Outsourcing

Borsino Immobiliare World Capital: i dati del primo semestre 2015.

21 ottobre 2015
In breve
Secondo il rapporto elaborato per il primo semestre, aumenta la domanda al Nord e torna l’interesse di investitori specializzati nella costruzione di complessi logistici anche in assenza di conduttori.
Premessa
Per quanto riguarda il settore logistico italiano, il Paese è nuovamente tra le piazze più appetibili a livello europeo, per posizione geografica particolarmente strategica, prezzi più contenuti rispetto alla media europea e rendimenti assai interessanti che superano nei valori massimi l’8%.
Si assiste nel primo semestre 2015 a un generale stabilizzazione del mercato, con un aumento di domanda specialmente al Nord, in particolare per Milano e Bologna, e a Roma.

Ritorna l’interesse di investitori specializzati in zone ‘prime’ a costruire complessi logistici anche in assenza di conduttori, e ciò conferma una buona fiducia nel settore, e si osservano altresì fusioni tra gruppi appartenenti ai comparti logistici e trasporti, segnale di un settore in ripresa.


L’export il tema della 19^ edizione del Borsino
Tema della 19^ edizione del Borsino è la logistica per l’Export, settore molto importante per l’economia del nostro Paese - che lo rende competitivo a livello internazionale e ne dimostra la capacità di adeguarsi ai numerosi cambiamenti del mercato - e che, quindi, necessita di essere supportato da una solida struttura normativo-infrastrutturale.

Le modalità attraverso cui questo settore può essere promosso sono una burocrazia di riferimento funzionale e la valorizzazione e il rinnovamento delle strutture logistiche alle quali l’export si appoggia.
Si è deciso di approfondire questo argomento poiché le pratiche logistiche legate alle esportazioni richiedono uno specifico approccio strategico.

Inoltre il Borsino si propone, come sempre, di fornire un quadro dettagliato dell’andamento del mercato immobiliare logistico; vengono analizzati i mutamenti riguardo la domanda e l’offerta, e i cambiamenti dei valori di locazione e di vendita degli immobili esistenti e di nuova costruzione.


I valori tra Nord e Sud
Il Nord Italia si conferma il locomotore della ripresa del mercato immobiliare logistico nazionale.
La panoramica aggiornata sull’andamento di questo comparto è offerta come sempre dal nuovo Borsino Immobiliare della Logistica elaborato da World Capital sui valori del primo semestre 2015 (in rapporto allo stesso periodo del 2014).

Per quanto riguarda la vendita di immobili usati, il calo percentuale più accentuato è stato registrato sui valori massimi a Caserta (-6,9%), a Padova (-6,7%), a Genova (-6,3%) e a Milano (-6,2%), mentre in valore assoluto Trento, Livorno e Prato rimangono le più care con valori per metro quadro che arrivano a 700 euro.
In media, i prezzi massimi sono scesi del 2,9% al Nord, del 4,3% al Centro, del 3,2% al Sud e del 2,9% nelle Isole.

I valori minori invece si trovano a Rovigo in Nord Italia (390 euro/mq), a Pescara e Roma al Centro (400 euro/mq), a Bari e a Catania al Sud (400 euro/mq).
In media -2,6% in Settentrione, stabile al Centro e -5% in Meridione.

Volgendo invece lo sguardo agli immobili di nuova costruzione si registra un -7,1% sui valori massimi a Milano e nella provincia di Rimini, mentre Rivalta Scrivia è l’unica località in ripresa (+5,4%).
Le aree più care rimangono comunque Trento (860 euro/mq) e Milano (850 euro/mq) al Nord, Firenze (860 euro/mq) al Centro e Nola (770 euro/mq) al Sud.
In media -5,8% al Nord sui valori massimo e -4% sui minimi, rispettivamente -4,7 e -1,8% al Centro, -3,9 e -45 alSude-5,3e-3,8%inSicilia e Sardegna.

Discorso diverso, invece, per i canoni di locazione che, soprattutto sull’usato (ma anche in alcune zone nel nuovo) fanno registrare valori al metro quadro in crescita.
È il caso (guardando sempre ai valori massimi) di Novara e Piacenza (+5,4%), Bari (+5,3%) e Gioia Tauro (+5%).
Le flessioni più evidenti si sono viste invece Udine e a Nola (-5,6%).

