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Assicurazioni e logistica: per fare la differenza sui concorrenti.

26/02/2013
In breve
Fra globalizzazione dei mercati ed esigenze di internazionalizzazione delle imprese, la catena del valore è diventata sempre più complessa: molto spesso coinvolge una molteplicità di attori con diversi standard operativi e normativi, il cui compito è far arrivare il prodotto al cliente finale.
In logistica, anche per il progressivo avanzare della terziarizzazione, da anni si parla di 'supply chain management', ovvero di un approccio integrato alla catena del valore.
Dal punto di vista assicurativo, quanto è integrato l'approccio alla gestione del rischio correlato alla movimentazione e allo stoccaggio delle merci?
Proviamo a spiegarlo ai nostri lettori con l'aiuto di Matteo Berlingieri, CEO presso Assiteca Spa.
Intervista a Matteo Berlingieri

In logistica ormai da anni si parla di un approccio integrato alla gestione del flusso di merci e informazioni lungo la catena del valore. A livello assicurativo qual è lo stato dell'arte? Ovvero: in quale misura si può parlare di gestione del rischio per la funzione logistica?

La corretta gestione del rischio è l'obiettivo prioritario che deve portarci a individuare il programma assicurativo più idoneo: senza sprechi, senza lacune, ed in modo il più possibile coerente con le scelte strategiche dell'azienda.
Vista dal mercato assicurativo, la logistica è "multidisciplinare", nel senso che coinvolge settori assicurativi che spesso non si parlano tra loro, con l'evidente difficoltà a realizzare un prodotto realmente efficace durante l'intera catena del valore.
Risulta quindi molto difficile trovare una polizza effettivamente adatta per i rischi della logistica.
In Italia di sicuro non sembrano esisterne, ed è per questo che Assiteca ha realizzato Flexlogistics, un prodotto specifico e dedicato, nato dall'esperienza dei mercati esteri ma sviluppato per le esigenze degli operatori italiani.
FlexLogistics presenta un'unica polizza che consente di gestire tutti i rischi per i quali sono normalmente richiesti innumerevoli contratti, garantendo allo stesso tempo un forte impatto positivo sulla riduzione dei costi.


In base alle informazioni in suo possesso, c'è differenza fra l'Italia e il resto d'Europa? Perché?

Nel mercato assicurativo italiano esiste ancora una evidente separazione tra il settore dei rischi di trasporto e quelli dedicati almagazzino ed alla giacenza di merci in genere, con la conseguenza di rendere praticamente impossibile un approccio veramente integrato alla logistica.
In Europa, ed in particolar modo nei mercati inglese e francese, queste differenze sono meno evidenti o addirittura assenti, consentendo quindi la realizzazione di un unico prodotto assicurativo in grado di coprire tutti, o quasi tutti i rischi che si corrono durante il ciclo logistico.


Dal punto di vista di un fornitore di servizi logistici, è corretto dire che affidarsi a un interlocutore in grado di offrire soluzioni assicurative specifiche costituisce un fattore di competitività rispetto alle imprese concorrenti? Per quali motivi?

Le assicurazioni rappresentano uno dei principali servizi a valore aggiunto della logistica.
Le necessità di outsourcing delle aziende non si fermano al ciclo di gestione dei prodotti ma richiedono tutti i servizi correlati.
Un'azienda di logistica in grado di offrire un programma completo di protezione assicurativa della merce è certamente vincente sulla concorrenza, ma per la sua realizzazione è necessario rivolgersi ad un professionista esperto nel settore.



La conoscenza del mercato assicurativo non basta, occorre una grande capacità di analisi, un'idonea preparazione tecnica e giuridica, ed una efficiente organizzazione per la gestione e liquidazione dei sinistri.
Nella nostra azienda tutto questo risiede nella Divisione Trasporti, una struttura dedicata e specializzata, che gestisce questi problemi da oltre 25 anni.


Secondo lei, far percepire il valore di un approccio integrato e specifico alla sicurezza delle merci è una prova da giocare più sul piano commerciale o su quello culturale?

La "cultura logistica" del broker che si sceglie è un elemento fondamentale per garantire un prodotto valido dal punto di vista commerciale.
Credo che per poter garantire un buon risultato in tema di risk management e sicurezza, il broker debba conoscere le problematiche della logistica così come conosce le polizze.
Assiteca ha un team dedicato a questo settore, con specifiche competenze giuridiche e tecniche.


