Nel settore della logistica e trasporti, anche gli autisti di autobus e Tir potranno infatti usufruire del cosiddetto Ape (Anticipo pensionistico)




Trasporti Nazionali e Internazionali

Logistica e trasporti: autisti, un lavoro usurante che va in pensione anticipata

24 Ottobre 2016

Si allarga la platea dei lavori usuranti che potranno beneficiare dei vantaggi legati alla riforma delle pensioni senza pagare penali.
Nel campo della logistica e trasporti, anche gli autisti di autobus e Tir potranno infatti usufruire del cosiddetto Ape (Anticipo pensionistico), ovvero la possibilità che scatterà dal 2017 di anticipare l’uscita dal mercato del lavoro in attesa della pensione.

Dal punto di vista dell’anticipo, si prevede l’introduzione di un requisito anagrafico ridotto da uno a dieci anni, in misura proporzionale al tipo e al periodo di attività usurante svolto.

In via sperimentale si parte con i nati tra il 1951 ed il 1953 (nel 2018 poi si passerà alla fascia 1952-1955) che potranno andare in pensione una volta compiuti i 63 anni e con 20 anni di contributi.
In particolare è previsto che venga assegnato un punteggio, dato dal prodotto tra gli anni di lavoro e il coefficiente usurante associato alla mansione svolta, come valutato e quantificato da apposita Commissione tecnico-scientifica.

Non solo. Per chi ha svolto attività usuranti, si ipotizza una maggiorazione dei livelli del trattamento pensionistico in misura proporzionale alla tipologia e al periodo di attività lavorativa svolto.
A dare notizia delle novità legate al settore autotrasporto, è stato lo stesso ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Giuliano Poletti.

A questo proposito è intervenuto anche il Segretario generale nazionale Uiltrasporti, Claudio Tarlazzi, commentando come: “Il settore dei trasporti è ad alta concentrazione di lavori usuranti, svolti in h24 in qualsiasi condizione meteo e con mansioni particolarmente impegnative, per assicurare l’efficienza e la sicurezza del trasporto di merci e persone tutti i giorni dell’anno, è solo l’inizio, è necessario proseguire dandosi obiettivi oggettivi di salvaguardia della salute psicofisica dei lavoratori alla quiescenza”.

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