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La strada (tortuosa) verso il nuovo magazzino

16/11/2016
L'Editoriale di Paolo Azzali
Come procede il management di un'azienda che ha deciso di rinnovare completamente il magazzino dotandolo di tutta la tecnologia necessaria?
A chi si rivolge?
Da chi si fa aiutare?

Se la decisione relativa al fare o non fare un nuovo magazzino è già stata presa (magari con l’aiuto di un consulente), è probabile che anche buona parte delle specifiche funzionali del nuovo magazzino siano state decise: capacità di stoccaggio, numero di ordini da evadere, tipologie di materiali da gestire, ecc.

A questo punto in genere le aziende fanno una delle due cose seguenti:
  1. Decidono di servirsi di un consulente per farsi realizzare un progetto col quale poi valutare meglio soluzioni realizzabili da fornitori diversi
  2. Decidono di contattare direttamente due o tre fornitori per verificare quali progetti/soluzioni sono in grado di proporre
Se l’azienda si rivolge al consulente, costui è probabilmente (se c’era) lo stesso che aveva aiutato l’azienda a decidere se fare o non fare il nuovo magazzino.
Si parte quindi già da un'idea di massima che ora bisogna concretizzare.

In particolare, bisogna dapprima decidere sistemi, logiche di lavoro e layout (studio di fattibilità) e quindi progettare nel dettaglio la soluzione definitiva per sottoporla ad alcuni fornitori che predisporranno le loro offerte economiche di fornitura.
Qualche volta il management dell'azienda è colto dal dubbio relativo alla convenienza di aver ingaggiato e pagato un consulente per fare un'attività che molti fornitori di sistemi offrono gratuitamente.

Quando invece l'azienda si rivolge direttamente ai fornitori, prende atto che molti di essi sembrano disporre di ottimi progettisti che prestano la loro opera professionale a soli fini commerciali (gratuitamente quindi).
Se sono buoni fornitori, vantano in genere anche buone referenze che testimoniano realizzazioni di efficienti magazzini funzionanti in aziende anche molto simili all’azienda in questione.

Scegliere fra due o tre ben fatti progetti diversi è una cosa che l’azienda può fare autonomamente, ma anche in questo caso il management aziendale ha un dubbio: i progetti presentati dai fornitori selezionati saranno veri progetti o solamente offerte commerciali?
Sono obiettivamente adeguati alla situazione o invece promuovono le soluzioni alle quali il fornitore è più interessato?

A mio avviso è assolutamente fuorviante enfatizzare il problema economico relativo alla parcella del consulente: questa rappresenta infatti ben poca cosa rispetto all’investimento che sarà necessario per costruire il nuovo magazzino.
Anche l’interesse "commerciale" del fornitore credo debba essere valutato correttamente: è scontato, ma a nessun fornitore conviene vendere un magazzino che si rivelerà inadeguato e quindi diverrà un famoso (il mondo della logistica è molto piccolo) ed eclatante fallimento.

Le questioni vere sono altre.
Il consulente è in grado di lavorare veramente bene considerando le migliori soluzioni tecniche possibili?
I fornitori sono effettivamente in grado di progettare il magazzino o le loro proposte sono comunque troppo solo figlie delle loro conoscenze specifiche? Tutte e due le strade presentano quindi qualche curva.

Il consulente è più neutrale e può portare esperienze diversificate ma potrebbe non essere perfettamente informato su specifiche nuove soluzioni; il fornitore è più specializzato ma il suo orizzonte ed il suo business potrebbero limitarne inevitabilmente le alternative.

Cosa deve fare allora un'azienda che vuole un nuovo magazzino?
Credo che il momento di maggior conflitto fra fornitore e consulente (non sempre si manifesta per fortuna) sia il progetto di dettaglio del magazzino.
Questo momento va assolutamente trasformato in un momento di collaborazione!
Infatti questo progetto (ovviamente molto dettagliato) che viene preparato dal consulente per consentire all'azienda committente di individuare e confrontare fornitori alternativi, viene utilizzato erroneamente come un capitolato di gara.

Le offerte proposte dai fornitori, in questo modo, possono differenziarsi solo economicamente e quindi possono essere esclusi fornitori più innovativi e creativi.
Il progetto di dettaglio deve essere invece un progetto a due mani (tre se aggiungiamo quella dell'azienda committente) per cogliere il meglio da tutti.

Se la vogliamo meno tortuosa la strada verso il nuovo magazzino deve prevedere l'affidamento del progetto di massima (studio di fattibilità) al consulente e la progettazione di dettaglio sviluppata congiuntamente da consulente e fornitore di sistemi.
Quale fornitore?
Quello scelto dall'azienda committente sulla base, soprattutto, dell'affidabilità e della specializzazione.
Buon magazzino a tutti!

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