Parlando di canoni d’affitto nei magazzini di nuova costruzione, Bari fa segnare il progresso maggiore (+4,8%) e Palermo il regresso più accentuato (-7,1%) sui valori massimi di mercato.
La città più cara si conferma Genova con 60 euro/mq, seguita da Firenze (56 euro/ mq) al Centro Italia e al Sud il primato spetta a Nola e Caserta (rispettivamente 46 e 45 euro/mq).
Sulle isole, Cagliari e Olbia guidano la classifica con 49 e 48 euro/mq.

Le più a buon prezzo sono Piacenza al Settentrione (33 euro/mq), Pescara al Centro (34 euro/ mq), Bari al Sud (33 euro/ mq) e Palermo nelle isole (35 euro/mq).

Concludendo, possiamo parlare di un semestre molto positivo che vede tutte le location ‘prime’ crescere, o restare stabili, nei propri valori massimi e minimi dei rendimenti.


Quadrante Europa: il focus sull’Interporto di Verona
Come spiega nel focus Matteo Gasparato, Presidente Interporto Quadrante Europa, “i dati del 2014 mostrano valori record con 28 milioni di tonnellate di merce movimentata, di cui circa 7,5 milioni via ferrovia, che hanno prodotto il numero record di 14.609 treni all’anno da e per il Quadrante Europa.
'Interporto veronese può, a ragione, essere considerato come un'unica infrastruttura logistica a supporto della produzione che riunisce le principali categorie di operatori: gli operatori logistici, spedizionieri internazionali, spedizionieri doganali, autotrasportatori, corrieri”.

E sugli sviluppi futuri il presidente spiega: “Abbiamo di fronte una nuova e importantissima sfida per il presente ma soprattutto per il futuro: il nostro interporto vuole essere partecipe e protagonista anche con la quarta modalità.
Se riusciremo, come crediamo, a fornire servizi significativi come ‘porto secco’, ovvero come interporto di smistamento verso 25 destinazioni europee, l’Adriatico/Tirreno potrebbe diventare un’ulteriore occasione di sviluppo, di crescita economica e di creazione di posti di lavoro”.


Restart: l’Italia più internazionale
Secondo RESTART, l’ultimo Rapporto Export di SACE, per le imprese  esportatrici italiane si apre una finestra di opportunità unica e previsioni di crescita a un tasso medio annuo del 4,7% nei prossimi quattro anni.

SACE propone due vie per rafforzare la presenza delle nostre imprese sui mercati internazionali: la valorizzazione della filiera agroalimentare – uno dei settori di punta del Made in Italy, che rappresenta circa il 10% del nostro export complessivo – e l’identificazione delle geografie più promettenti per i prodotti italiani, attraverso la creazione di un nuovo indicatore, l’Export Opportunity Index, una bussola che aiuta le imprese a cogliere la domanda dei Paesi stranieri e le opportunità, in quei Paesi, per l’export italiano.

Il punteggio assegnato a ciascun Paese varia da 0 a 100 (rispettivamente opportunità nulla e massima) ed è calcolato in base al valore dei beni esportati, crescita dell’export italiano nel periodo 2011-2018, concentrazione dell’import nel Paese e attuale quota di mercato italiana.

Espandendo i mercati di riferimento e rafforzando la leva dell’internazionalizzazione, SACE stima per la filiera agroalimentare un potenziale guadagno di export aggiuntivo di 9 miliardi di euro entro il 2018: 7 miliardi di euro dal comparto agroalimentare e altri 2 miliardi di euro da quello dei macchinari, di cui l’84% macchine agricole.

SACE ha messo a punto la nuova Export Map, grazie all’utilizzo dell’Export Opportunity Index.
Il mix di geografie più appealing che ne deriva (con score superiore a 65) è un insieme diversificato di 39 mercati che già rappresentano il 73% dell’export italiano e che possono essere meglio penetrati dalle nostre imprese, presentando ottime opportunità, come è il caso di Stati Uniti (+44% nei primi tre mesi), Regno Unito (+7,2%) e Germania (dove a marzo l’export ha segnato +6%, grazie al traino dell’automotive).

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