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Lo Sportello unico marittimo: progetto pilota e dogane.

01/09/2012
In breve
Dopo un iter di collaborativo fra i due Paesi, è del 9 agosto la notizia del varo dello "Sportello unico marittimo" fra Italia e Corea del Sud, che si stima apporterà più efficienza, procedure più snelle e risparmi per almeno 1 miliardo di euro all'anno. L'applicazione pilota, attiva già a settembre 2012 nei porti di Genova e La Spezia, darà l'avvio alle prime applicazioni dello "Sportello unico marittimo", che porterà alla graduale e sistematica dematerializzazione dei documenti cartacei nella logistica per tutti gli operatori marittimi, dando nel contempo esecuzione alla Direttiva UE n. 65/2010, in base alla quale entro il 2015 gli Stati membri dovranno dotarsi di uno Sportello Unico Marittimo. Abbiamo chiesto qualche dettaglio a chi quotidianamente si occupa di pratiche doganali: Stefano Lusardi di CAD Europool, autore di alcuni contributi sulla logistica doganale pubblicati nelle settimane scorse su Logisticamente.it
Premessa
Logisticamente.it ha inaugurato poco prima della pausa estiva una sezione interamente dedicata alla logistica doganale, con articoli di approfondimento in merito alla possibilità per le aziende di aprire un deposito doganale interno.

Prendiamo spunto dalla notizia pubblicata qualche giorno fa sul nostro sito internet, relativa al varo del progetto pilota per lo Sportello unico marittimo con la Corea del Sud, per approfondire la questione grazie all'aiuto di Stefano Lusardi, consulente doganale dal 1980, che attualmente collabora con CAD Europool Srl, società di servizi doganali con ben 7 uffici sul territorio nazionale: Parma, Verona, Piacenza, Genova, Lucca, Ancona e Pesaro.


Conversazione con Stefano Lusardi
All'inizio di agosto è stata data la notizia del varo dello 'Sportello unico marittimo' fra Italia e Corea del Sud: cosa può dirci della collaborazione fra il nostro Paese e la Corea a livello doganale?

L'entrata in vigore, in data 01/07/2001, dell'accordo di libero scambio tra UE e Corea del Sud presuppone che ci sia una collaborazione molto stretta tra le amministrazioni doganali comunitarie e coreane.

Infatti, per la prima volta nell'ambito di questi accordi, al fine di ottenere la riduzione daziaria prevista per i prodotti considerati originari della UE o dellaCorea, gli scambi preferenziali non prevedono il rilascio del mod. EUR1, documento attestante l'origine preferenziale della merce, ma è prevista solamente la dichiarazione di origine in fattura, che sotto i 6.000,00 euro di valore merce non prevede alcuna autorizzazione da parte della dogana competente, mentre sopra questa cifra è necessario essere riconosciuti quali Esportatori Autorizzati per poter mettere la relativa attestazione sulla fattura di esportazione.

Questo comporta controlli, da parte delle dogane competenti per territorio ove risiede la ditta, per poter stabilire se esistono i requisiti per poter considerare originario il prodotto che si intende esportare.

Al termine del controllo, se esistono le condizioni, si diventa Esportatori Autorizzati e non si hanno più limiti di valore per poter attestare l'origine sui documenti previsti.

Mi è stata necessaria questa lunga introduzione per poter far comprendere che sistemi così complessi sono attuabili solamente se le amministrazioni doganali sono assolutamente allineate e collaborative, dato che comunque sono previsti controlli a posteriori su una percentuale degli scambi tra la UE e la Corea.


In base alla rilevazione sullo stato dell'e-Government condotta periodicamente dalle Nazioni Unite, la Repubblica di Corea risulta uno dei primi paesi con economia a livello globale che abbia realizzato la migliore pubblica amministrazione digitale. La sua personale esperienza conferma questi dati? Personalmente, vista l'esperienza che abbiamo avuto con il SISTRI, il sistema elettronico per tracciare i rifiuti di cui tanto abbiamo parlato anche su Logisticamente.it, a preoccuparmi non è certo la Corea...

Su questo argomento devo spezzare una lancia a favore del sistema telematico delle dogane italiane: in questi ultimi anni sono stati fatti passi da gigante da parte dell'amministrazione doganale italiana.

Ci sono state indubbiamente difficoltà, ci sono alcuni passaggi che ancora ritengo si possano perfezionare, uno in particolare che crea particolari problemi nella gestione informatica dei depositi doganali, risolti in parte da noi privati, ma come operatore del settore posso considerarmi soddisfatto del prodotto che l'Agenzia delle Dogane ha confezionato.

E se lo dice un doganalista...


Secondo lei ci sono i presupposti per realizzare lo Sportello Unico Marittimo (SPOC, Single Point of Contact) entro il 2015, come prevede la Direttiva UE n. 65/2010?

Penso proprio di sì, tenuto conto che si collaborerà con i coreani, che come ha detto lei sono tra i migliori al mondo in questo settore.


A regime, si dematerializzeranno quasi 100 milioni di pratiche e 200 milioni di transazioni doganali, per non meno di 400 mila approdi l'anno, inoltre si stima che i tempi per la realizzazione dei processi di scambio passeranno dai 2-7 giorni delle procedure tradizionali a meno di un giorno per quelle digitali.
Quali vantaggi strategici potremo avere secondo lei da tale applicazione, oltre ovviamente a un forte risparmio?

Ci stiamo trasformando sempre più in un enorme terminal, se vogliamo competere con altre nazioni dobbiamo essere tra i primi ad adottare soluzioni che permettano di ridurre tempi e costi.


 In base alle informazioni in suo possesso, le risulta che ci siano accordi con altri Paesi che potrebbero sfociare in un'altra occasione di collaborazione come questa? Francesco Beltrame, Presidente dell'Agenzia per l'Italia Digitale, ha dichiarato accordi preliminari con il Canada.

Penso che tra non molto questi accordi investiranno un sempre maggior numero di paesi, ovviamente quelli più industrializzati saranno i motori trainanti di questo progetto.

Senza questi paesi nessun progetto, nel settore trasporti o doganale, viene portato a termine. Pensiamo alla figura dell'A.E.O., Operatore Economico Autorizzato, e che sta per essere riconosciuta dai paesi in questo momento considerati trainanti per l'economia mondiale.


In che cos
a la progressiva dematerializzazione dei documenti ha cambiato e cambierà il mestiere del doganalista?

Difficile a dirsi, direi che investe più il settore dei trasporti con la soppressione del cartaceo.
Da tempo noi ci misuriamo con il telem
atico, con conseguente riduzione del cartaceo e di conseguenza notevole risparmio in termini di tempo, a patto di essere titolari di una Procedura Domiciliata.


 Su Logisticamente.it abbiamo già parlato di magazzino doganale interno come strumento utile alle aziende per finanziarsi in tempi di stretta creditizia.
E' corretto affermare che la progressiva dematerializzazione dei documenti renderà ancora più appetibile questa soluzione?



Anche in questo settore sono stati fatti grandi passi in avanti: nei contributi che avete pubblicato su Logisticamente.it, in cui viene spiegato come funziona il magazzino doganale interno e viene data notizia dei vantaggi per le aziende, partiamo già da un livello di dematerializzazione dei documenti molto avanzato.

Per quanto riguarda alcuni aspetti legati all'operatività, sono invece dell'idea che potrebbero esserci margini di miglioramento.


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