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Rapporto Ups: Pain in the supply chain.

10/12/2013
In breve
L'inchiesta sul settore sanitario "Pain in the (Supply) Chain" 2013, condotta da Ups, ha interrogato i decision maker su piani futuri e strategie per la supply chain sanitaria.
Premessa
Quali sono le nuove sfide nel settore healthcare?
Come si stanno preparando i decision maker per quella che Ups definisce una "trasformazione della supply chain"? Se lo è domandato proprio Ups, nella ricerca "Pain in the Supply chain", giunta quest'anno alla sesta edizione.

La crescente complessità dei prodotti healthcare, gli oneri dell'ambito normativo e la promessa di mercati emergenti, dice il Rapporto, generano nuove sfide e nuove opportunità che stanno portando ad un cambiamento nel considerare la supply chain healthcare.

La conformità alle normative, la sicurezza dei prodotti e la gestione dei costi sono infatti le principali preoccupazioni globali, nel 2013, relative alla logistica nel settore sanitario.

Dal sondaggio condotto interpellando le aziende sulle strategie in corso e su quelle future, emerge la tendenza da parte dei dirigenti della logistica a ricercare metodi collaudati per l'ottimizzazione e soprattutto la tendenza verso le partnership.

Le aziende che hanno avuto maggiore successo, inoltre, sono quelle che, grazie a partnership di logistica e di distribuzione, vengono supportate nell'accesso a nuovi mercati, nell'ottimizzazione della supply chain, nella conformità alle normative, nella tecnologia IT, nelle operazioni di monitoraggio e intervento e nell'assicurazione di spedizione.

In questa sintesi mettiamo in luce, sia a livello globale sia in Europa occidentale, gli aspetti relativi alla normativa, alla sicurezza e ai costi di gestione.

Infine approfondiamo quali sono le strategie future per migliorare competitività ed efficienza, e le soluzioni comuni in campo tecnologico.


Conformità alle normative
La preoccupazione relativa alla corretta conformità alle normative in ambito sanitario interessa il 63% delle aziende interpellate.

Anche se in leggera diminuzione rispetto al 2012, quando si registrava un dato pari al 65%, l'aspetto normativo rimane quello più importante per la supply chain healthcare.

Per il 58% degli intervistati le prospettive legislative sono confuse, instabili o mutevoli; per il 57% il problema in merito alle normative sono le nuove complessità del mercato; infine il 52% ha individuato come problematica il costo di gestione dei requisiti in più Paesi.

Come affrontare le sfide relative alla conformità delle normative?
La risposta della maggior parte delle aziende è concentrarsi sull'adozione di nuove tecnologie, sull'estensione delle competenze normative e su partnership con esperti esterni.

In particolare, gli investimenti IT come la codifica a barre e la serializzazione sono state indicate dal 49% delle aziende a livello globale e dal 67% in Europa occidentale.

La partnership con aziende di distribuzione locali è stata indicata come strategia per affrontare con successo le sfide di conformità dal 55% delle aziende in Europa occidentale e dal 38% a livello globale.

L'incremento del personale e delle competenze in ambito normativo è stato indicato dal 52% delle aziende in Europa occidentale e dal 42% delle aziende a livello globale.

Il 41% delle aziende, sia a livello globale che in Europa occidentale, dichiara di aver assunto consulenti in materia normativa.

Infine, il 32% delle aziende a livello globale e il 33% in Europa occidentale ha indicato come strategia la partnership con grandi multinazionali di distribuzione.

Come si vede, la partnership con le aziende di distribuzione locali sembra essere preferita rispetto a quella con le grandi multinazionali.

Le normative nazionali rimangono ancora un ostacolo all'espansione globale, ma tre quarti dei dirigenti del settore stanno pianificando un'espansione proprio verso nuovi mercati globali entro i prossimi cinque anni.

Il 27% delle aziende ha segnalato come mercato di destinazione la Cina, il 21% gli Stati Uniti, il 18% il Brasile e il 13% l'India.


Protezione dei prodotti
La sicurezza del prodotto è una preoccupazione per il 53% delle aziende intervistate.
Eppure il 59% dei dirigenti logistici segnala il successo nell'affrontare i problemi relativi alla sicurezza.

La raffinatezza dei contraffattori, secondo il 48
% delle aziende, sta crescendo più rapidamente rispetto alle contromisure degli stessi operatori.

Il 71% delle aziende in Europa occidentale e il 61% a livello globale indica, infatti, come strategia di successo l'assicurazione di spedizione.
Anche la scarsa visibilità e i troppi trasferimenti nella supply chain sono un aspetto problematico, per il 40%.

Seguono la risposta inadeguata dell'autorità giudiziaria (37%), il mercato grigio o commercio parallelo (33%) e grossisti e riconfezionatori poco controllati (30%).

Le soluzioni IT e di codifica a barre secondo il 28% non hanno risolto il problema della contraffazione, eppure il 62% in Europa occidentale e il 56% a livello globale indica gli investimenti IT (codifica a barre, serializzazione e catena di custodia) proprio come migliore strategia per la sicurezza del prodotto.


Costi di gestione
Costi di spedizione (63%), costi di manodopera (51%) e rapida crescita che ha aumentato la complessità nella logistica (47%) sono state individuate come principali problematiche nella sfida di gestione dei costi.

Anche la nuova espansione del mercato, che ha causato un aumento del costo della logistica, è una problematica per il 43% delle aziende interpellate.

Seguono l'influenza sui costi determinata dalla serializzazione e dagli investimenti per il monitoraggio delle spedizioni (38%), dalle crescenti esigenze di catene del freddo e di prodotti sensibili alla temperatura (35%); infine il 31% delle aziende ritiene che i sistemi IT siano obsoleti, e che i nuovi sistemi influenzino i costi.

Come abbiamo anticipato, sia a livello globale sia in Europa occidentale, le strategie principali indicate dalle aziende ed utilizzate per gestire con successo i costi della logistica, sono: partnership di logistica e di distribuzione (64% in Europa occidentale, 56% a livello globale), investimenti IT per la codifica a barre e per la serializzazione (55% e 53%), analisi di ottimizzazione della supply chain (55% e 50%).


Strategie future e investimenti tecnologici
Il 74% delle aziende ha dichiarato di aver investito in nuove tecnologie e l'84% delle aziende intende investire in questo campo nei prossimi cinque anni.

Il 67% delle aziende ha raggiunto nuovi mercati globali e il 78% intende espandere la base dei clienti in nuovi mercati nei prossimi cinque anni.

Il 53% ha già aumentato l'uso di nuovi canali e modelli di distribuzione e il 70% la considera come strategia per i prossimi cinque anni.

Il 59% fa affidamento su un fornitore terzo di servizi logistici e lo farà anche per i prossimi cinque anni.
Il 51% delle aziende ha consolidato il numero di fornitori a livello globale e il 56% fa rientrare la strategia nelle misure adottate nei prossimi cinque anni.

Tra gli investimenti tecnologici indicati, la maggior parte riguarda ancora la gestione degli ordini, mentre ci sarà una crescita nei prossimi cinque anni per le tecnologie specifiche per la catena del freddo e il controllo della temperatura, e un aumento significativo per quanto riguarda i sistemi per gli ordini online, le tecnologie di serializzazione e le tecnologie specifiche di sicurezza per le spedizioni di alto valore o rischio.


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