Legge di bilancio 2019
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Tutte le novità della legge di bilancio 2019 nella logistica, nei trasporti e nell’industria 4.0

12 marzo 2019
Il testo definitivo della legge di bilancio del 2019 è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 30 Dicembre 2018 ed è entrato in vigore dal 1° Gennaio 2019.
La manovra, targata Governo Conte – Salvini – Di Maio – Tria, ha l’obiettivo di rientrare tra le più grandi manovre del cambiamento e per questo viene chiamata, dal governo stesso, “La manovra coraggiosa”.

Pace fiscale a quota 100, pensione a reddito di cittadinanza, flat tax ai bonus edilizi, incentivi per Industria 4.0, ecotassa e bonus assunzioni, sono solo alcuni dei nuclei centrali della nuova manovra triennale di finanza pubblica.

Nel testo sono inserite tutte le misure da adottare per realizzare gli obiettivi contenuti nella nota di aggiornamento del Def, il documento di economia e finanza e il più importante strumento di programmazione economica del governo.

In particolare, la legge di bilancio ha introdotto specifiche novità e misure per quel che riguarda l’ambito della gestione logistica, dei trasporti e dell’Industria 4.0 per migliorare e far crescere questo settore così importante per il nostro Paese.

La legge di bilancio 2019 per la logistica e i trasporti 


Innanzitutto, il Governo vuole investire nella sicurezza delle infrastrutture.
Il crollo del Ponte Morandi ha spinto il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti a istituire un archivio informatico nazionale delle opere pubbliche (AINOP).

Sarà dedicata una sezione o sottosezione ad ogni opera, dove verranno indicati i dati tecnici, lo stato e il grado di efficienza, la manutenzione, e lo stato dei lavori.
E’ stato introdotto anche un sistema sperimentale di monitoraggio per le strade e autostrade in condizioni critiche a causa del passaggio di mezzi pesanti.

Una volta accertata l’operatività del sistema, si prevede il suo utilizzo con tecnologie avanzate come il 5G.
Queste novità saranno rese possibili dall’istituzione di un fondo di 2 milioni di euro.

Un’ulteriore misura della nuova manovra sarà l’abolizione del SISTRI, il sistema telematico per il monitoraggio dei flussi di rifiuti che verrà sostituito da un nuovo sistema su ideazione del Ministro dell’Ambiente, per il monitoraggio e distribuzione merci.
Anche il codice della strada verrà rielaborato e rispolverato, sperando in un finale migliore rispetto a quello dei due disegni di legge del 2018.

Inoltre, ci saranno degli incentivi per i giovani conducenti dell’autotrasporto merci, infatti, secondo i commi 291-295, “a decorrere dal 10 gennaio 2019 e fino al 31 dicembre 2020, ai conducenti che non abbiano compiuto il trentacinquesimo anno di età alla data di entrata in vigore della legge di bilancio 2019, inquadrati con le qualifiche Q1, Q2 o Q3 previste dal contratto collettivo nazionale di lavoro-Logistica, trasporto merci e spedizione, assunti con regolare contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato dalle imprese di autotrasporto merci per conto di terzi attive sul territorio italiano, regolarmente iscritte al Registro elettronico nazionale delle imprese di trasporto su strada e all’Albo nazionale degli autotrasportatori di cose per conto di terzi, spetta un rimborso in misura pari al 50% del totale delle spese sostenute e documentate per il conseguimento della patente e delle abilitazioni professionali per la guida dei veicoli destinati all’esercizio dell’attività di autotrasporto di merci per conto di terzi”.

Il trasporto ferroviario verrà finanziato con 5 milioni di euro per ciascun anno dal 2019 al 2021, per alcune regioni italiane, e per il trasporto fluviale invece 2 milioni l’anno fino al 2021 e 5 milioni dall’anno seguente.

Un novità ecosostenibile consiste nel sostegno economico per l’acquisto di auto elettriche e ibride, che conterà fino a 6mila euro di bonus.
Si aggiunge, sperimentalmente, l’accesso gratuito a tutte le zone a traffico limitato dei veicoli elettrici e ibridi, e una nuova detrazione fiscale per le infrastrutture che permettono di ricaricare questo tipo di automobili.

A tutto ciò, è stato aggiunto lo stanziamento di un fondo di 2 milioni di euro per la creazione di autostrade ciclabili.