Torniamo ora all'Italia. In genere, la tendenza nel nostro Paese è quella di vendere all'estero le merci con resa franco fabbrica (ex works), nell'intenzione di sgravarsi da una serie di obblighi e responsabilità nei confronti dell'acquirente.
Dal punto di vista della redditività è una perdita, sia perché non si ha il controllo su chi entra in contatto con il cliente finale sia perché non viene incamerata la marginalità che deriverebbe dalla (buona) gestione logistica. A livello di gestione del rischio, avete soluzioni specifiche per incentivare la resa franco destino?

Scegliere condizioni di resa che prevedano l'onere assicurativo a carico del mittente non deve essere considerato un fastidio, ma una opportunità di maggior controllo e sicurezza sul buon esito della compravendita.
Accade spesso di dover spedire merci senza averne già incassato il controvalore, ed in caso di perdita o danni, il rischio di contenzioso con il cliente è molto forte.
Le polizze trasporti, o le componenti di copertura trasporto integrate nelle polizze di logistica, permettono di risolvere efficacemente il problema, con meccanismi del tutto automatici di copertura e quindi senza richiedere specifiche attività amministrative.
Assiteca ha previsto anche questi rischi nell'ambito della propria soluzione dedicata alla logistica, in modo da poter gestire tutte le esigenze con una unica polizza, senza rischi, senza errori e garantendo così un servizio ottimale per i propri clienti.


Ora un'ultima domanda sempre in tema di internazionalizzazione delle imprese italiane. Lei ha scritto che "nel sistema giuridico italiano gli Incoterms sono di fatto considerati semplici 'clausole di spesa', svilendo così la grande utilità di uno strumento nato per favorire il commercio internazionale". Ci spiega questa affermazione?

Nelle logiche degli Incoterms, se un compratore ed un venditore di diversa nazionalità richiamano nel contratto di compravendita un termine di resa, questo sta a significare l'intenzione di svincolarsi dalle norme del proprio paese per affidarsi completamente alla disciplina di tale termine di resa.
In particolare, stiamo parlando di regolare chi paga le spese di trasporto, dove deve avvenire la consegna del bene, chi rischia per i danni e le perdite durante il trasporto, e quindi il momento del passaggio dei rischi.
Una buona parte della nostra Giurisprudenza sembra invece non intenzionata a separarsi dal tradizionale accostamento: passaggio di proprietà = passaggio del rischio.
Poiché il momento del passaggio della proprietà è regolato dal Codice Civile, ciò crea non pochi problemi.
Ma facciamo un esempio: consideri un carico di merci in container venduto a condizioni CFR, con provenienza Milano e destinazione New York, via porto di Genova, e ipotizziamo un furto della merce durante la tratta camionistica da Milano a Genova.
Secondo gli Incoterms il rischio è dell'azienda mittente, poiché esso si trasferisce solo all'imbarco a Genova.
Seguendo invece i principi dal Codice Civile la proprietà (e quindi i rischi) si è già trasferita al compratore americano dal momento della consegna al primo vettore.
Il rischio di confusione è grande, e conoscere le regole è di fondamentale importanza per evitare guai con i clienti e soprattutto per dotarsi di adeguate coperture assicurative.
Ed è per questo che chi si occupa di assicurazioni sui trasporti deve essere anche molto preparato sulle norme in tema di compravendita e sulle regole di diritto applicabile: ben pochi operatori sul mercato lo sono.


Assiteca

Gruppo Assiteca è il più grande broker assicurativo italiano.
È presente in Italia in 18 città e in Spagna con 3 sedi a Madrid, Barcellona e Siviglia.
Svolge l'attività di consulenza, intermediazione assicurativa e analisi tecnica dei rischi aziendali a livello nazionale e internazionale.

A garantire consulenza e una gestione professionale delle polizze trasporti è la Divisione Speciale Trasporti, una struttura altamente specializzata con sede a Genova.
Attraverso una puntuale analisi dei rischi e una attenta verifica del mercato, la Divisione Speciale Trasporti arriva a definire un progetto operativo personalizzato volto a tutelare il patrimonio aziendale.

Assiteca, con soluzioni assicurative ad hoc come ad esempio FlexCargo, provvede a:
  • monitorare costantemente la situazione dei sinistri aperti;
  • aggiornare le statistiche tecniche premi/danni;
  • valutare le conseguenze assicurative legate alle diverse forme di compravendita, modi di trasporto e responsabilità legali o contrattuali assunte;
  • individuare eventuali variazioni rispetto all'originale analisi dei rischi;
  • controllare il budget assicurativo;
  • riconsiderare ad ogni rinnovo contrattuale l'analisi dei rischi e del mercato;
  • verificare l'attuazione del programma convenuto.

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