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Il progetto ADB Multimodal Platform.

30/11/2013
In breve
Il progetto ADB Adriatic-Danube-Black Sea Multimodal Platform coinvolge 42 partner europei, tra cui le regioni Friuli Venezia Giulia, Veneto e Puglia, per realizzare piattaforme high-tech intermodali, rendere efficiente il passaggio dal trasporto su acqua a quello su ferro, e creare una rete di trasporti competitiva e sostenibile nel sud est Europa.
Premessa
Con una durata prevista di 30 mesi, il progetto ADB Multimodal Platform è iniziato nel 2012, con un budget totale di 5.646.970 euro, di cui quasi 4,8 milioni di euro co-finanziati dall'Ue (l'85%).

Il progetto, tra associati e partner, conta 42 partecipanti.
La Regione Friuli Venezia Giulia è la capofila del progetto, mentre le altre regioni italiane partecipanti sono il Veneto e la Puglia.

Proprio presso la sede della Regione Veneto a Bruxelles, il 13 novembre 2013 si è svolta la conferenza di medio termine sul progetto, alla quale hanno partecipato gli europarlamentari Antonio Cancian, Lorenzo Fontana e Franco Frigo, membri della Commissione TRAN del Parlamento europeo.

Una prima fase di studio sulle realtà esistenti, che comprendono Ungheria, Slovenia, Grecia, Romania, Albania, Croazia e Serbia, e sugli sviluppi del trasporto merci ha individuato come strategia per sconfiggere la crisi della grande industria la creazione di strutture logistiche che consentano un risparmio del 10% degli attuali costi di trasporto, entro il 2020.

Nella conferenza di medio termine è stata evidenziata la necessità di uno sviluppo concreto di standard di qualità comuni in tutta l'area interessata, e la creazione di un sistema multimodale che coinvolga sia le merci sia i passeggeri.

I quattro progetti pilota su cui si concentreranno i partner del progetto prevedono la realizzazione di un'asse di connessione tra il Mar Nero e il suo entroterra, di un'asse di collegamento tra i porti del Nord Adriatico e i rispettivi entroterra, di un collegamento tra i due versanti dell'Adriatico e lo sviluppo del trasporto fluviale lungo l'asse del Danubio.

Vediamo, quindi, in cosa consiste il progetto ADB Multimodal Platform, e, più in generale, il programma di cooperazione transnazionale per il Sud Est Europa.


ADB Multiplatform Project
L'Adriatic-Danube-Black Sea multimodal platform rientra nei programmi di finanziamento previsti dal programma di cooperazione transnazionale del Sud Est Europa - South East Europe Transnational Cooperation Programme.

Migliorare l'accessibilità di questa zona, infatti, comporta anche una migliore mobilità delle merci, un miglioramento degli standard di trasporto, lo sviluppo di modelli unificati di gestione della mobilità sostenibile e di una catena logistica integrata.

Il progetto combina questi fattori chiave per lo sviluppo territoriale, guardando all'integrazione regionale all'interno di un mercato comune europeo.

Il trasporto multimodale è ancora poco sviluppato in quest'area, e il progetto ADB Multiplatform mira a sviluppare una rete di hub multimodali in questa zona, con standard comuni sia in termini di qualità che di prestazione, collegati da ICT innovativi e da servizi di trasporto.

Il progetto ha, inoltre, la finalità di sviluppare l'accessibilità e gli scambi all'interno dell'area SEE (South East Europe) e ai corridoi corrispondenti.

Si vuole rendere il trasporto multimodale una vera alternativa al trasporto su strada per il traffico nell'hinterland dell'Adriatico, dell'Egeo e dei porti sul Mar Nero, attraverso azioni comuni di sviluppo del trasporto multimodale; e il trasporto ferroviario una soluzione affidabile per gli operatori economici dell'area SEE, attraverso lo sviluppo di un corridoio ferroviario integrato principale che collega il Mar Nero verso i paesi che non hanno sbocco sul mare, con diramazioni verso i principali porti dell'Adriatico.

Perché ciò sia possibile è necessario che avvenga l'integrazione del trasporto per le vie navigabili con il trasporto ferroviario, attraverso il potenziamento dei principali hub ferroviari-fluviali e promuovendo l'intermodalità treno-mare.

Inoltre, il progetto mira alla tutela dell'ambiente dell'area SEE, attraverso il trasferimento del traffico dal trasporto stradale alle vie navigabili e con lo sviluppo di accordi internazionali per lo sviluppo di politiche per l'internazionalizzazione dei costi esterni.


Il programma di Cooperazione transazionale per l'Europa Sud orientale
Il programma South East Europe - SEE - si propone di sviluppare partenariati transnazionali su questioni di importanza strategica, al fine di migliorare il processo di integrazione territoriale, economica e sociale e di contribuire alla coesione, alla stabilità e alla competitività della regione.

In questo contesto, la cooperazione regionale nell'Europa sudorientale viene ritenuta essenziale, indipendentemente dal diverso stadio di integrazione dei vari paesi, tanto che la prosperità e la sicurezza della regione sono di notevole interesse per l'Ue.

La cooperazione tra gli Stati di quest'area avviene sui settori prioritari dell'innovazione, dell'ambiente, dell'accessibilità e dello sviluppo urbano sostenibile.

Per il periodo di programmazione 2007-2013, sono stati attivati 13 programmi di cooperazioni transnazionale.
Si tratta del programma con la più vasta area di cooperazione, ma anche con maggiori diversità tra i paesi partecipanti.

Per l'Italia, la Regione Emilia-Romagna presiede il Comitato Nazionale di Coordinamento del Programma,e attraverso la sua Agenzia di Sviluppo ERVET Emilia-Romagna Valorizzazione Economica Territorio, è il Punto di Contatto Nazionale - Contact Point Italia.

L'Italia partecipa al programma con le Regioni della Lombardia, della Provincia di Bolzano e della Provincia di Trento, del Veneto, del Friuli-Venezia-Giulia, dell'Emilia-Romagna, dell'Umbria, delle Marche, dell'Abruzzo, del Molise, della Puglia e della Basilicata.


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