Logistica sostenibile

Le motivazioni green e le legislazioni del Governo.

08 maggio 2012
In breve
Il Quinto Conto Energia è in dirittura d'arrivo e con esso il decreto ministeriale che revisiona gli incentivi alle fonti rinnovabili diverse dal Fotovoltaico.
Andiamo a vedere cosa chiedono le imprese.
Premessa
Imprese e associazioni non perdono la speranza che le Regioni apportino le modifiche e, dopo aver inviato una lettera alle Regioni con le valutazioni e le proposte di modifica emerse nel corso degli Stati Generali delle Rinnovabili, si sono incontrate (APER, ASSOSOLARE, IFI, AES) con gli organi tecnici della Conferenza delle Regioni, presentando un elenco comune di richieste di modifica al testo del decreto contenente il Quinto Conto Energia, che si appresta a rivoluzionare ancora una volta il sistema italiano degli incentivi al Fotovoltaico e alle altre Rinnovabili.

Il fatto è noto: le tecnologie "verdi" sono protagoniste del terzo millennio e lo sguardo è sempre più puntato sul risparmio e sul riciclo in termini di ambiente ed economici.

Una fortuna, si è portati a dire, nonostante una realtà che continua a porci di fronte i problemi di inquinamento delle nostre città e la sofferenza del nostro pianeta nelle sue fonti di energia primaria.

Anche l'Italia guarda al green e si impegna ad allinearsi con le politiche europee in termini di legislazioni e diffusione sul territorio.

"Raggiungere e superare gli obiettivi europei delle energie rinnovabili fissati per il 2020 attraverso una crescita virtuosa, basata su un sistema di incentivazione equilibrato e vantaggioso per il sistema Paese e tale da ridurre l'impatto sulle bollette di cittadini e imprese: queste le principali finalità": ecco la scintilla che ha innescato tutto il lavoro del Governo, come riporta una nota del ministero dell'Ambiente di qualche tempo fa.

"Il nuovo regime - si legge ancora nella nota - pone le basi per uno sviluppo ordinato e sostenibile delle energie rinnovabili, allineando gli incentivi ai livelli europei e adeguandoli agli andamenti dei costi di mercato(calati radicalmente nel corso degli ultimi anni).

Vengono favorite le tecnologie con maggior ricaduta sulla filiera economico-produttiva nazionale e ad alto contenuto innovativo, introducendo inoltre meccanismi per evitare distorsioni a livello territoriale e conflitti con altre filiere produttive nazionali, in particolare con quella alimentare.

L'intento principale del Governo è programmare una crescita dell'energia rinnovabile più equilibrata che, oltre a garantire il superamento degli obiettivi comunitari al 2020 (dal 26% a circa il 35% nel settore elettrico), consenta di stabilizzare l'incidenza degli incentivi sulla bolletta elettrica".


In attesa dell'approvazione delle Regioni
La notizia di questi giorni è che il testo del Quinto Conto Energia e lo schema di decreto che regolerà l'attribuzione degli incentivi alle rinnovabili non fotovoltaiche, sono nelle mani delle Regioni, più precisamente in quelle dei Governatori e degli Assessori Regionali competenti in materia di energia e rinnovabili, per essere ufficialmente approvate.

I termini decisionali sono fissati per la prima settimana di maggio quando le Regioni presenteranno gli emendamenti e faranno sapere se accoglieranno o meno le istanze delle associazioni e delle imprese del comparto.

Per il 10 maggio è prevista la Conferenza unificata Stato-Regioni e in quell'occasione i Governatori presenteranno le loro proposte.

Il passo successivo è quindi quello di capire se gli emendamenti che si presenteranno saranno in linea con le richieste delle imprese, le stesse scese in piazza la scorsa settimana per ribadire, a gran voce davanti a Montecitorio, il proprio dissenso nei confronti dell'operato del Governo.

Regioni come Toscana ed Emilia Romagna hanno già dichiarato apertamente che sosterranno le rinnovabili e le istanze del loro popolo, garantendo di battersi per proporre numerosi emendamenti ai decreti. Una cosa è certa: sarà difficile che i provvedimenti che regoleranno i metodi di attribuzione di incentivi alle rinnovabili vengano stravolti rispetto alla versione presentata dal governo.


Le prime valutazioni degli esperti
Una delle prime richieste, ma ancora in sede di valutazione definitiva in termini di modifiche, è presentata dall'associazione Gifi/Anie: "Un 5° Conto Energia - dichiara Valerio Natalizia, presidente dell'associazione - con i contenuti così come riportati nella bozza del ministero dello Sviluppo Economico, presenta effetti fortemente destabilizzanti per l'intero comparto, in quanto contiene provvedimenti decisamente restrittivi per lo sviluppo del mercato senza aperture a soluzioni innovative già esistenti che contribuerebbero ad una migliore integrazione del fotovoltaico nel panorama energetico nazionale".

L'Associazione concretamente propone:
- innalzamento del budget indicativo di incentivazione a 7 miliardi €/anno
- il primo settembre 2012 quale data di entrata in vigore del Quinto Conto Energia
- una tutela degli investimenti avviati per i grandi impianti in corso di costruzione e/o già connessi, ma non a registro e per gli impianti iscritti a registro che non hanno comunicato la fine lavori e
- l'individuazione di opportune forme di incentivazione a sostegno e sviluppo dell'industria nazionale.
"Approvare senza modifiche il 5° Conto Energia - conclude Natalizia - significherebbe vanificare gli oltre 5,6 miliardi €/anno già impegnati per i prossimi 20 anni mettendo in discussione la sopravvivenza delle aziende italiane".


Le buone notizie per la logistica. Case History
Molte sono le aziende che guardano al green e alle energie rinnovabili nei più diversi ambiti.
Non solo, infatti, risulta importante impiegare le tecnologie che sfruttino le energie rinnovabili in fase di progettazione e di costruzione, ma serve anche tutta la filiera a sostegno della loro diffusione.

Stiamo chiaramente parlando della logistica e del suo importante ruolo all'interno di questo settore.

A Prisma Spa, ad esempio, società veronese di logistica e spedizioni internazionali con sede principale al Quadrante Europa e specializzata nella gestione di trasporti e supply chain di calzature e vini, si è deciso di investire anche in ecosostenibilità, attraverso la riduzione delle emissioni di anidride carbonica.

La scelta è stata dell'amministratore delegato Stefano Pasinato che ha dato il via ad un programma di abbattimento dei gas investendo in un progetto di copertuta di tutti i propri siti di stoccaggio con pannelli fotovoltaici.

Il più importante sito di riferimento è rappresentato dal centro logistico di Villafontana, che con i suoi 12.000 mq, era stato progettato appositamente per poter ospitare un impianto da 540 kWh, ora entrato ufficialmente in funzione.

Il secondo sito di riferimento è invece quello di Vallese di Oppeano, che, con i suoi 10.000 mq, ospiterà prossimente un impianto da 450 kWh.


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