Consulenza e formazione

Toscana: un'indagine sullo sfruttamento del lavoro nella logistica

19 gennaio 2017
Si chiama "Logistica e Sfruttamento lavorativo. Un’indagine nell’aerea metropolitana fiorentina" ed è il progetto nato con l’intento di ricostruire i processi e le dinamiche dello sfruttamento lavorativo in Toscana.

Il quadro che emerge, anche grazie alle denunce di Cgil Toscana e Cgil Firenze, su autisti, corrieri e magazzinieri è drammatico.
Attraverso interviste anonime rivolte ai lavoratori la ricerca, condotta su commissione dei sindacati, dalla cooperativa sociale onlus Cat, mette in evidenza turni insostenibili, stress, intimidazioni e addirittura ricatti.

"Le dinamiche di sfruttamento, accelerate dal boom dell’e-commerce, s’innestano su alcune vulnerabilità della forza lavoro del settore - ha detto Gabrio Guidotti di Filt Cgil Toscana - la precarietà e la nazionalità straniera, l’eccesso di straordinari e la reiterata violazione della normativa relativa all’orario di lavoro e ai periodi di riposo, la presenza di intimazioni e minacce, l’abuso della vulnerabilità del lavoratore, la sussistenza di violazioni delle norme in materia di sicurezza e igiene nei luoghi di lavoro".

Uno degli elementi centrali per comprendere le dinamiche dello sfruttamento denunciato dalla Cgil, spiega il sindacato, è il tempo imposto nel trattare e trasportare la merce.
Un esempio è la richiesta da parte delle aziende di corrierato di effettuare, nell’arco temporale giornaliero, un numero di consegne non sostenibile se si rispettano le indicazioni di orario e di riposo del contratto nazionale.

Ne conseguono in molti casi ritmi di lavoro che violano le norme.
La Filt Cgil, è stato spiegato durante la presentazione dello studio, in questi anni ha cercato di migliorare la situazione dei lavoratori del comparto mettendo in pista il Contratto di Filiera, unico nel suo genere, che copre tutto il settore delle merci e della logistica con lo stesso contratto di lavoro, lavoratori diretti e indiretti, superando una difficoltà comune, quella della rappresentanza universale nel mondo del lavoro. Obiettivo: la parità assoluta di condizioni tra il lavoratore in appalto e il lavoratore dipendente, con la piena applicazione dello stesso Ccnl.
Intanto, spiega in una nota la Cgil, "sono stati stipulati molti accordi con aziende multinazionali che hanno iniziato un percorso teso a eliminare le cooperative spurie dai loro appalti, nell’ambito di una stabilizzazione definitiva dei rapporti di lavoro, come dipendenti attraverso società di capitale, uscendo dalla figura “ambigua” del socio lavoratore".

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