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I tormenti e i tempi per realizzare un magazzino di importanza strategica
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I tormenti e i tempi per realizzare un magazzino di importanza strategica
14/02/2011
Sommario
1. Premessa
2. Intoppi nella fase progettuale
3. Intoppi nella fase esecutiva
4. Conclusioni
In breve
Realizzare un magazzino, a prescindere dalle situazioni peculiari ai diversi settori, presenta una serie di problematiche progettuali ed esecutive comuni ad ogni ambito produttivo.
Stefano Bianchi di AB Coplan, in questo articolo, ci parla degli ostacoli più frequenti che ha dovuto aggirare durante la propria esperienza pluriennale di consulente.
Premessa
In questi ultimi anni ci siamo occupati dello
studio
, della
progettazione
e della
direzione esecutiva
logistica di diversi
magazzini
di importanza strategica in svariati settori (meccanica, elettronica, abbigliamento, arredamento, ecc.).
Pur essendo
diversi i settori
, le problematiche e le situazioni contingenti, in quasi tutti i casi abbiamo riscontrato ed abbiamo dovuto
affrontare problematiche e tormenti molto simili
: vediamo quali.
Intoppi nella fase progettuale
Il
primo scoglio
da superare, che si manifesta appena il consulente logistico mette il piede in azienda, è rappresentato dalla
stima
, da parte del vertice aziendale, riguardo ai
tempi di realizzazione
del nuovo impianto.
Questa stima, nelle ipotesi più ottimistiche,
differisce di circa 1 anno
rispetto ai tempi del normale calendario terrestre.
Al termine di una logorante
trattativa
(provare per credere) lo scoglio è brillantemente superato con una dieta che lascia sul campo i giorni di troppo.
Il
secondo problema
che si presenta in successione temporale è collegato alle
licenze edilizie
, ai vincoli paesaggistici ed in genere a tutti i legaccini e legacciuoli che rendono più o meno impervio e di durata difficilmente quantificabile il percorso iniziale del progetto.
Tale
variabilità
purtroppo non è funzione solamente di situazioni oggettivamente differenti, ma quasi esclusivamente della
maggiore o minore efficienza
dei diversi
organismi
e
funzionari pubblici
preposti.
E' evidente che gli
effetti negativi
più diretti si ripercuotano
sull'azienda
, meno evidenti sono le implicazioni sui
progettisti civili e logistici
, che sono costretti ad aggiornare i progetti sia per le modifiche imposte dai vari enti che per sopravvenute variazioni nel trend di sviluppo o nelle strategie aziendali.
Il
terzo grosso tormento
nasce prevalentemente all'interno dell'azienda stessa: grosse
incertezze
sul futuro andamento delle attività e rilevante influenza della situazione contingente del mercato, provocano
frequenti cambiamenti di indirizzo
con conseguenti correzioni più o meno rilevanti da apportare, in particolar modo al progetto logistico.
Intoppi nella fase esecutiva
Una volta definito il progetto preliminare ed ottenuti i vari placet dai diversi enti, si passa alla
fase esecutiva
e, stendendo un velo pietoso sui casi nei quali l'azienda procede in modo improvvisato affidando l'esecutivo direttamente ai fornitori, per la
componente logistica
può innescarsi un
processo di involuzione
che rischia di vanificare in parte od in toto le parti innovative del progetto.
In tutte le aziende, infatti, esiste una
componente conservatrice
che tende a mantenere le cose come stanno (è una vera e propria legge fisica); è in questa fase delicata che il consulente deve impegnarsi in un'opera di
mediazione
atta a
soddisfare
nel limite del possibile le
richieste aziendali
senza snaturare il progetto.
La realizzazione di un
nuovo magazzino
comporta sempre l'
introduzione
di
sistemi
di handling ed organizzativi
innovativi
, pur se con diversi possibili livelli di automazione, e le
problematiche
si presentano
tanto più critiche quanto maggiore è il livello innovativo
e di conseguenza il divario fra le competenze richieste e quelle disponibili.
In effetti la fo
rmazione, pur se progettata sulla base delle specifiche esigenze aziendali,
non sempre risolve i problemi
complessi dell'idoneità del personale alle funzioni che deve svolgere e le implicazioni legate all'anzianità di servizio, ai ruoli storicamente svolti, ecc.
Un
ulteriore problema
da affrontare riguarda il
rapporto con i fornitori
incaricati di realizzare l'impianto.
Frequentemente i
fornitori
propongono le
attrezzature a loro più confacenti
, non rispettando le specifiche dei capitolati elaborati dal consulente logistico, con conseguenti snervanti
trattative
per ottenere una
soddisfacente congruenza fra la richiesta e l'offerta
.
L'ultimo tormento che desideriamo evidenziare, apparentemente banale, è rappresentato dal
trasloco finale parziale o totale
: l'esigenza prioritaria dell'azienda è la necessità di annullare completamente il tempo d'interruzione delle attività (vedi problema del calendario).
La
casistica
delle possibili situazioni è
molto varia
(trasferimento totale in altro edificio, ampliamento, risistemazione nello stesso edificio, ecc.) ma in ogni caso occorre
elaborare
(in accordo con i fornitori esterni) un
accurato piano
che sfruttando i fine settimana e le ferie, per la gioia di dirigenti e collaboratori, permetta di raggiungere l'obiettivo aziendale.
Tale piano risulta particolarmente
complesso
e delicato nel caso di
risistemazione del magazzino nello stesso edificio
: in tal caso è ritenuto requisito essenziale la conoscenza approfondita del "gioco del 15".
Un altro tempo che le aziende tendono a considerare nullo è il
tempo di avviamento
dell'impianto.
I
primi passi
del nuovo impianto sono sempre causa di un
livello di stress elevato
: si commettono errori, la produttività non è costante, gli orari si dilatano, le persone si lamentano.
Per portare l'
impianto a regime
è fondamentale
remare tutti nella stessa direzione
e con lo stesso impegno, e soprattutto dalla direzione devono giungere segnali positivi, di fiducia ed equilibrio.
Conclusioni
Riconsiderando quanto sopra, ci è sorto il dubbio di avere compiuto un'azione dissuasiva nei confronti di aziende che intendano
intervenire sul magazzino
.
In realtà l'obiettivo era esattamente l'opposto, ovvero quello di
effettuare un'analisi realistica
delle
problematiche
che devono essere affrontate e dell'importanza per le aziende di
non farsi travolgere dai "tormenti"
del magazzino.
Autore:
Stefano Bianchi
Fonte:
AB Coplan
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