Logistica sostenibile futuro
Logistica sostenibile

La logistica del futuro? Sostenibile e tecnologica, ma sempre fatta di persone

04 settembre 2018
Ci sono parole chiave che accomunano ogni tipo di esperienza, attività, impresa.
In questo la logistica 4.0 non fa eccezione.

I temi principali del settore sono stati svelati dal report della quarta edizione del Logistics Trend Radar di DHL, che ha elencato proprio gli elementi chiave attorno cui si svilupperà il futuro prossimo della logistica.
Questi elementi sono la tecnologia, la centralità del cliente, la sostenibilità e le persone.

TECNOLOGIA

In un futuro sempre più smart e connesso, dove ognuno di noi può comunicare con chiunque altro in qualunque parte del mondo, la stessa logistica ha un ruolo fondamentale da giocare, e con mezzi sempre più innovativi.
Mario Zini, Country Manager Italia di DHL Global Forwarding, ha dichiarato: “Il report rappresenta una roadmap per l'innovazione, sottolineando quali saranno gli snodi cruciali per la gestione della logistica da qui a 10 anni. Dalla robotica alla blockchain, dalla realtà aumentata ai Digital Twins, questa panoramica contribuisce a comprendere meglio quale impatto significativo avrà la rivoluzione digitale sul settore logistico, contribuendo a strutturare ricerche e progetti insieme ai nostri clienti e partner”.

A interessarsi ai nuovi scenari della digital innovation nel settore è stato anche il laboratorio RISE – Research & Innovation for Smart Enterprises dell'Università di Brescia, che ha tentato di fornire una lettura su quanto impatteranno questi stravolgimenti sul mondo dei trasporti.
Secondo la ricerca accademica “non è tutto oro quel che luccica”, dal momento che le nuove tecnologie potranno secondo le stime dell’università lombarda anche portare a un calo delle merci movimentate.
La riduzione è stata valutata in circa 100 miliardi di euro entro il 2025, conseguenza del fatto che stampa 3D e internet of things modificheranno il sistema industriale finora seguito dalle imprese.

Si passerà dalla cosiddetta “mass production”, cioè la produzione di pochi oggetti in grandi quantità, alla “mass customisation”, l’esatto opposto.

Il business del futuro, insomma, consisterà nella capacità di progettare, produrre e commercializzare sempre più articoli in volumi limitati: un cambiamento di paradigma inedito nella società consumistica che si ripercuoterà anche sui trasporti nazionali delle merci.
Le aziende di logistica saranno perciò chiamate a una nuova sfida, quella di consegnare relativamente pochi prodotti ovunque in Italia e nel mondo in tempi contenuti.
La tecnologia è dunque il grimaldello che sta costringendo il settore a ripensarsi a causa della modificazione del comportamento dei consumatori.

CENTRALITÀ DEL CLIENTE

Il cliente ha sempre ragione, si suol dire, e ogni azienda di successo che si rispetti fa della soddisfazione delle richieste della propria clientela il proprio obiettivo.

Oggi le aspettative della platea di consumatori sono sempre più articolate e approfondite: vanno dalla trasparenza lungo tutto l’ecosistema produttivo alla velocità della consegna, fino alla gestione dei ritardi e delle disfunzioni in tempo reale.
Allo stesso modo sono tante anche le richieste: su tutte la visibilità e il track-and-trace in tempo reale, l’accesso alla rete logistica da mobile e un processo di fatturazione sempre più semplice e veloce, per abbattere i tempi ancora troppo lunghi.

SOSTENIBILITÀ 

La sfida green è oggi globale e sulla bocca di tutti. Atti di indirizzo vengono dagli enti sovranazionali mondiali e comunitari, ma anche da quelli di casa nostra.

Un recente rapporto del Senato della Repubblica Italiana ha puntato l’attenzione proprio sulla necessità di abbattere l’impatto che i trasporti hanno sull’ambiente.
Il dossier punta sull’importanza dell’intermodalità, su come ristrutturare e gestire la supply chain, passo improcrastinabile per arrivare a una maggiore efficienza.

Essenziale, per le piccole e medie imprese italiane, è il supporto da parte del mondo politico ed economico, sottolinea il documento.
Per fronteggiare le esigenze green della logistica del futuro sarà dunque fondamentale adattare il sistema infrastrutturale tramite nuovi investimenti, che porteranno con sé capacità di crescita e sviluppo, anche occupazionale.

Come trait d’union tra imprese, enti e territorio, il ruolo del SCMT (Supply chain manager di territorio) acquisterà sempre maggiore importanza, dovendo essere un punto di riferimento con le proprie qualità di visione e leadership.
Allo stesso modo, il SCM (Supply chain manager aziendale) dovrà essere in grado di effettuare scelte strategiche a proposito delle istituzioni con cui interfacciarsi, analizzare piani aziendali per la sostenibilità e produrre idee e progetti di logistica sostenibile.
Sono quindi ancora le persone che con le proprie skills e professionalità indirizzeranno le azioni future delle imprese, e di rimando del mercato nazionale e non solo.

IL CAPITALE UMANO

Discutere sempre più di robotica, intelligenza artificiale, app e tecnologie non deve distrarre dal ruolo delle donne e degli uomini che popolano le aziende, le amministrano, le mandano avanti con competenza, impegno e talvolta fatica.

Il capitale umano rimane centrale nella logistica di oggi e lo sarà ancora anche in quella di domani, una base della piramide che ha come vertice il successo e il raggiungimento degli obiettivi. In questo la tecnologia non va ripensata in sostituzione alle persone, ma in complementarietà, come supporto operativo indispensabile per semplificare e migliorare il lavoro da svolgere.

Ad esempio, 36 robot mobili collaborativi sono stati implementati in un progetto DHL negli Stati Uniti.
Risultato? La produttività è aumentata di più del doppio, a dimostrazione di quanto sia fondamentale questo tipo di supporto agli addetti al magazzino, un aiuto anche da loro stessi apprezzato.
I nuovi concetti di lavoro digitale potranno poi attrarre e fidelizzare talenti anche fra i più giovani, risorse troppo spesso andate sprecate proprio a causa della talvolta eccessiva obsolescenza dei processi e della mentalità delle aziende più refrattarie al cambiamento.
In questo i Millennials potranno sostenere la forza lavoro logistico esistente e in via di invecchiamento, favorendo un cambiamento non più rimandabile.

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