Consulenza e formazione

Logistica urbana sostenibile tra smart e green.

05 maggio 2015
In breve
Nel corso di Transpotec-Logitec è stato presentato lo Studio sulla distribuzione delle merci in ambito urbano e sui veicoli per il trasporto integrato verde e smart, realizzato dal Polo Innovazione Automotive in collaborazione con ANFIA.
Premessa
Rivoluzionare il sistema della logistica urbana dell’ultimo miglio, con particolare attenzione alla riduzione delle emissioni nocive per l’ambiente.
Ammodernare il parco mezzi attualmente circolante.
Migliorare le tecnologie di trazione e il layout dei veicoli commerciali leggeri.

Risponde a queste esigenze lo studio “Logistica urbana sostenibile”, studio sulla distribuzione delle merci in ambito urbano e sui veicoli per il trasporto integrato verde e smart, realizzato dal polo Innovazione Automotive in collaborazione con ANFIA (Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica) e presentato nell’ambito di Transpotec - Salone della Logistica e dei Trasporti, che si è svolto dal 16 al 19 aprile a Verona.



L’ultimo miglio
Lo studio affronta il tema della logistica cosiddetta “dell'ultimo miglio” dal punto di vista delle tendenze evolutive del comparto, prendendo in esame i nuovi concetti di city logistics e, al tempo stesso, offrendo spunti di dibattito e proposte innovative riguardanti le tecnologie di trazione e le soluzioni di layout dei veicoli.
Si tratta di progetti e tecnologie finalizzate a ridurre le esternalità negative del trasporto merci, con particolare riferimento all’abbattimento delle emissioni nocive e all’incremento dell’efficienza del sistema, puntando sulle catene intermodali.

Inoltre, oltre a presentare un inquadramento normativo europeo e nazionale in materia di sistemi di trasporto e logistica urbana e un focus statistico sul settore del trasporto merci nel mondo, in Europa e in Italia, l’ultimo capitolo della pubblicazione si concentra sulle misure per il rinnovo del parco circolante italiano attualmente in vigore e sugli ulteriori interventi necessari per proseguire in questa direzione.

Lo studio è stato introdotto da Raffaele Trivilino, coordinatore del Polo Innovazione Automotive, consorzio abruzzese che mette in rete circa 70 operatori che sviluppano ricerca e innovazione nell’ambito Automotive (tra questi Fca, Honda, Denso, Bonfiglioli, ma anche Università e Centri di Ricerche).
I contenuti dell’Osservatorio sono poi stati illustrati da Marisa Saglietto – Responsabile Studi e Statistiche ANFIA, ed Enrico Pastori – Consultant TRT Trasporti e Territorio.

Infine, Elisa Boscherini (Relazioni Istituzionali – Responsabile Sede ANFIA Roma) ha presentato lo stato dell’arte di alcuni progetti di City Logistics in Italia e le misure ancora da attuare per il miglioramento dell’efficienza e della sostenibilità ambientale dei sistemi di logistica urbana.
Adeguatamente regolato, il sistema logistico e distributivo può costituire uno dei maggiori fattori di successo e di competitività per il sistema città nel suo complesso.


Il ruolo della logistica
Ad oggi, sebbene la logistica urbana rappresenti una quota relativamente ridotta del traffico urbano, essa riveste un ruolo importante nella generazione degli impatti negativi legati al trasporto, soprattutto a causa dell’inefficienza del sistema.
Infatti, nonostante la percentuale di veicoli merci rispetto al totale dei veicoli circolanti in ambito urbano non sia così elevata (10% - 12%), alcune indagini europee mostrano che la quota di emissioni nocive riconducibili al traffico merci costituisce il 20% - 30% del totale.

Ciò si spiega considerando che i veicoli merci che viaggiano nelle aree urbane sono spesso costretti a frequenti fermate e ripartenze, a numerose soste e anche a consegne non a pieno carico.
Emerge, quindi, la necessità di sviluppare un adeguato sistema di trasporto dei veicoli commerciali leggeri che, operando in condizioni di efficienza e in maniera efficace e veloce, garantisca i consumatori e soddisfi le loro esigenze.

E il nodo cruciale del sistema su cui intervenire sta proprio nel tragitto del primo e dell’ultimo miglio nelle aree urbane, carico, allo stato attuale, di esternalità negative.
A partire dai dati forniti dall’Osservatorio, e dagli obiettivi e linee guida definiti in ambito europeo per una mobilità urbana sostenibile – inclusi i finanziamenti stanziati per la ricerca e lo sviluppo di soluzioni di trasporto e logistica innovative – sono stati individuati tre ambiti differenti di possibile sperimentazione.


Gli ambiti di sperimentazione
Nuove tecnologie di trazione migliorative dal punto di vista delle emissioni inquinanti rispetto ai veicoli diesel tradizionali (veicoli ibridi, elettrici, a metano etc.).
Si prevede la necessità di incrementare la quota di veicoli elettrici (includendo anche i cosiddetti fuel-cell, sebbene ancora lontani da livelli di produzione di massa) e ibridi, anche avvalendosi delle tecnologie più avanzate e affidabili in materia di refrigerazione dei vani merci, settore, quest’ultimo, al momento caratterizzato da notevoli criticità.

In questo contesto di crescente elettrificazione dei mezzi, diventerà sempre più cruciale lo sviluppo di sistemi efficienti di ricarica e di conservazione dell’energia (ESSs in generale, batterie e accumulatori di energia).
La modularità delle opportunità di carico sembra costituire una linea di sviluppo necessaria per i veicoli destinati a servire il settore della logistica urbana nei prossimi anni.

Rendere i veicoli flessibili, e quindi maggiormente idonei ad essere inseriti in catene intermodali, è una sfida che appartiene già al presente, sia per il crescente ruolo dei flussi di merci che, percorrendo lunghe distanze, giungono in prossimità dei centri urbani col modo ferroviario, sia per il crescente utilizzo di veicoli alternativi (cargo-bike e road-train elettrici) che già in diverse realtà cittadine effettuano le consegne dell’ultimo miglio.

In un futuro neanche troppo lontano si dovrà pensare anche alla dotazione di equipaggiamenti/dispositivi aggiuntivi al fine di agevolare la tracciabilità di merci e veicoli, la limitazione delle emissioni nocive e l’incremento dei livelli di sicurezza, sia di tipo attivo che passivo.

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