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Quale futuro per la logistica?

Andrea Gentile di Assologistica fa il punto sul settore "è importante – dice - che la logistica vada a braccetto con la produzione"




Trasporti Nazionali e Internazionali

Quale futuro per la logistica?

19 Ottobre 2017

Dalle vendite ex work all’eccessiva quota di trasporto su gomma rispetto alla ferrovia in Italia nel trasporto delle merci fino alle quote di mercato da riconquistare nei confronti degli scali del Nord Europa: questi i temi affrontati da Assologistica e dal presidente Andrea Gentile alla recente conferenza stampa per i 70 anni dell’Associaizone.

Subito dopo avere ricordato quanto strategica sia la logistica per il nostro Paese, che vive di approvvigionamenti delle materie prime per poi trasformarle ed esportarle (2a in Europa al riguardo, subito dopo la Germania), Gentile ha sottolineato come nel Mediterraneo, dove lo Stivale è collocato, passano i maggiori traffici merci provenienti soprattutto da Asia e Mar Nero e quasi l’80% di tali traffici è rappresentato da merci alla rinfusa che poi proseguono verso i porti del nord Europa.

“Le potenzialità sono, quindi, enormi – ha continuato Gentile – Peccato che ci troviamo, però, in presenza di politici e clienti industriali con un certo deficit culturale in tema di logistica.
Un esempio? In Olanda tutto quanto accade intorno e dentro al porto di Rotterdam rappresenta il 15% del Pil nazionale e tutto quanto è a servizio di Rotterdam è percepito positivamente sia dal mondo politico che da quello produttivo.

In Italia una simile percezione non c’è: facciamo esattamente il contrario, rendendoci la vita difficile”.

Dopo anni di lentezze e indecisioni anche il mondo politico italiano pare, però, avere invertito la rotta, effettuando un salto di qualità, soprattutto mediante alcune riforme, a partire da quella della portualità.

“La riduzione e il superamento delle Autorità portuali e la costituzione delle Autorità di Sistema Portuale (Adsp) non rappresenta solo un cambiamento di tipo nominale e non siamo in presenza unicamente di una semplificazione ammnistrativa – ha detto Gentile – Le Adsp sono tenute a dar vita a un’integrazione con il sistema logistico, ovvero devono dialogare con le ferrovie, gli interporti, i centri logistici e così via, evitando di comportarsi come cattedrali nel deserto”.





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