Servizi e accessori per il trasporto

Navi senza pilota: il progetto innovativo della Rolls-Royce

17 agosto 2017

In breve
Dopo i droni commerciali e le auto senza pilota, arrivano le navi cargo senza pilota.
Connettendo una serie di dispositivi della nave a Internet per ottenere dati come le condizioni meteo e altre informazioni, si punta a far muovere le navi cargo lungo le rotte più brevi, più efficienti e anche più sicure.
Inoltre, le navi ‘intelligenti’ individuerebbero malfunzionamenti e altri problemi, in modo da evitare incidenti.

Premessa
Tra i primi a parlare di navi intelligenti è stata la Rolls­Royce, che nel giugno 2016 aveva annunciato di essere impegnata in un progetto per navi senza pilota.
Per Oskar Levander, vice presidente dell’Innovazione marina, “sta succedendo, non è questione di se, ma di quando. Le tecnologie necessarie perché navi autonome diventino realtà esistono”.
Un cargo controllato da remoto vedrà la luce già “entro la fine del decennio”, aveva assicurato, mentre per una nave senza pilota bisognerà attendere il 2035.

È recente la notizia che il rimorchiatore Svitzer Hermod, 28 metri, ha fatto manovra nel porto di Copenaghen, effettuando una rotazione di 360 gradi per arrivare fino all’attracco e ha ormeggiato.
E ha svolto tutto senza equipaggio.
Il comandante lo ha guidato da terra, dalla sala di controllo in banchina.

“Credo che sia stato un momento storico per l’industria marittima ­ ha sottolineato Mikael Makinen, presidente della divisione Marine di Rolls Royce ­ Da un paio d’anni stiamo dicendo che le prime navi a controllo remoto sarebbero entrate in servizio entro fine decennio, ma grazie alla combinazione tra la conoscenza operativa di Svitzer e la nostra capacità tecnologica questa visione diventerà realtà prima”.

Rolls­Royce capofila dei progetti
Il progetto per le navi autonome a controllo remoto AAWA (Advanced Autonomous Waterborne Applications), di cui Rolls­Royce è capofila, sta testando una serie di sensori in una gamma di condizioni operative e climatiche in Finlandia e ha creato un sistema simulato di controllo autonomo per analizzare il comportamento dell’intera rete di comunicazione con l’obiettivo, appunto, di far diventare le navi senza equipaggio realtà in tempi brevi.

Anche il Vecchio Continente non resta a guardare.
La Norvegia nel 2015 ha ‘battezzato’ Ampère, il primo traghetto elettrico al 100%, che fa la spola tra le città di Lavik e Oppedal 34 volte al giorno ad una velocità di 10 nodi, con 360 passeggeri e 120 veicoli a bordo.
E sempre un’azienda norvegese, la Yara International, ha lanciato insieme al Gruppo industriale Kongsberg un progetto per realizzare un cargo elettrico autonomo che trasporti fertilizzanti tra tre porti nel sud del Paese scandinavo.
Inizialmente gestita da un equipaggio, la nave sarà operativa da remoto nel 2019 per arrivare alla completa indipendenza l’anno successivo.


Senza equipaggio uguale risparmio
L’equipaggio dalle sedi a terra utilizzerà smart screen grandi come pareti, monitor touch screen, sistemi di diagnostica basati su predictive analytics a comando vocale, ologrammi, e droni di sorveglianza e di manutenzione a bordo.
Un piccolo gruppo di operatori altamente specializzati, da 7 a 14 persone, potrà gestire da un centro di controllo a terra intere flotte, controllando tutte le attività a bordo e intorno a ciascun cargo in navigazione.

La nave senza equipaggio non esclude assolutamente la necessità di una supervisione umana, e i nuovi ruoli, competenze e strumenti che saranno necessari a queste figure di specialisti di “ship shore remote control” sono al centro di un progetto di ricerca che Rolls­Royce sta portando avanti con VTT Technical Research Centre of Finland, e con il TAUCHI (Tampere Unit for Computer Human Interaction) dell’Università di Tampere, sempre in Finlandia.

Questi studi si basano anche sulle lezioni di altri settori in cui le attività da remoto sono già normali, come aerospazio, energia e difesa, e fanno parte dello sviluppo di un nuovo concetto di “esperienza dell’operatore” nei trasporti e nelle consegne, chiamato “oX”, che Rolls­Royce ha presentato nel 2014 sfruttando anche analoghi studi sulle attività degli operatori delle piattaforme logistiche e dei rimorchiatori in mare.
Uno degli obiettivi principali - spiega Rolls­Royce - è mettere a disposizione dell’equipaggio a terra i migliori strumenti per avere una visione realistica di ciò che sta accadendo a bordo.


Pro e contro dell’automatismo
I detrattori dell’implemento dell’automatismo totale insistono sulla necessità di personale a bordo per risolvere le avarie e le malfunzioni.

Inoltre, la notizia di navi senza equipaggio è stata già bocciata dai sindacati dei marittimi che la vedono come una minaccia all’occupazione e sostengono che nessuna nave manovrata da robot potrà essere sicura come una con un equipaggio umano.
La novità rappresenta una sfida anche per le assicurazioni, che dovranno valutare l’affidabilità delle navi robot prima di stipulare polizze sul carico.

Tra i vantaggi certi, l’assenza di rischi di arrembaggi di pirati, come avviene nelle acque del Mare Arabico, anche se dovranno dimostrare di essere a prova di hacker.

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