Il trasporto pubblico sarà favorito dalla manovra, perché sono previsti 145 milioni in tre anni per la manutenzione e il potenziamento dell’area metropolitana di Roma, mentre a Milano si prolungherà la linea 5 fino al comune di Monza grazie all’intervento economico di 900milioni in 9 anni.

La legge di bilancio 2019 per l’industria 4.0


L’industria 4.0 rappresenta la tendenza all’automazione logistica industriale, che integra le nuove tecnologie produttive per migliorare le condizioni di lavoro, creare nuovi modelli di business e aumentare la produttività e la qualità degli impianti.

E’ un elemento molto importante del mondo industriale contemporaneo e il Governo ha introdotto alcune novità fondamentali a riguardo.

Innanzitutto, viene prorogato l’iper-ammortamento, cioè la superagevolazione per le imprese che operano nel settore industriale, per incentivare gli investimenti nei comparti dell’industria 4.0, aggiungendo inoltre tecnologie per l’agricoltura di precisione e per l’abbattimento dei consumi energetici.
Infatti, con questa agevolazione, gli imprenditori beneficiano di un bonus ammortamento della spesa.

La maggiorazione del costo si applica nel seguente modo: 170% per gli investimenti fino a 2,5 milioni di euro, 100% se compresi tra 2,5 e 10 milioni di euro e 50% se compresi tra 10 e 20 milioni di euro.
Nessuna maggiorazione viene concessa oltre i 20 milioni di euro.
E’ stata prorogata anche la maggiorazione del 40% del costo per l’acquisizione di software per il magazzino, mentre viene esteso il beneficio anche ai costi sostenuti per l’accesso al cloud.
Al contrario, non è stato prorogato il superammortamento 2019.

Per quanto riguarda il credito d’imposta per la formazione del personale dipendente nel settore delle tecnologie dell’Industria 4.0 ci saranno tre aliquote diversificate per dimensione di impresa: 50% per le piccole con un tetto massimo di 300.000 euro, 40% per le medie imprese e 30% per le grandi con un tetto di 200.000 euro per azienda.

Ci sono cambiamenti anche per il credito di imposta per l’R&S, il Research and Development, dove il tetto massimo scende da 20 a 10 milioni, mentre l’aliquota passa al 25% e il bonus resta del 50% per le spese che riguardano il personale dipendente, i contratti stipulati con università, enti di ricerca e startup innovative.

Sempre nel campo dell’industria 4.0 viene aggiunto il voucher per l’Innovation Manager con lo scopo di “sostenere i processi di trasformazione tecnologica e digitale attraverso le tecnologie abilitanti previste dal Piano Nazionale Impresa 4.0 e di ammodernamento degli assetti gestionali e organizzativi dell’impresa, compreso l’accesso ai mercati finanziari e dei capitali”.

A 40.000 euro corrisponderà l’incentivo a fondo perduto per le micro e piccole imprese nel limite del 50% della spesa, a 25.000 euro per le medie imprese nel limite del 30% della spesa e a 80.000 euro per le reti d’impresa nel limite del 50% delle spese sostenute.

La legge Sabatini, l’agevolazione messa a disposizione dal Ministero dello sviluppo economico per facilitare l’accesso al credito delle imprese e accrescere la competitività del sistema produttivo italiano, viene rifinanziata con 48 milioni di euro e si pone come obiettivo il sostentamento degli investimenti per acquistare o acquisire in leasing macchinari, attrezzature, impianti, beni strumentali ad uso produttivo e hardware, nonché software e tecnologie digitali.

Sempre nell’ambito dell’Industria 4.0 ci sono novità anche per quanto riguarda la Blockchain e l’intelligenza artificiale, anche se la strategia nazionale definitiva è ancora in corso di sviluppo, nelle mani di una commissione di esperti.
Nel frattempo, è stato stanziato un fondo di 15 milioni di euro per ogni anno dal 2019 al 2021 per sviluppare le tecnologie di intelligenza artificiale, blockchain e Internet of things.

Anche la cybersecurity è stata inserita nella nuova manovra, per potenziare gli interventi e gli strumenti di difesa e per “rafforzare la capacità di resilienza energetica nazionale”, in questo caso con un fondo di un milione di euro l’anno, sempre dal 2019 al 2021. 

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