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Automazione e ottimizzazione degli spazi in magazzino: il corriere Cecchi
11/12/2009
Sommario
Premessa
Scaffalature multiprofondità con navetta: semplicità ed efficienza per ottimizzare lo spazio
Il flusso interno delle merci
In breve
Corriere Cecchi di Prato è presente sul mercato da oltre 60 anni, nasce come impresa familiare di trasporto per poi diventare nel 2005 il gestore di tutte le attività logistiche sul territorio nazionale di Carapelli, il noto produttore di olio. Nel 2006 Carapelli viene acquistata dal gruppo spagnolo SOS Cutrera, e Cecchi, in virtù dell'eccellente servizio fornito, diventa il provider logistico dell'intero gruppo, con tutto ciò che ne consegue in termini di volumi, piattaforme, punti di presa e consegna da gestire. In questo articolo, che abbiamo sintetizzato per voi da un pezzo di Stefano Osualdella pubblicato su Il Giornale della Logistica, vediamo nel dettaglio come è stato realizzato il nuovo magazzino nelle vicinanze di Prato, per un investimento complessivo di 13 milioni di euro.
Premessa
La storia di
Corriere Cecchi di Prato
è per così dire in linea con la migliore tradizione imprenditoriale italiana: presente sul mercato fiorentino da oltre 60 anni, nasce come
impresa di trasporto familiare
per poi affermarsi negli anni e diventare il
provider logistico per un gruppo europeo
in piena espansione.
La base di questo sviluppo fu posta
una ventina di anni fa
dal trasportatore
Giulio Paggetti
, che decise di ampliare l'offerta mediante l'acquisizione di una società specializzata nei
servizi di corriere espresso
.
A
metà degli anni '90
avviene una scelta strategica importante, ovvero orientarsi al
settore agroalimentare secco
, allo stesso tempo una nicchia di mercato meno soggetta ad oscillazioni e un'industria fortemente radicata in
Toscana
.
L'azienda entra così in contatto con
Carapelli
, noto
produttore di olio
, e fornisce servizi di trasporto e gestione delle cosiddette emergenze.
La svolta avviene nel 2005
, quando
Carapelli
decide di
affidare a Cecchi il trasporto sull'intero territorio nazionale
, affidandogli anche la gestione di tutte le attività logistiche e la presa in carico dei prodotti dal fine linea, che Cecchi gestisce a Calenzano, in provincia di Firenze.
Nel
2006
Carapelli viene
acquisita dal gruppo spagnolo SOS Cutrera
, detentore di marchi come
Sasso
e
Friol
, e
Cecchi
, in virtù dell'eccellente servizio fornito a Carapelli, diventa il
provider logistico dell'intero gruppo
, con tutto ciò che ne consegue in termini di volumi, piattaforme, punti di presa e consegna da gestire.
In questo articolo, che abbiamo sintetizzato per voi da un pezzo di
Stefano Osualdella
pubblicato su
Il Giornale della Logistica
, vediamo nel dettaglio come è stato realizzato il
nuovo magazzino nelle vicinanze di Prato
, per un investimento complessivo di 13 milioni di euro.
Scaffalature multiprofondità con navetta: semplicità ed efficienza per ottimizzare lo spazio
Nell'operazione è stata coinvolta fin da subito
Sacma Spa di Sandigliano
, azienda specializzata nella progettazione e produzione di
sistemi per lo stoccaggio delle merci
, la cui collaborazione fattiva ha permesso di
attivare la struttura in 6 mesi
.
Per sfruttare al meglio lo spazio disponibile e consentire indici di densità elevati, sono state installate
particolari scaffalature multiprofondità
che presentano i
vantaggi
dei sistemi
drive-in eliminandone tutti i limiti
.
Come spiega
Riccardo Paganoni
di
Sacma
, l'obiettivo era «garantire elevati livelli di
saturazione
senza pregiudicare la
flessibilità
operativa».
E' stata quindi realizzata una
scaffalatura multiprofondità
servita da una
navetta automatica
che, correndo su binari all'interno di ogni singolo tunnel, permette di
gestire i singoli livelli in modo autonomo
aumentando così lo sfruttamento dei volumi disponibili.
In questa configurazione, non dovendo lasciare libero lo spazio per l'ingresso del carrello elevatore,
ogni livello
di scaffalatura può
essere sfruttato autonomamente
: una volta svuotato, il tunnel può essere utilizzato liberamente con una referenza diversa, cosa impossibile in un classico drive-in che necessita invece dello svuotamento dell'intera campata da cielo a terra.
Sacma
ha insomma realizzato un sistema che, ad un
costo contenuto
, unisce la
flessibilità dei sistemi tradizionali
alla
precisione ed efficienza dei sistemi automatici
, incrementando nel contempo lo sfruttamento dello spazio.
«Al momento - conclude
Paganoni
- abbiamo a
ttivato 4 navette
, una per ogni carrello di movimentazione.
Ma nel caso servisse
aumentare la produttività
, sarà sufficiente
incrementare il numero di navette
in modo che i carrellisti possano incrementare la frequenza dei viaggi da e per le baie di carico».
Il flusso interno delle merci
All'
arrivo della merce
in magazzino, il
sistema
, dopo avere letto il codice a barre del pallet, decide dove
posizionarlo
comunicando l'informazione ai carrellisti, che
caricata sulle forche la navetta
, si dirigono verso le
baie di ingresso
dove prelevano la merce per poi spostarsi in prossimità della locazione segnalata dal WMS.
Qui
depositano la navetta sulle guide
poste all'imboccatura del tunnel, e dal carrello inviano il comando con l'indicazione della locazione in cui andrà depositato il pallet.
Mentre la
navetta
compie il
tragitto di andata e ritorno
, e il WMS aggiorna le giacenze, il
carrellista può tornare verso l'area di ingresso
, caricare un altro pallet e tornare verso la locazione precedente, dove troverà la
navetta libera e pronta
a depositare il nuovo pallet all'interno del tunnel.
Il processo continua così sino a quando non sarà necessario
cambiare tunnel
, o perché saturo o perché occorre stoccare una referenza diversa, nel qual caso il
carrellista
attende il
ritorno della navetta
per posizionarla sulle forche e procedere con le nuove missioni.
Per le operazioni di
allestimento
il
percorso
è quello
inverso
.
Questo sistema è in grado di
eliminare il tempo
che, con le tradizionali
scaffalature drive-in
, il carrellista impiegherebbe per estrarre il pallet dalla sua locazione: tale compito è infatti
svolto autonomamente dalla navetta
, che in questo modo libera il carrellista e gli consente di fare altre operazioni.
Anche considerando una
profondità di 10 pallet
, come nel caso del magazzino Cecchi, alla navetta, che si muove a una
velocità di 0,6 m/s
, sono necessari circa
40 secondi per andare e tornare
, e circa
20 per sollevare e rilasciare il pallet
: in questo lasso di tempo il
carrellista
può già
caricare un altro pallet
e ripresentarsi di fronte alla locazione in quel momento interessata dalle operazioni di stoccaggio o prelievo.
Autore:
Da un articolo de Il Giornale della Logistica
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