliere tutte le opportunità della crescita di quelle aziende che sapranno dimostrare di saper gestire al meglio non solo i flussi fisici delle merci ma anche tutti i flussi informativi legati alla supply chain logistica.

Per una logistica 4.0 bisogna puntare su nuovi modelli organizzativi


Anche nella logistica si stanno sperimentando sempre più, sia per quanto riguarda i flussi di magazzino sia per quanto riguarda i trasporti, soluzioni tecnologiche. Si stanno testando soluzioni High-tech pensate per automatizzare singole aree aziendali come l’automazione dei sistemi di stoccaggio, movimentazione e trasporto.

Un altro ambito della logistica che si sta evolvendo verso soluzioni digitali è quello legato al mondo delle informazioni. I dati, che una volta erano immagazzinati in sistemi analogici come archivi fisici, ora vengono raccolti in sistemi tecnologici come i cloud.

Gestire i dati con soluzioni tecnologiche permette non solo di immagazzinare più dati ma di averli sempre disponibili, così da prendere decisioni basate su evidenze.

Avere la possibilità di analizzare costantemente i dati ha permesso alle aziende logistiche di ottimizzare i processi decisionali migliorando così la gestione delle diverse aree aziendali (la gestione dei magazzini, la gestione delle flotte e la tracciabilità delle consegne).

Quelli appena descritti sono i primi passi verso la logistica 4.0, la vera rivoluzione avverrà solo quando si attuerà un cambiamento anche dei modelli organizzativi aziendali, questo porterà a una nuova concezione del lavoro logistico.

Per far sì che ciò accada bisogna investire non solo negli strumenti tecnologici ma anche nelle funzioni IT interne alle aziende. Il reparto IT avrà sempre più un ruolo centrale per il successo di un’azienda.

Questo è anche dimostrato dalla ricerca del Polimi secondo cui nel 20% delle aziende che operano nel settore logistico il budget relativo al settore IT è pari al 10% del fatturato, una cifra in costante crescita. Se paragonati a cinque anni fa gli investimenti delle aziende logistiche nelle risorse IT sono aumentati del 32%, pari a una crescita media del 42%.

Le competenze tecnologiche a supporto della logistica 4.0


Le tecnologie da sole non riescono a innovare davvero il settore anche perché sono in continua evoluzione, per questo motivo è importante puntare sulle competenze presenti in azienda. Avere le ultime tecnologie ma non essere in grado di sfruttarne appieno le potenzialità è un grosso limite che non solo fa sprecare risorse economiche ma mette a rischio la crescita della propria azienda.

Nel settore logistico diventeranno sempre più importanti le tecnologie come l’Intelligenza artificiale (IA), l’automazione e i Big Data, strumenti che richiedono un alto livello di competenze per essere sfruttati al massimo.

Dallo studio del Polimi sono emerse quali saranno le figure davvero importanti per le aziende logistiche 4.0. Molto spesso si tratta di posizioni mai esistite, da introdurre in vista dell’utilizzo di nuovi strumenti tecnologici. Si parla di ruoli come l’AI Specialist, l’Informatico logistico, i Big Data Analyst, l’Innovation manager, i Digital Transformation Manager e l’Informatico dell’automazione.

Sono figure nuove ma in rapida ascesa dotate di competenze trasversali e in grado di guidare i processi di cambiamento dell’azienda. Figure come quelle sopra descritte possono fare la differenza in un settore competitivo come quello logistico.

Finora la figura più presente, tra quelle nuove, è quella dell’informatico logistico, presente nell’86% delle aziende logistiche. Dati alla mano, il 72% delle aziende analizzate dal Polimi ha ammesso di voler ampliare l’organico inserendo queste nuove figure.

La trasformazione non passa solo attraverso le nuove figure ma anche attraverso la formazione continua di quelle già presenti. I ruoli che maggiormente sono coinvolti in questo processo di formazione continua sono le risorse impiegate nella gestione dei processi core e nella gestione della filiera.

Stiamo parlando di figure come il site manager, l’ingegnere logistico, il planner dei trasporti ma anche il gestore fornitore di rete e il direttore HR, ruoli già presenti in azienda ma che si trovano a dovere modificare il loro modo di operare per andare incontro alla digital transformation della supply chain logistica.

A queste figure è richiesto di implementare la loro capacità di innovazione attraverso il sapiente utilizzo dei dati in possesso.

Come cambieranno gli immobili nella logistica 4.0?


L’osservatorio Contract Logistics ha rilevato come anche gli immobili logistici sono destinati a modificarsi.

Sono cinque le nuove tendenze individuate dallo studio:
  1. l’automazione dei sistemi di movimentazione e stoccaggio;
  2. la ricerca della flessibilità del magazzino;
  3. l’impegno per rendere più sicuri gli spazi logistici;
  4. l’attenzione all’impatto ambientale;
  5. la diffusione di nuovi canali di distribuzione (primo fra tutti l’e-commerce).
La maggior parte delle aziende analizzate ha rivoluzionato i suoi magazzini puntando sull’automazione per la movimentazione, lo stoccaggio e l’allestimento degli ordini, utilizzando il personale come supporto al lavoro delle macchine.

Gli spazi del magazzino logistico nel futuro saranno rivoluzionati, saranno sempre più ampi e alti, con più porte e mezzanini.

Ultimo trend da analizzare, ma non meno importante è la volontà di riprogettare i magazzini aumentando ancora di più l’attenzione verso l’ambiente.

I nuovi magazzini punteranno a implementare l’efficienza energetica, questo non solo per ridurne l’impatto ambientale ma anche per arrivare all’autosufficienza energetica grazie all’utilizzo di strumenti per la produzione di energia rinnovabile.

L’autoproduzione di energia non solo ridurrebbe l’impatto ambientale ma farebbe diminuire i costi e potrebbe risultare un’entrata nel caso di produzione, e vendita, di energia extra.
Il futuro della logistica è già qui, non resta che accompagnarlo sfruttando al meglio ciò che offre.

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