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Agroindustria: tracciabilità, trasparenza e sicurezza alimentare

11/04/2017






In breve

Sempre più aziende dell’agroalimentare scelgono nuovi strumenti e soluzioni tecnologiche per aggiungere valore alla propria catena. Tra questi, il passaporto digitale del prodotto agroalimentare ha come obiettivo garantire la qualità e la sicurezza dei prodotti agroalimentari a partire dalla mappatura e dal controllo raffinato delle materie prime con uno strumento di coordinamento di tutta la filiera in tutti i rapporti che attengono alla integrazione tra clienti, fornitori e contesto territoriale.
Premessa
Nell’agroindustria la necessità di controllare la materia prima è una operazione che incide direttamente sul business ed è fondamentale anticipare la fase di verifica e compliance delle materie prime alla fonte e non più solo a livello di analisi a campione.
In altre parole, la vera qualità si può controllare se si va sul campo, o meglio se si dispone di informazioni genuine che arrivano direttamente dal punto in cui il prodotto viene coltivato.
In questo senso un ruolo determinante è svolto dall’IoT, dai sensori che generano dati e informazioni e dai modelli di valutazione che provvedono a generare un flusso di analisi sui criteri di misurazione della qualità.


Chi è Penelope?
Penelope è una start up che si lega in modo forte a Cisco attraverso un innesto tra competenza nel settore agroalimentare, IoE, tecnologia a valore aggiunto e infrastrutture.
Cisco è impegnata nel settore dell’agrifood e nella digitalizzazione della filiera agroalimentare anche attraverso forme di collaborazione con una serie di organizzazioni non governative, partner tecnologici ed esperti del settore agroalimentare che hanno partecipato all’iniziativa "Safety for Food", allo scopo di assicurare un accesso diretto e trasparente ai dati di tutti i singoli operatori della filiera.

Penelope ha creato da qualche tempo ValueGo, un sistema integrato che consente di tracciare l’intera filiera di un prodotto agroalimentare, a supporto del processo logistico e decisionale delle imprese oltre che a tutela e garanzia del consumatore che può avere così completa trasparenza circa la provenienza di ciò che mette in tavola.
L’obiettivo della piattaforma tecnologica è quello di valorizzare le eccellenze italiane contrastando tentativi di contraffazione e concorrenza sleale oltre che massimizzare la sicurezza alimentare.
Ma per fare questo c’è bisogno di IoE e di governance del dato in modo da documentare tutti i passaggi compiuti lungo la filiera: dall’origine, alla distribuzione, alla vendita.
Cisco ha messo a disposizione le sue competenze in networking, cloud e big data analysis per poter controllare in tempo reale i dati che arrivano da ogni componente del prodotto.
E grazie all’infrastruttura l’esperimento Penelope-Cisco ha abbattuto le limitazioni geografiche dando la possibilità di monitorare prodotti provenienti da ogni parte del mondo.


La supply chain di ValueGo
La supply chain disegnata come Penelope grazie al progetto ValueGo propone un processo irreversibile costituito da un insieme di dati che con l’Internet of Things in campo sviluppa un flusso di informazioni da indirizzare verso una soluzione di Big Data che permette l’analisi di tutti i momenti che compongono le fasi di lavorazione dell’industria di trasformazione agroalimentare.
Il punto di riferimento del progetto è costituito dalle indicazioni del Disciplinare che regola le attività dell’industria di trasformazione con una analisi relativa a tutti i passaggi.
Non c’è solo il momento fisico del controllo della materia prima, ma si deve essere in grado di analizzare anche il territorio con la raccolta di informazioni sensibili che possono essere portate all’attenzione dei consumatori, come ad esempio quelle legate ai temi della sostenibilità, della qualità ambientale, del rispetto delle tradizioni locali.

Con questo nuovo approccio alla definizione della identità del prodotto posso registrare la qualità e la quantità del prodotto, posso verificare se è stato realizzato secondo pratiche di sostenibilità che consentono di mettere al centro di un ecosistema che merita di essere valorizzato.
In altre parole il prodotto aggrega particelle di informazioni, di competenze e di dati che tracciano il profilo completo del prodotto finito e permettono di produrre un profilo commerciale innovativo, più completo e per certi aspetti più responsabile.


I vantaggi
Un’azienda che adotta la piattaforma tecnologica dimostra attenzione per la trasparenza rispetto al consumatore che, attraverso una etichetta intelligente, riesce a ricostruire la storia di ciò che mangia. Consente, inoltre, una migliore organizzazione dei processi produttivi e un più efficace coordinamento dell’intera filiera.
Le organizzazioni più lungimiranti come Barilla stanno già investendo nella gestione dei Big Data e delle analitiche per "disintegrare" i silos informativi all’interno della supply chain così da riuscire a fornire ai consumatori – sempre più esigenti e attenti a quello che finisce nei loro piatti – una maggior visibilità e trasparenza in merito all’origine e alla trasformazione delle materie prime utilizzate per preparare il cibo che arriva sulla loro tavola.
Agostino Santoni, CEO di Cisco Italia aveva osservato che l’Internet of Things unito, con i temi della connettività e della business analytics permette di innovare l’approccio verso il modo di coltivare, allevare, produrre, distribuire e consumare il cibo.
In questo senso l’iniziativa Safety for Food ha rappresentato un passo importante per la creazione di un database globale dei prodotti alimentari, in modo da garantire una miglior tracciabilità lungo tutta la filiera agro che sia in linea con gli standard internazionali sulla food safety, la certificazione della qualità e dell’origine delle materie prime.


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