M2M e IIoT: l’evoluzione tecnologica
Sistemi di magazzino

L’innovazione logistica tra M2M e IIoT: l’evoluzione tecnologica che raggiunge il magazzino

11 dicembre 2018
La storia dell’evoluzione umana è strettamente legata alla modificazione e al miglioramento tecnologico degli strumenti che nel corso degli anni sono stati utilizzati per i propri scopi.
Si pensi alla stampa e poi alla stampante, fino a quella 3D di oggi.

Oppure ai carri trainati dai buoi, agli aratri, ai mezzi agricoli e alle automobili.
Anche nella produzione industriale è tutto cambiato durante le tre rivoluzioni industriali avvicendatesi nei secoli scorsi, dal diciottesimo secolo in poi.

Quello dell’evoluzione tecnologica, lo sappiamo, è un processo estremamente rapido, in continua evoluzione, e oggi stesso viviamo in un’era in cui spesso la differenza tra un’azienda e un’altra, ma anche tra la manifattura di un Paese e un altro, è data dalle tecnologie in proprio possesso.


Dalla quarta rivoluzione industriale alla logistica 4.0 

Oggi viviamo una fase del tutto nuova nei protagonisti e nei mezzi, ma non inedita nei procedimenti: la quarta rivoluzione industriale, l’epoca in cui a dettare legge sono le macchine.

È infatti cambiato il tradizionale rapporto tra i vari attori dell’avanzamento tecnologico, che fino a poco tempo fa aveva sempre un comune denominatore: l’uomo, sempre lui a governare, dirigere e controllare ciò che le macchine realizzavano.

Oggi sono invece gli stessi apparecchi a dialogare tra loro tramite una pratica, una tecnologia, chiamata M2M (che sta per machine to machine).

Questa nuova branca tecnologica raggruppa l’insieme di soluzioni di sistemi integrati che consentono di effettuare uno scambio di informazioni e l’analisi delle stesse in modo totalmente automatico da parte di dispositivi che sono interconnessi fisicamente tra di loro oppure all’interno di una rete dati.

Software per la logistica: come funziona l’M2M? 


Abbiamo visto che la tecnologia machine to machine consente di integrare e far dialogare apparecchiature anche diverse e anche distanti tra loro attraverso dei sensori che inviano (o che acquisiscono) dati che vengono poi trasmessi ad un server centrale tramite una rete… ma esattamente come?

Per realizzare un sistema di questo tipo si utilizzano nella maggior parte dei casi reti wireless, in quelli invece più complessi si usano reti pubbliche con metodi di accesso diversificati.

Un sistema M2M ha poi necessità che esistano almeno un paio di dispositivi muniti di sensori per la logistica RFID, un collegamento di comunicazione attraverso protocolli comuni e condivisi e un software di calcolo autonomo programmato per far sì che un dispositivo di rete, dopo aver accolto i dati, li possa leggere e interpretare trasmettendo successivamente le decisioni prese.

“Le aziende manifatturiere operano nel settore dell'informazione, che lo vogliano o meno”, ha affermato Jeff Immelt, presidente e CEO di General Electric.

Nella maggior parte dei casi si è abituati a pensare a un’informazione esterna verso i clienti, certo, ma va considerata anche la necessità di migliorare la comunicazione interna all’azienda e tra i vari macchinari.

Da questo punto di vista l’IIoT (industrial internet of things) è la tecnologia cui sempre più produttori si stanno rivolgendo per aumentare la propria efficienza.
L'IIoT incorpora al proprio interno il machine learning e i big data, ma anche proprio la comunicazione machine to machine e le tecnologie di automazione che esistono ormai da anni in ambienti industriali.

Le applicazioni nel sistema informativo logistico


Cosa si può realizzare con gli innovativi sistemi M2M e IIoT?
Innanzi tutto è bene sottolineare che la filosofia alla base di questa tecnologia è che le macchine intelligenti sono migliori degli esseri umani nell'acquisire e comunicare dati con precisione e coerenza.

Queste informazioni quindi come si possono usare?
I dati possono aiutare le aziende a rilevare con tempestività inefficienze e problemi, risparmiando tempo e denaro e sostenendo gli sforzi di business intelligence.

Nella produzione, poi, l’IIoT può fare molto per potenziare il controllo di qualità, la gestione di varietà dei prodotti, ma anche la tracciabilità della catena di fornitura e l’efficienza della supply chain.

Tecnologie per la gestione logistica magazzino


Il magazzino è il cuore pulsante di ogni realtà produttiva: va da sé che un magazzino efficiente rende efficiente la stessa azienda.

Portare l’internet degli oggetti in un magazzino o in una struttura di produzione vuol dire molto banalmente permettere il dialogo tra i computer mobili aziendali, gli scanner di codici a barre, i lettori Rfid, i dispositivi indossabili, i sensori e segnalatori luminosi per corridoi e scaffali.

Tutti strumenti che danno la possibilità alle risorse in campo di eseguire le operazioni con maggiore rapidità, aumentando naturalmente la produttività dell’azienda.

Per comprendere a pieno il potenziale di questi strumenti è utile portare degli esempi specifici.
John Deere, il colosso leader nella produzione di macchinari e mezzi agricoli, utilizza un sistema di automazione firmato IBM che permette addirittura l’autogestione del magazzino.

Con l’IIoT, l’M2M e la tecnologia Rfid è stata sviluppata una soluzione che gestisce autonomamente gli ordini dei componenti sulla base dell’identificazione automatica degli stessi, organizzando la consegna immediata dei dati dell’ordine al sistema pick-to-light e gestendo in totale autonomia i feedback da parte dello stesso sistema.

A completare poi la soluzione è stata realizzata anche un’applicazione che permette di identificare rapidamente le eventuali anomalie, integrando un sistema di riconoscimento del linguaggio naturale che dà la possibilità di gestire velocemente i problemi.

Il futuro logistico che ci attende 


L’industria 4.0 passa da queste nuove tecnologie e la loro implementazione nella realtà produttiva di ogni giorno.

Possiamo aspettarci dunque che sia questa la prospettiva per le imprese (italiane e non) negli anni a venire.

E certo, nella quarta rivoluzione industriale è cambiato il paradigma dell’uomo al centro del processo di monitoraggio, controllo e gestione dei macchinari, ma è sempre lui che raccoglie i frutti dell’automazione della produzione.

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